Utente 287XXX
gent.le dott., scrivo per mio marito un uomo di 39 anni: da circa 10 giorni ha iniziato a manifestare accelerazioni improvvise del battito cardiaco a riposo che ci hanno costretti a rivolgerci al nostro pronto soccorso in 2 occasioni. Dagli accertamenti svolti (ECG, enzimi cardiaci, monitoraggio battito cardiaco) non è risultato nulla di anomalo se non una frequenza cardiaca accellerata di 130bpm in fase di crisi, giungendo alla conclusione di attacchi di panico o ansia dovuti anche ad una condizione particolarmente stressante che sta attraversando in questo periodo dovuto principalmente alla perdita del posto di lavoro. Mio marito soffre anche di cervicale cronica dovuta ad un incidente automobilistico che gli ha causato col tempo una particolare sensibilità della zona anche nelle posture che coinvolgono schiena e collo. Da nostra conoscenza, sappiamo che tra le vertebre della zona cervicale ci sono delle terminazioni nervose che hanno funzione regolatrice del battito cardiaco. Giunti a questo punto, non abbiamo ancora capito se è il caso di approfondire con ulteriori esami cardiaci o con controlli a livello cervicale o se considerare il fattore psicologico.
lei cosa ci consiglia e come ci suggerisce di procedere? grazie e buon lavoro

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Dr. Maurizio Cecchini
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A livello delle vertebre cervicali non vi sono assolutamente strutture che controllino il ritmo cardiaco.
Detto questo, se tutti gli esami che suo marito ha eseguito (ECG, Holter, ECG sotto sforzo ed ecocardiografia) fossero risultati normali, propenderei a classificare tali episodi come correlati all'ansia o al panico
Arrivederci