Utente 379XXX
Buongiorno,

come riportato in un precedente consulto, assumo Lobivon da circa 2 settimane per una tachicardia sinusale (ansia somatizzata) diurna e notturna con una media di 90/95 battiti a riposo con picchi occasionali di 115/120 anche dopo risvegli notturni.

(Già effettuato esami cardiologici completi: ecg ecocuore holter 24 ore + esami del sangue valori tiroidei. Tutto nella norma.)

I primi giorni con Lobivon alla dose di 1 cp da 5mg. al mattino hanno dato risultati altalenanti durante le 24 ore: in pratica, nelle stesse condizioni di riposo il battito era nei limiti in alcune ore della giornata (massima azione a circa 4 ore dall'assunzione del lobivon) e invece accellerato e tachicardico in altri momenti, più verso il pomeriggio/sera e prima mattina. Insomma un effetto terapeutico molto poco regolare ed efficace.

Tre giorni fa, misurandomi pressione ho riscontrato un momento con un calo della stessa a 96 su 53. Dopo un pò di "panico" ho contattato il cardiologo che senza grandi indagini mi ha solo proposto di "modulare" la dose di lobivon e prendere metà pasticca al giorno oppure una intera a giorni alterni.

Sto facendo così da tre giorni, ma la tachicardia è spesso presente e poco controllabile anche con simultaneo uso di ansiolitici che prendo sotto controllo medico specialistico da diversi anni.

Chiedo vs. gentilissimo parere e/o suggerimenti sul framaco in questione o sui tempi di un eventuale stabilizzazione dei suoi effetti terapeutici. Ricordo che NON sono iperteso ma SOLO ta chicardico.

Grazie
Marco


Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
12% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 60
Iscritto dal 2012
Il Lobivon (nebivololo) è un betabloccante normalmente usato per la cura dell' ipertensione, e non ha grandi effetti sulla frequenza cardiaca. Di solito per ridurre la frequenza si usano altri betabloccanti: metoprololo e atenololo (che hanno anche un discreto effetto sulla pressione) oppure sotalolo (che influisce molto meno sulal pressione). Il bisoprololo è particolarmente maneggevole perché esistono formulazioni a basso dosaggio, e quindi è più semplice aggiustare la terapia.

Però, se la tachicardia è legata a somatizzazioni di ansia, io cercherei di affrontare il problema alla radice, curando l'ansia (è legata a fattori modificabili?), anche con tecniche di rilassamento.
[#2] dopo  
Utente 379XXX

Iscritto dal 2015
Gent.ma Dott.ssa Lestuzzi,

ho già iniziato un percorso psicoterapeutico, ma al momento ho necessità di risolvere il problema della tachicardia perchè è motivo essa stessa di aumento di ansia che si trasforma in un loop difficile ormai da spezzare con il solo uso di alprazolam.

Ecco perchè mi son rivolto al cardiologo per un supporto farmacologico. Molto strano, però, che mi abbia prescritto Lobivon che a quanto lei dice non agisce molto sulla frequenza cardiaca ma sulla pressione alta, cosa che non mi risulta avere.

La ringrazio per il consiglio farmacologico, vorrei che venga prescritto però un betabloccante selettivo in quanto soffro di allergie ai pollini e non vorrei "sorprese" a livello bronchiale o per la mia quasi perenne rinite allergica per la quale prendo xyzal più mesi l'anno.

Eventualmente, cambiare molecola di b-bloccante può procurarmi problemi di rebound o simili?
Se non ho avuto particolari effetti indesiderati con lobivon, potrei averne con altre molecole?

Grazie mille per il suo consulto.
Saluti.
Marco