Utente 375XXX
Salve, da qualche mese avverto dolore riconducibile a sciatalgia a sinistra. In alcuni giorni è continuo e quando invece è assente basta mettermi in posizione laterale sinistra per pochi minuti che ricompare.
Quando ero molto piccola mi diagnosticarono piede piatto di secondo grado ma non ho mai portato i plantari perchè me li fornirono completamente sbagliati (non so altro, ero davvero piccola). Ho inoltre pronazione dei piedi e lombalgia. Nelle ultime settimane sto avvertendo particolarmente la mia errata postura, ho continui fastidi a livello della zona in cui dovrebbe esserci l'incavo del piede e mi basta camminare poco per avvertire stanchezzaalle ginocchia e caviglie. Vorrei sapere se la sciatalgia sia una conseguenza, quali altri tipi di problemi potrei avere, che esami mi prescriverebbe un ortopedico ma soprattutto se a 25 anni c'è una soluzione per i piedi piatti.
In ogni caso quanto prima dovrò farmi visitare. Dimenticavo, non sono stata più visitata riguardo il problema dei piedi piatti. Grazie per l'attenzione

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Dr. Umberto Donati
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Purtroppo il percorso utile è al contrario.
Per sapere se la sciatalgia è in qualche modo legata alla postura e al piede piatto bisogna averLa visitata. Lo stesso vale per i "problemi che potrebbe avere" : senza averLa visitata è impossibile saperlo. Per quanto riguarda gli esami, questi non sono preordinati, a parte le radiografie standard e sotto carico dei piedi e forse le rx del rachide lombare: gli accertamenti vengono decisi di volta in volta dallo specialista DOPO la visita, perché sono scelti in base a quanto rilevato con l'esame clinico e non servono mai al paziente, che ovviamente non ha gli strumenti per servirsene, ma servono solo ed esclusivamente al medico che li ha prescritti, e non "tanto per vedere cosa c'è" ma esclusivamente per confermare o escludere un'ipotesi diagnostica oppure per approfondire una diagnosi già fatta.
Infine per quanto riguarda i piedi piatti ci possono essere diversi metodi di approccio, ma per la loro correzione si dovrà ricorrere, se necessario, a soluzioni chirurgiche con interventi più o meno invasivi a seconda della gravità del piattismo e dei disturbi che avrà descritto. Le suggerisco di fare all'ortopedico che dovesse dare un'indicazione chirurgica tutte le domande che Le verranno in mente (tipo di intervento, tecnica chirurgica, finalità dell'Intervento, percentuali di successo, possibili rischi e complicazioni, aspettative, riabilitazione, tempi di recupero, ripresa del carico, ecc.) perché è impossibile avere queste risposte da chi non L'ha visitata, ma anche perché domande e risposte concorreranno a perfezionare il consenso informato che dovrà firmare prima dell'ipotetico intervento e che dimostrerà che Lei avrà acconsentito a farsi operare dopo essere stata compiutamente informata su tutto.
A distanza, senza i necessari elementi che si acquisiscono solo dopo averLa interrogata, ascoltata e visitata e dopo avere visto eventuali esami che si fossero resi necessari, non riesco a dirLe di più. Le posso solo suggerire di sottoporsi in tempi brevi alla visita presso un ortopedico esperto in chirurgia del piede senza rimandare troppo.
Cordiali saluti.