Utente 380XXX
Salve, da quasi un anno ho una relazione con un ragazza della mia stessa età, tuttavia per vari motivi la relazione non è ufficiale e sono veramente poche le persone che ne sono a conoscenza (lo so sembra strano ma è così).
Il problema è sorto quando abbiamo deciso di avere un rapporto sessuale qualche mese dopo l'inizio della relazione. Diversi sono stati i tentativi ma, ogni volta, il momento prima di arrivare alla penetrazione, con il preservativo messo, perdo l'erezione. Riacquistarla risulta difficoltoso e solo dopo aver indossato di nuovo le mutande e riprovando riesco ad averne un'altra. che finisce allo stesso modo. Chiedo un consulto in quanto vorrei ovviamente risolvere il problema che crea non pochi disagi e soprattutto perché vorrei capire se sia un problema legato al mio apparato riproduttore oppure un problema psicologico.
Uno dei problemi che riscontro maggiormente anche durante la masturbazione è la lunghezza del prepuzio che sicuramente è eccessiva in quanto durante l'erezione il glande viene scoperto in maniera non poco difficile e la difficoltà aumenta a causa del preservativo che di fatto mi impedisce di scoprire il glande. Altro problema che riscontro è il piegamento del glande verso il basso forse a causa del frenulo corto.
Scusate se sono io a cercare di dare spiegazioni riguardo il mio problema ma sto cercando di fornirvi quante più informazioni possibili. Tutto questo per cercare di capire se è problema fisiologico o psicologico agendo nel migliore dei modi in un tempo quanto più breve possibile.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,gli aspetti psicologici sono ben evidenti,configurandosi una "sindrome da vagina dentata" che prevede una detumescenza precoce al momento dell'immissio.Il ruolo non favorente del profilattico é noto ma,al fine di non banalizzare il problema,credo che una rigorosa diagnosi medica,basata su di un attento esame obiettivo,possa chiarire il quadro clinico che,a naso,mi sembra caratterizzato dalla presenza di una fimosi.Cordialità.
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Ragazzo,
aggiungo qualche nota a quelle già ricevute dal dr. Izzo.

La prima cosa da fare è una visita andròlogica, è possibile che qualche fastidio organico faccia da terreno fertile per il proliferare di ansie " da penetrazione"

Il vissuto sgradevole e doloroso relativo al deficit erettivo, alla vulnerabilità erettiva, la paura anticipatoria di rivivere un fallimento sessuale, contribuiscono a creare quelli che noi clinici chiamiamo “fattori di mantenimento della disfunzione”, ben differenti dai fattori che hanno contribuito all’insorgenza della problematica sessuale.

Quindi psiche, soma e coppia devono essere sempre analizzati.

La natura multidimensionale della sessualità umana è tale da imporre un inquadramento e un ‘approccio terapeutico integrato’ al soggetto portatore di un disturbo sessuologico, sarebbe miope ed errato trattare soltanto la sintomatologia, senza la sua cornice psichica, relazionale, emozionale ed affettiva che correla con la sessualità.

Un approccio rivolto esclusivamente al sintomo, risulta orfano di un percorso più completo, capace di regalare emozioni e sensazioni....preziose sulla sua intimità e sessualità.

Le allego del materiale da poter consultare

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-problema-coppia-ruolo-partner.html
http://www.medicitalia.it/salute/disfunzione-erettile
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1929/Mancanza-d-erezione-
[#3] dopo  
Utente 380XXX

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Ok grazie tante ho già provveduto a prenotare la visita andrologica per vedere se ci sono possibili problemi di natura fiosologica. Se no mi convincerò di avere un qualche blocco psicologico. Ringrazio ancora.
[#4] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Il "blocco" nel caso ci fosse, va curato.