Utente 381XXX
Salve dono nuova in questo forum e mi sono iscritta per avere un parere su una problematica che ho avuto. Sto per compirre 27 anni e il 30 gennaio di quest anno sono caduta e ho riportato una frattura composta alla caviglia dx ( precisamente al malleolo tibiale ). Sono stata ingessata una ventina di giorni, poi ho tolto il gesso e ho fatto fisioterapia per un'altra ventina di giorni. Sembrava andare tutto bene. Dopo dieci giorni che ho finito la terapia ho cominciato però a sentire delle fitte nella caviglia sx ( quella che non aveva subito alcun trauma) e non ci ho badato tanto pensando fosse stato lo sforzo. Anche perché ho una bambina piccola e spesso mi carico lei in braccio e salgo e scendo scale con lei. Dopo un mesetto di dolori persistenti al piede sx che mi hanno portato quasi a zoppicare, sono andata a farmi visitare dal mio ortopedico il quale vedendo che c'erano dei versamenti nel piede ( anche se il piede non si era gonfiato) mi ha ordinato una risonanza magnetica. Il risultato della rm è il seguente: 
falda di versamento nell' articolazione tibio - tarsica. Areola di sofferenza subcondriale del versante mediale del domo astragalico . Sub centrimetrico ganglio cistico dorsale del talo-navicolare. Nella norma le strutture legamentose periastragaliche. Non evidenti lesioni mio-tendinee.

Cosa significa quanto c'è scritto? Un ortopedico che ho consultato mi ha parlato di ostocondrite e di una probabile operazione che dovrò fare in futuro. Un altro ortopedico, invece, di algodistrofia del collo piede su osteocondrite dell' astralago e mi ha prescritto una cura con cloni, amidal bustine e magnetoterapia. Nessuno di loro ha pensato di mettermi a riposo. Da qualche parte, invece, ho letto che il riposo può essere una cura quando viene diagnosticata un' osteocondrite ai primi stadi. Cosa ne pensate voi? Vi chiedo un parere sul referto della RM e su una probabile terapia.
Grazie a chi mi risponderà.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Verduci
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Salve,
sulla base di quanto da Lei riferito è possibile che, come conseguenza della compensazione posturale successiva alla frattura della caviglia destra, si sia instaurata una sofferenza cartilaginea alla caviglia sinistra.
La terapia fisica e la terapia medica vanno senz'altro bene.
Io assocerei venti giorni di scarico dell'arto (quindi usare i bastoni canadesi e non appoggiare a terra il piede sn), poiché la sofferenza subcondrale dell'astragalo, specie in una fase iniziale come questa, giova enormemente del riposo.

Saluti
[#2] dopo  
Utente 381XXX

Iscritto dal 2015
Gentile dr Vincenzo Verduci,
nel ringraziarla per la celere risposta l'aggiorno anche sulla mia situazione. Sono stata visitata, nel frattempo, anche da una posturologa. Durante tale visita ho scoperto di avere la caviglia valga al 2' livello e ginocchio ricurvo al 2' livello. Inoltre, il piede sinistro è risultato essere più piatto del piede destro. Mi ha consigliato di portare i plantari. Da quando indosso i plantari, le fitte nella caviglia sono diminuite. Adesso noto solo dei fastidi e rare fitte meno dolorose quando scendo le scale, guido la macchina o semplicemente mentre cammino. Tali fastidi talvolta si manifestano anche nel piede sinistro, ma sempre in maniera modesta. La terapia con i plantari prevede una passeggiata di mezz'ora al mattino ed una di mezz' ora al pomeriggio. Volevo chiederle la diminuzione del dolore è indicativa del fatto che la caviglia sta guarendo o ci può essere anche un peggioramento silente? La terapia con i plantari è, a suo avviso, valida e funzionale in un certo qual modo allo scarico dell'arto o sarebbe meglio sempre utilizzare i bastoni canadesi per un certo periodo di tempo? Con i bastoni canadesi non rischio di sovraccaricare l'altro arto, che ancora non si è completamente rimesso?

La ringrazio nuovamente per l'aiuto fornitomi e La saluto cordialmente.
[#3] dopo  
Utente 381XXX

Iscritto dal 2015
Gentili dott. ri dello staff di medicitalia purtroppo le fitte persistono. Il medico che mi segue non ritiene opportuno mettermi a riposo. Io purtroppo ho un lavoro che mi tiene abbastanza impegnata ed ho una bambina piccola a cui badare. Cosa posso fare? Ho paura che continuando a sforzare il piede la situazione peggiori e poi l'intervento diventi necessario. Cosa mi consigliate di fare? Di scaricare l'arto comunque anche se il medico che mi segue non lo ritiene necessario o di proseguire con questa terapia e aspettare qualche mese.

Vi ringrazio per il supporto fornitomi.
Fiduciosa di una vostra risposta vi saluto cordialmente.