Utente 378XXX
Buonasera a tutti i signori dottori,
prima di sottoporVi i miei quesiti volevo cogliere l'occasione per ringraziarvi per l'ottimo lavoro che svolgete quotidianamente su questo sito e per la pazienza e la perizia che dimostrate nel rispondere alle domande.
Entriamo nel merito: sono un ragazzo di 24 anni e circa 3 anni fa ho subito un intervento di corporoplastica "a doppio petto" (a lembi sovrapposti ) con frenulotomia per il trattamento di un severo recurvatum penis ventrale presente dalla nascita (l angolo di curvatura dell asta si aggirava intorno agli 80 gradi). L operazione é stata eseguita da un chirurgo molto esperto che ha effettuato un accesso baso penieno e non ha praticato la circoncisione . L operazione é riuscita perfettamente, nessuna aderenza nel post operatorio e recupero assolutamente regolare della sensibilità del glande.
D altro canto l accorciamento del pene é stato evidente, il lato convesso che misurava circa 18 cm é stato ridotto fino a 14 cm, ovvero la misura del lato concavo, ma l' asta risultava praticamente dritta. Fino a questo momento tutto bene. Nel corso dei mesi e poi degli anni successivi ho però mio malgrado dovuto assistere a una lenta ma inesorabilmente progressiva recidiva del problema e oggi, a distanza di circa 3 anni, il pene presenta una curvatura di circa 40 gradi che oltre al disagio estetico rende oggettivamente difficoltose e dolorose per la partner le penetrazioni in varie posizioni. Partendo da questa storia clinica vorrei porVi alcune domande :
1) il chirurgo che mi ha operato mi ha spiegato che la tecnica originale da lui utilizzata garantiva una tenuta dei punti assolutamente maggiore rispetto alla nesbit classica e che la percentuale di recidiva era bassissima. A mio modesto avviso credo che il mio problema si sia ripresentato non tanto perché i punti hanno ceduto quanto perché il tessuto della tonaca albuginea sia andato incontro a un processo di stretching in seguito alla elevata pressione dei corpi cavernosi correlata alla severa curvatura; a suffragio di questa ipotesi va aggiunto che le plastiche sono ancora assolutamente riscontrabili al tatto sia in erezione che a riposo. Dal vostro punto di vista é una tesi congruente ? É possibile che questa tecnica non garantisca adeguati risultati nel trattamento di recurvatum di tale entità o è semplicemente il risultato di una imprevenibile e imprevedibile elasticità dell albuginea? Qual é la vostra esperienza in tale senso?
2) dal momento che vorrei risolvere il problema ho il timore che, assunta come vera l ipotesi che prevede un'elevata elasticità dell albuginea, un secondo intervento che preveda la stessa tecnica possa non garantire il risultato desiderato. In che termini quindi sarebbe opportuno valutare le tecniche di innesto sul lato concavo che vadano a ridurre la pressione sulle suture?
Vi ringrazio in anticipo per la Vostra cortese attenzione

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
è abbastanza atipico quanto le è successo, soprattutto perché ci dice che nel suo caso si tratta di una curvatura congenita; con gli elementi che ci ha dato non riesco pertanto a formulare una ipotesi interpretativa certa.
Come trattare la nuova curvatura? In teoria tutte le opzioni potrebbero essere praticabili; naturalmente è imprescindibile una preliminare valutazione diretta. E' inoltre fondamentale che la curvatura sia stabile (senza cioè alcuna evoluzione per almeno 6 mesi) prima di considerare una nuova chirurgia.
[#2] dopo  
Utente 378XXX

Iscritto dal 2015
Egregio Dr. Pescatori
La ringrazio innanzitutto per la celere e cortese risposta.
Ci sono degli elementi che ho tralasciato che potrebbero permetterLe di inquadrare meglio il mio caso (ovviamente partendo dall'assunto che l'analisi diretta é indispensabile)?.
Se mi é concesso vorrei domandarLe secondo la Sua esperienza di chirurgo se tale tecnica é da Lei utilizzata nel trattamento dei recurvatum congeniti severi e in tal caso quali risultati fornisce in termini di raddrizzamento dell asta nella Sua personale casistica.
La ringrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti
[#3] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Iscritto dal 2007
Gentile lettore,
le tecniche chirurgiche per "accorciamento di lato lungo" sono svariate; il punto è che lei ha avuto un eccellente risultato in termini di raddrizzamento, e che, nonostante non vi siano stati cedimenti della sutura applicata, vi sia stata una recidiva. Ciò prescinde dalla tecnica usata.
Per non eludere la sua domanda, personalmente non pratico la tecnica in oggetto, ma conosco Colleghi che la praticano con successo.