Utente 259XXX
Salve! Vi scrivo per mio padre. Ha 62 anni, è diabetico e fumatore. In seguito ad accertamenti fatti in quanto aveva forti dolori alla gamba quando camminava è stata trovata una vena chiusa per una lunghezza di 6 cm. Dovrà operarsi, speriamo a breve. Quello che volevamo chiedervi è: dato che questa vena si è chiusa (hanno detto i medici a causa del diabete e del fumo) si potrebbe chiudere anche una vena del cuore che causerebbe un infarto giusto? Che esami si possono fare periodicamente per scongiurare il rischio di un infarto o di un ictus?
Ha fatto da poco un'angiotac e tutto era a posto, tranne appunto la vena sulla gamba.
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
stiamo verosimilmente parlando di arterie e di una ostruzione su base arteriosclerotica in diabetico.
La malattia arteriosclerotica, condizionata negativamente dal diabete, tende ad essere una affezione generalizzata che può colpire tutte le strutture vascolari.
Lei parla di una angioTC, ma non specifica i distretti esplorati.
Di norma in ogni caso prima di sottoporre un paziente ad un intervento di rivascolarizzazione periferica viene eseguito uno studio (ecocolordoppler, angioTC) esteso quanto meno all'aorta, al circolo coronarico e ai tronchi sovraortici (carotidi, vertebrali).
[#2] dopo  
Utente 259XXX

Iscritto dal 2012
Le riporto l'esito dell'ecodoppler dei tronchi sovraortici: "Arterie carotidi comuni pervie, regolari per calibro e regime di flusso, la sinistra con una placca ateromasica eccentrica, ipoecogena ed omogenea realizzante stenosi del 20% al III medio e distale. Alla biforcazionecarotidea destra è localizzata placca ateromasica eccentrica, ipoecogena, omogenea, a superficie regolare, realizzante stenosi dell'origine della carotide esterna (circa 20-30%). Arterie carotidi interne ed esterna sinistra pervie, regolari per decorso, calibro e regime di flusso, la sola interna destra con un'intacatura parietale calcifica minimamente stenosante (inferiore al 20%) localizzata poco a valle dell'origine. Arterie vertebrali pervie, visualizzate in V1 e V2, di calibro regolare e con flusso anterogrado, bilateralmente. Arterie succlavie pervie, di calibro regolare, prive di lesioni focali emodinamicamente significative".
Come giudica la situazione da questo esame?

Il medico che lo segue aveva provato a risolvere il problema di questa vena chiusa con un farmaco, il quale funzionava benissimo, mio padre non aveva più dolori a camminare, il problema è che questo farmaco (non ricordo il nome) gli provocava forti effetti collaterali: mal di testa, mal di pancia, tachicardia e palpitazioni. Così ha sospeso il farmaco. Mio padre insiste con il medico per operarsi in quanto ha dolori, ma questo se la prende comoda in quanto, a suo parere, non c'è urgenza perché il piede è caldo e la pressione sulla caviglia va bene: indice di Winsor: 1.12 dx, 0.63 sn (V.N. >0.9)
C'è un rischio alto di infarto a suo parere? Che tipo di visite o screening si potrebbero fare?
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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L'ecocolordoppler dei TSA mette in evidenza lesioni "non emodinamiche", che non determinano cioè riduzione del flusso. In assenza di manifestazioni cliniche ad esse riferibili si tratta di una condizione da verificare nel tempo, mettendo sotto controllo eventuali fattori di rischio quali ipertensione, diabete, dislipidemie, sovrappeso, stress, ecc., e soprattutto abbandonando del tutto il fumo.
Un ulteriore studio del sistema circolatorio potrebbe prevedere una ecografia dell'aorta addominale e una valutazione cardiologica (ecg da sforzo, ecc.).
[#4] dopo  
Utente 259XXX

Iscritto dal 2012
L'elettrocardiogramma è stato fatto, ma non sotto sforzo, e tutto è risultato perfetto. Mio padre non è iperteso, non ha dislipidemie e non è sovrappeso, anzi, è sempre stato magrissimo. Certo, è diabetico. Per quanto riguarda il fumo lo ha ridotto, ma non ha smesso, è come un drogato. E' molto pericoloso fumare in queste condizioni?