Utente 375XXX
Salve
da un bel po' di tempo sto cercando di risolvere una disfunzione erettile che mi perseguita. Provo a spiegare la situazione:
per un lungo periodo ho sofferto di uno stato emorroidario molto doloroso che spesso si ripercuoteva sull'erezione. Ho subito due interventi per risolvere questo stato di dolore pensando che si sarebbe risolto anche il disturbo all'erezione.
Dopo gli interventi la situazione emorroidaria si è risolta ma ho rilevato la permanenza di forti disturbi erettili.
Il disturbo principale consiste in una sorta di dolore/fastidio/pesantezza localizzato nel basso inguine fra la base del pene, il testicolo destro e la zona perianale. Il fastidio si irradia verso il lato destro dell'inguine.
Questo fastidio si avverte, e a mio parere sembra "intervenire" nella fase di eccitazione, all'inizio o durante, e sembra impedire o ridurre meccanicamente l'erezione.
Il fastidio ormai è presente costantemente anche se gli effetti sono variabili e sono più o meno evidenti.
Ho fatto una serie di analisi ed ecografie. Non sono stati riscontrati evidenti disturbi ormonali e di altro tipo. Con le ecografie pelviche non si è riscontrato nulla. Con la transrettale si è riscontrata una forte infiammazione del lato sx della prostata.
Ho seguito terapie antibiotiche, antinfiammatorie (tauxib) e di sostegno.
Successivamente mi è stata riscontrata una difficoltà urinaria e mi è stato indicato Xatral. Ho rilevato qualche lieve miglioramento ma non risolutivo.
Ho seguito anche una breve terapia con il Cialis. In questo caso ho avuto un evidente miglioramento per i primi tempi, in cui anche il fastidio si sopiva, ma successivamente, pur non avendo particolari difficoltà erettili, il fastidio si è ripresentato.
Ho notato anche un particolare che è sempre stato considerato casuale: dopo aver subito la transrettale, molto dolorosa visto lo stato post-operatorio, per un breve periodo (circa 7/10 giorni) tutto si è messo a funzionare regolarmente.
Ho consultato tre urologi ed altri medici ma sembra quasi che questo disturbo sia inventato. Al primo impatto la causa indicata è sempre stata psicologica, ma ho la certezza che ora non vi nessun problema di questo tipo.
Ora sono molto sfiduciato e non so a chi rivolgermi perchè temo di dover ripetere inutilmente tutta la trafila.
Chiedo scusa se non sono stato particolarmente chiaro, ma non è facile scrivere tutti i giri che ho fatto per capirci qualcosa.
Grazie del tempo che vorrete dedicarmi.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

oltre alla sua non "chiarezza" purtroppo le devo ricordare che il suo problema clinico molto complesso difficilmente può essere compreso ed affrontato in modo serio e mirato da questa posizione.

In generale, possiamo comunque ricordarle che ci può essere una correlazione tra infiammazioni della prostata e deficit erettivi; a questo proposito la invito a leggere queste news:

http://www.medicitalia.it/giovanniberetta/news/2552/Erezione-difficile-e-problemi-alla-prostata ,

http://www.medicitalia.it/giovanniberetta/news/2382/Prostata-ed-erezione-quale-legame .

Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Utente 375XXX

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Gent.mo Dott. Beretta,
la ringrazio per la rapida risposta.

Sono cosciente della difficoltà di descrivere un quadro che sicuramente si presenta complesso e della relativa maggiore difficoltà di dare una qualsiasi indicazione.
Avevo letto i due articoli e anche altre fonti su questo sito e su internet. Mi era chiara la correlazione fra infiammazione prostatica e possibile deficit erettile.
Le varie cure non hanno dato la risposta sperata, purtroppo.
Inoltre la mia "sensazione" fisica è che oltre un possibile interferenza della prostata ci sia una sorta di blocco "meccanico" da un'altra parte.
Ho voluto tentare questa strada perchè, sinceramente, dopo le varie prove mi sento sfiduciato e inascoltato e non riesco a capire come mai non ci siano, o non mi siano state proposte, indagini diagnostiche che possano approfondire lo stato dell'area interessata da questo disturbo.

Mi scuso ancora per la mia poca chiarezza.

Cordialmente
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

risenta ora il suo andrologo di riferimento e cerchi di essere il più preciso possibile nella descrizione del suo problema e sicuramente, se non ancora fatta le darà tutte le indicazioni diagnostiche precise e mirate da seguire a livello ecografico, ormonale, colturale ed altro.

Ancora un cordiale saluto.
[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

la vicinanza anatomica tra strutture emorroidarie e strutture legate alla erezione ed eiaculazione rendono frequenti i casi di coinvolgimento di entrambe le problematiche emorroidarie ed erettili.
Dopo aver definito megljo la sua situazione emorroidaria, pelvica si tratterebbe di capire se il suo pene abbia una circolazione arteriosa e venosa efficiente ed in grado di andare in tumescenza e raggiungere una buona rigidità. Si trattaerà poi di trovare il farmaco adatto ad attivare la sua funzione erettile se spontaneamente non ce la fa.
Si tratta di fenomeni abbastanza semplici da definire
si faccia seguire da un anrologo