Utente 382XXX
Buonasera, a mio padre è stato diagnosticato un cancro ai polmoni , di seguito una breve storia.
Il primo referto citologico del 09/06 /2014 diceva: bronco lombare superiore sn TBNA sperone LCL e la diagnosi: presenza di elementi bronchiali normotipi . Il referto citologico del 24/06/2014 era: Brushing bronchiale: presenza di elementi bronchiali normotipici, negativa la ricerca di cellule neoplastiche.
Lavaggio bronchiale: presenza di macrofagi polmonari, abbondante infiltrato infiammatorio costituito prevalentemente da granulociti neutrofili, si osservano elementi bronchiali normotipici è negativa la ricerca di cellule neoplastiche. Dopo un mese circa, visto che non si riusciva a capire bene cosa avesse, abbiamo ripetuto la biopsia polmonare, questa volta la diagnosi del 24/07/2014 era: preparato costituito da tappeto di emazie commiste a numerosi istiociti schiumosi. Sono evidenti alcuni gruppi di cellule epiteliali atipiche a fenotipo TTF1+CK7+p63, suggestive per neoplasia ad origine polmonare del tipo adenocarcinoma. Sempre dalla biopsia è emersa una sospetta neoplasia polmonare, presenza di elementi neoplastici, compatibile in prima istanza con NSCLC. Non vorrei dirlo ma il tutto mi sembra alquanto discordante e vorrei un parere su queste diagnosi. Mio padre ha cominciato il primo ciclo di chemioterapia con Cisplatino, Alimta ed altro e dopo qualche terapia è stata effettuata una tac che manifestava notevoli miglioramenti, a questo punto hanno diminuto la dose rendendola più leggera, ma al termine del ciclo il tumore si era ingrandito perforando il polmone, passando anche all altro ed ė venuta fuori anche una metastasi al rene. A questo punto hanno programmato un nuovo ciclo molto più forte del precedente, il nome ė TAXOTERE con successiva tac. Ne ha fatte due ma ha dolori fortissimi non riesce a stare in piedi, lamenta dolori forti sotto il fianco sinistro.
Manca una sola terapia e farà la tac, ma passerà almeno un altro mese minimo.
Chiedo gentilmente di darmi un consiglio e soprattutto aiutarmi a capire se è normale avere tutti questi dolori oppure ė possibile che la terapia non stia facendo effetto?
Grazie mille.
[#1] dopo  
Dr. Mirco Bindi
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MONTALCINO (SI)
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Gentile signore
il caso di Suo padre si configura tra quelli resistenti alle terapie. Il programma oncologico classico è quello di cambiare gli antiblastici tutte le volte che si dimostra progressione della malattia. I forti dolori devono essere tenuti sotto controllo con gli oppioidi limitando l'uso degli antidolorifici comuni per il rischio di complicazioni gastriche o renali.
In questa situazione di rapido decadimento Le consiglio di leggere il libro "The China Study" e di intraprendere immediatamente una dieta vegetale ed integrale. I fruttati verdi dovrebbero costituire l'alimentazione esclusiva per i primi 30 gg. In questo periodo potrebbe non essere sufficiente l'apporto di "clorofilla" per disintossicare l'organismo delle scorie accumulate e potrebbe essere necessario effettuare pulizie intestinali disintossicanti. Su questo argomento rimango sul vago perché non ho sufficienti dati sulle condizioni di Suo padre e sulla storia clinica. In internet tutte queste procedure sono spiegate anche se è difficile trovare le fonti genuine.
cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 382XXX

Iscritto dal 2015
Buonasera Professore, grazie per i suggerimenti, lei pensa stiano procedendo bene con la terapia attuale? Vorrei solo capire se questi dolori sono normali, ho paura che non stia facendo effetto ed i dolori non siano dovuti alla chemioterapia ma al crescere del tumore. Immagino non possa dirmi con certezza questa cosa ma saprà sicuramente più di me se è normale in fase di terapia avere sempre dolori fino alla terapia successiva senza tregua. E soprattutto con le indicazioni date nella precedente richiesta è possibile capire a che punto sta e come viene considerato il cancro dalle diagnosi indicate? Se ha qualche indicazione da fornire per sperimentare nuove terapie siamo disposti a tenerle in considerazione.
Grazie per la disponibilità .
Buona serata.
[#3] dopo  
Dr. Mirco Bindi
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MONTALCINO (SI)
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Gentile Signore
I dolori fortissimi che accusa suo padre devono essere trattati con farmaci oppioidi (analoghi della morfina). La prescrizione è doverosa da parte degli oncologi, radioterapisti e da medici pallitivisti nonché il medico di famiglia. Le terapie che sta effettuando sono quelle che comunemente vengono fatte in un centro oncologico. La scienza medica attualmente non ha a disposizione farmaci nuovi, vecchi o sperimentali che possano comportare la guarigione. Le statistiche indicano che vi è uno stretto rapporto tra decadimento generale con dolore ed exitus.
L'unica possibilità di capovolgere la situazione, sperando che esistano ancora i margini di recupero, consiste nella immediata adozione della dieta vegetale ed integrale. Si adoperi cercando, con le parole chiave che le ho fornito, la strada per suo padre. Stia semmai attento a non cadere in qualche tranello.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 382XXX

Iscritto dal 2015
Buonasera Prof. Mirco Bindi,

La ringrazio per i consigli, spero vivamente si possa ancora intervenire.

Le auguro una buona serata.