Utente 380XXX
Buongiorno, sono Marco e ho 28 anni.
Scrivo per un problema che ormai si trascina da oltre 18 mesi e che non riesco a risolvere.
Inizia tutto a Dicembre 2013 quando, mentre sono al cellulare con un amico, avverto un fortissimo dolore al polso, vicino al pollice destro, tale da non permettermi più di tenere il cellulare. Essendoci freddo, penso ad un problema passeggero, di carattere tendineo, ed in effetti il tutto passa dopo una settimana senza dover fare nulla. Se non che, a distanza di mesi il problema si ripete, alternando momenti di dolore intenso, che non mi permettono addirittura di scrivere con una penna, a momenti di "tranquillità". Il problema vero è che mi manca la forza nelle mani, tanto che non riesco a tenere mio figlio, di appena 5 mesi, per più di 5-10 minuti. Addirittura anche la mano sinistra sta cominciando ad avere gli stessi sintomi della destra.
Le analisi fatte sono state: Rx della mano destra che non hanno evidenziato nulla, ed elettromiografia che ha invece segnalato un leggerissimo tunnel carpale, scomparso però con la cura, e purtroppo una radicolopatia cronica.
La cura seguita è stata: un mese di medrol, da due compresse al giorno fino ad un quarto al giorno di settimana in settimana (2-1-1/2-1/4), Brainil per un mese, visaven criogel per un mese.
Al momento alterno giorni di quiete a giorni di dolore, durante i quali, se prolungati, il medico mi ha detto di seguire la cura per fare ritornare tutto nella normalità.
A questo punto, cosa è conveniente fare, considerando che ho 28 anni e che vorrei risolvere il problema definitivamente?
Vi ringrazio per la gentilezza e fisponibilità.
Marco
[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

chi le ha prescritto questi esami strumentali?

Sarebbe bene che lo facesse lo specialista, perchè in caso contrario (come nel suo caso), si rischia di fare esami del tutto inutili, talvolta costosi.

Provi a fare una iperestensione del pollice e spingerlo con l'altra mano verso il basso: se tale manovra provoca dolore al polso, quasi certamente lei ha una malattia di De Quervain.

La diagnosi è già clinica e può essere confermata con una ecografia.

Buona giornata.
[#2] dopo  
Utente 380XXX

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Buongiorno Dr. Leccese,
intanto devo sinceramente ringraziarLa di cuore per aver risposto così celermente. Grazie davvero.
Nella presente Le scrivo la diagnosi fatta l'1-10-2014 dal Dr. specializzato in chirurgia della mano. Premetto che ho fatto questa visita in urgenza in quanto avevo la mano bloccata completamente (non riuscivo nemmeno ad abbassare la maniglia delle porte di casa).
"Il paziente lamenta formicolio alle mani da circa 1 anno, molto più alla dx, quadro clinico di compressione radicolare periferica. patologia con carattere di urgenza. Utile ed urgente visita neurologica per stabilire con indagini specialistiche e di pertinenza neurologica il livello di attuale compressione e RX della mano dx in 2 proiezioni. Patologia non di pertinenza ortopedica allo stato attuale fino a quando non viene stabilito l'eventuale sede di compressione. Nel mentre Visaven Criogel sulla zona dolente freddo x 1 mese 1 ora con pellicola trasparente".

Dopo questa diagnosi mi precipito l'indomani presso il neurologo, per la visita e l'elettromiografia.
Queste le conclusioni del Dr.:
"Sui muscoli estensore comune delle dita (radici C7-C8) bicipite brachiale (radici C5-C6), segni di moderata sofferenza muscolare neurogena cronica con componente di sofferenza recente sul 1° muscolo citato; aspetti di reinnervazione collaterale; senza segni di denervazione acuta in atto; sul primo muscolo citato aumento attività inserzionale. I dati dell'esame Elettromiografico sono compatibili con:
- recidiva di moderata radicolopatia cronica C7, a destra;
- moderata radicolopatia cronica C5, a destra.
Lievi (2/7) anomalie focali delle conduzioni sensitive del nervo mediano destro, al polso, da sindrome del tunnel carpale a destra, di grado lieve.
Cura:
quella descritta nel primo messaggio.
Dopo 40 giorni mi sono recato di nuovo dal neurologo, il quale mi ha sconsigliato la RMN, in quanto per lui inutile, e mi ha detto che l'infiammazione era scomparsa.
In realtà, però, il dolore, anche se lieve, mi era rimasto.
Nulla, invece, risulata dai RX.
Ad oggi dunque non ho ancora fatto la RMN, perché come da lei descritto molto bene sopra, mi sembra che si stia andando a tentativi.
Le confermo altresì che facendo un'iperestensione del pollice soffro molto al polso, così come facendo il test di Finkelstein (non riesco ad abbassare il polso proprio).
Inoltre, soprattutto la notte, sento molti dolori che mi salgono fino al gomito, che delle volte rimane bloccato subito dopo essermi alzato al mattino.
Purtroppo mi sono dilungato un po', ma spero che mi possa aiutare/consigliare bene sul da farsi. Resto in attesa di una Sua risposta. Buon pomeriggio.
Grazie ancora.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Da ottobre 2014 a oggi di tempo ne è trascorso: forse si tratta di problemi diversi.

Quello che lei descrive è un dolore localizzato al polso in corrispondenza del pollice, che non fa pensare affatto a un problema neurologico (che evidentemente c'era, ma ora potrebbe essersi ridimensionato).
[#4] dopo  
Utente 380XXX

Iscritto dal 2015
A questo punto cosa mi consiglia di fare?
Faccio la RMN cervicale e vado dallo specialista con tutti gli esami fatti?
Grazie. Buona giornata
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Mi concentrerei sul polso, non sul collo.

Farei direttamente una visita da un chirurgo della mano.
[#6] dopo  
Utente 380XXX

Iscritto dal 2015
Va bene, grazie. Le farò sapere. Buona giornata
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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OK.
[#8] dopo  
Utente 380XXX

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Buongiorno Dottore.
Le volevo fare sapere che in questi due mesi, ho fatto l'ecografia al polso, e anche risonanza e raggi al collo per eliminare ogni dubbio.
Come da lei prospettato, ho una tendinite di de quervain al polso destro.
Il medico mi ha prescritto tendisulfur forte, integratore, mattina e sera per una settimana.
Purtroppo però non ho tratto nessun giovamento e non riesco ad eliminare il dolore.
Mi potrebbe suggerire cosa fare? Quale cura sarebbe bene seguire? E, nel caso di dovere utilizzare un tutore, quale?
La ringrazio per la sua disponibilità.
[#9] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Il De Quervain non si cura con gli integratori, ma con un intervento chirurgico se è una forma cronica o recidivata.

Se è una forma di recente insorgenza, può rispondere a terapia fisica (laser, ultrasuoni, ecc.) o ancora di più a una infiltrazione locale di steroidi.