Utente 378XXX
Gentilissimi dottori, chiedo a voi un consiglio per la mia situazione visto il parere discordante dei cardiologi e ritmologi consultati.
Io ho avuto la prima fibrillazione atriale a Giugno 2013; dopodichè si è ripresentata l' 8 Dicembre 2014 durando 15 ore e successivamente si è ripresentata il 31 Dicembre 2014 ( durando 6 ore) subito dopo la notizia della morte di mio fratello. Un ulteriore attacco è avvenuto il 10 Aprile 2015.
Sono affetta da pseudoxantoma elastico e sono eterozigote alla mutazione G20210A del Fattore II.
Questi miei problemi fanno sì che io non possa prendere anticoagulanti, sebbene alcuni medici ritengano sia meglio prendere l'anticoagulante rischiando emorragie piuttosto che l'ictus; io però avendo già provato la cardioaspirina nel 2012 ( mezzo dosaggio) e avendo avuto dopo soli 20 giorni emoragie rettali, attualmente non sto avendo il coraggio di prenderla. Ho comunque provato altri antiaggreganti con stesso risultato dopo soli 3 giorni.
Altri problemi che ho sono: esofagite da reflusso, ipertensione arteriosa, ho la vitamina D a zero, colesterolo a 210 e potassio al minimo.
Attualmente sto prendendo: Almarytm 100 mg una al giorno, Blopresid, Pantaprozolo.
Per risolvere il problema della fibrillazione un medico mi ha detto di fare l'ablazione transcatetere; un altro medico invece mi ha consigliato di fare prima l'operazione di chiusura dell'auricola sinistra per bloccare i trombi e successivamente fare l'ablazione ma il primo medico ha ribadito che l'operazione di chiusura dell'auricola sarebbe stata in contrasto con l'ablazione e quindi di non farla assolutamente.
Tra i diversi pareri c'è anche quello di prendere o meno gli anticoagulanti nonostante il mio problema.
Chiedo un consiglio su tutto e su quale analisi potrebbe essere utile approfondire.
Grazie.

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Dr. Mariano Rillo
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Cara signora
comprendo le sue paure, ma anche le difficoltà decisionali dei colleghi... Per la terapia anticoagulante occorre seguire le indicazioni delle linee guida attenendosi al calcolo dello score di rischio tromboembolico (il cosiddetto CHADS2-vasc), ma anche valutando lo score di rischio emorragico (il cosiddetto HAS-BLAD). Nel suo caso sembrerebbe che abbia un punteggio di 2 per il CHADS-vasc (ipertensione + sesso femminile) e questo imporrebbe la terapia anticoagulante orale.Tenga presente che lei non ha fatto finora alcuna terapia di questo tipo, perchè la Cardioaspirina è un antiaggregante piastrinico e non un anticoagulante e nel suo caso potrebbe essere più emorragica rispetto soprattutto ai NAO (i nuovi anticoagulanti). Tenga infine presente che un'emorragia è trattabile e risolvibile (soprattutto le minori), mentre un ictus permette decisamente poco spazio terapeutico. Per l'ablazione concordo che può essere una buona idea (soprattutto se il suo atrio sinistro non è particolarmente dilatatato) e andrebbe fatta prima di un'eventuale chiusura dell'auricola sinistra.
Cordialmente