Utente 140XXX
Gentilissimi dottori, ho un timore che non mi lascia tranquillo. Ieri pomeriggio mi sono recato dal barbiere per dare una spuntatina alla barba e prima di me che stava terminando di farsi i capelli c'era seduto un tizio che molti anni fa ( almeno così dicono) aveva avuto a che fare con droghe pesanti. Il barbiere, successivamente facendomi la barba mi ha procurato un leggero taglietto tra le labbra ed il naso ed ha provveduto a medicarmi. Ora sono allarmato poichè pur avendogli chiesto se avesse sostituito la lametta( io non ho visto se l'ha cambiata ma lui sostiene di si) ho timore di malattie infettive quali epatite o Hiv. Sono andato dal medico di base che mi ha detto di fare denuncia al distretto sanitario per cautelarmi ed ho esposto l'accaduto al mio legale che mi consiglia di fare analisi adesso e periodicamente. Corro dei rischi concreti ? E con mia moglie come mi devo comportare visto che mi hanno detto che il periodo di incubazione può durare anche un anno? Datemi un consiglio prima che vada nel panico. Grazie.
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Caro Signore,
nella prevenzione delle malattie che si trasmettono con il sangue è sempre consigliato usare oggetti che possano venirvi a contatto ( forbicine, rasoi ecc ecc) strettamente personali.
Tralascio lo spazzolino da denti perchè mi sembra scontato.
Nel caso di specie, non potendo il barbiere avere un numero di rasoi pari a quello dei clienti il buon senso impone che almeno la lama venga cambiata dopo ogni rasatura.

Se questo è stato fatto il rischio è zero.
Se non è stato fatto, e la lama era contaminata dal sangue del precedente cliente un minimo rischio esiste, indipendendemente dalla sua ex tossicodipendenza.

La procedura corretta prevede la denuncia all' Ufficio di Igiene, presso il Distretto o addirittura ai NAS, per verificare che il negozio abbia i requisiti previsti dalla legge per essere operativo, a pena di chiusura immediata. Come le ha consigliato il legale, inoltre, la valutazione della sua situazione immunitaria al tempo zero per HIV - HBV - HCV e poi nei tempi previsti per ciascun virus per avere la conferma del nesso di causalità tra l'infezione eventuale e l'incidente occorso.
Badi che se non denuncia, anche se si infetta (per l'HIV l'evenienza è assai remota), il legale della controparte negherà qualsiasi colpa del suo assistito.

Valuti cosa fare, serenamente e senza panico.
Se non sono ancora passate 72 ore, può rivolgersi ad una Infettivologia per considerare una profilassi post esposizione per HIV(PEP) ove il medico lo ritenga opportuno.
Il periodo di incubazione di HBV può teoricamente durare un anno, ma l'infezione si evince assai prima con i tests.

Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 140XXX

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egregio dottor Cardarola la ringrazio per la risposta: sono andato due volte dal barbiere per chiedere conferma sul cambio lametta: lui ha sostenuto( e come potrebbe non farlo) di averla sostituita ma io non mi sono accorto di questo. ho anche fatto presente che in caso contrario dovrei anche (nel dubbio) avere delle accortezze nei confronti dei terzi, e lui ha soltanto detto che se voglio fare le analisi sono libero di procedere. io non mi sento tranquillo sia perché il soggetto non mi lascia tranquillo sia perché il barbiere (ove vado per abitudine) non è mai stato il massimo della pulizia. sono andato questa mattina per fare le analisi ma tutti i laboratori erano chiusi e l'ospedale non ha voluto farmele in quanto ero sprovvisto di ricetta( nonostante avessi pregato loro di fare un eccezione anche a pagamento). l'ufficio igiene NON aprirà prima di martedì e i Nas al telefono non rispondono nonostante svariati tentativi. sono certo che se dovessi sporgere denuncia il locale gli verrebbe immediatamente chiuso, mentre se mi recassi da lui per avere maggiori certezze(solo lui sa se realmente ha cambiato la lama) mi riconfermerebbe la situazione. ora, fargli chiudere il locale non è nelle mie intenzioni, e non so proprio quale sia la soluzione migliore(anche perché se poi ha cambiato la lametta mi sentirei in colpa). resta il fatto che la salute viene prima di tutto e che questi atteggiamenti 8se reali) non meritano pietà. ci sarebbe l'alternativa di contattare il tizio prima di me,(quello seduto prima) ma rischierei io la denuncia. mi aiuti
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Caro Signore,
con tutta la buona volontà non vedo come potrei aiutarla.
Le faccio presente che, ove anche il cliente su cui è stata ustata la lametta prima di Lei e laddove questa non sia stata cambiata, sia affetto da una epatopatia cronica HBV o HCV correlata o sia HIV sieropositivo, i rischi di trasmissione sono molto bassi.

Mi pare stano che ad un pronto soccorso, per esempio del Vito Fazzi, lei non trovi un medico che raccolga la denuncia del suo episodio e valuti se disporre un prelievo per eseguire gli esami al tempo zero o per considerare, egli stesso o l'Infettivologo di turno o reperibile, la necessità di una PEP.
Sarebbe omissione di sevizio pubblico o addirittura di soccorso.

Per il resto che vuole che le dica? I NAS non rispondono; l'Ufficio di Igiene è chiuso fino a Martedi.... W l'Italia e chi l'amministra!

Cordialità.
[#4] dopo  
Utente 140XXX

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Dottore scusi ancora io abito in un paese della provincia a 50 km da Lecce ma volevo chiederle in cosa consiste e a cosa serve questa Pep visto che non mi hanno ragguagliato in merito? Potrei andare a richiederla all'ospedale più vicino?
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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E una profilassi farmacologica con farmaci anti HIV che si somministra in caso di situazioni a rischio, professionale o no, entro 72 ore dall"incidente" e per 1 mese.
In oltre l'80% dei casi blocca la replicazione dell'HIV e inibisce la sieroconversione.
Sta all'nfettivologo valutare se il "gioco valga la candela".
Se non può recarsi a Lecce vada nell'ospedale più vicino dotato di un repato di infettivologia. Diversamente nei piccoli ospedali è difficile che al PS prendano in considerazione una PEP.

Cordiali saluti.
[#6] dopo  
Utente 140XXX

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Gentilissimo dottor Cardarola, la ringrazio nuovamente per la disponibilità e le comunico le ultime news. Dopo quanto scritto e letto ho deciso di seguire le sue indicazioni e di recarmi ieri sera dopo mezzanotte, giorno di Pasqua, presso il più vicino pronto soccorso a Casarano. Li sono stato ricevuto da un infermiere adibito alle emergenze( non vi era traccia di medico) che non aveva la benché minima conoscenza in materia. Io credevo infatti che questi fosse un medico e gli ho raccontato quanto ci siamo detti. Lui ha detto solo di fare le analisi e che non era necessario recarmi presso un infettivologo. Ho deciso di cambiare ospedale
e di recarmi a Galatina dove esiste un reparto adibito. Ho raccontato l'accaduto ma anche il medico di turno non ha voluto scomodare il medico infettivologo e tra l'altro non aveva idea di cosa fosse la Pep. Mi ha detto di tornare questa mattina. Alle 2 di notte così sono uscito da lì per andare al Vito Fazzi ed alle tre di notte sono riuscito a comunicare l'accaduto al medico del reparto di malattie infettive di turno il quale mi ha detto che non era assolutamente il caso di fare questa PEP rimanendo sorpreso, tra l'altro da tanta mia urgenza, ed a quell'ora di notte consigliandomi di fare solo le analisi al tempo zero e ripeterle a tre sei e dodici mesi per eccesso di zelo. Devo dire che è stato molto gentile e disponibile data l'ora ed il giorno ed eventualmente mi ha consigliato di fare il vaccino per l'epatite B e valutare se fosse il caso di fare le immunoglobuline( con un po' di scetticismo). Riguardo alla denuncia da fare ai Nas l'ha considerata eccessiva. Io comunque martedì andrò ugualmente all'ufficio igiene per esporre l'accaduto, per il resto a questo punto non so cosa fare o pensare visto che le 72 h oramai stanno per scadere ed il dottore ha detto che è una terapia pesante lunga e non adatta ad un caso simile. Grazie per la sua gentilezza e tanti auguri di Buona Pasqua.