Utente 382XXX
Buongiorno,
mio padre di 82 anni è stato operato l'8 aprile 2015 per la sostituzione della valvola aortica con una biologica attraverso il metodo tradizionale. Ci hanno detto che l'intervento era ben riuscito ed è dovuto rimanere solo 24 ore in terapia intensiva. Successivamente il 15 aprile è stato trasferito nel reparto di riabilitazione cardiologica dello stesso ospedale a Milano per poter seguire l'iter previsto. Purtroppo la ferita sullo sterno si è rimarginata ma è apparso una infiammazione intorno ad essa. A questo punto è stata eseguita una tac con contrasto e una ecografia transesofagea per controllare la valvola che è risultata a posto.
Dall'esame della tac purtroppo è emerso che allo strerno è presente una infezione, osteomielite, che hanno cominciato a curare con Tazocin per endovena 4 volte al giorno (la ferita non sembra migliorare), ci hanno anche spiegato che non essendo riusciti ad isolare il batterio hanno provato alcuni antibiotici per fermarsi poi su quello indicato.
A questo punto i medici ci hanno detto che la terapia avrebbe avuto tempi lunghi (30 gg) e che per il benessere del paziente lo hanno trasferito in una struttura per sub acuti. Attualmente dal 1 giugno si trova ricoverato presso un istituto nel quale dice di non essere seguito, si sente trascurato e sta perdendo le speranze anche perchè non gli fanno fare movimento adeguato e oltretutto distante da noi di 50km.
Vorrei sapere se l'ospedale puo decidere la struttura per subacuti senza tener presente in alcun modo delle esigenze del paziente, vista anche l'età.
E' vero che queste infezioni sono difficili da debellare?
grazie per una cortese risposta.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
32% attività
16% attualità
16% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2010
Prenota una visita specialistica
I Sanitari operano sempre scegliendo la struttura più adatta al trattamento dei problemi del paziente, cercando di venire anche incontro alle esigenze logistiche, per quanto possibile.

Questa patologia necessita inevitabilmente di ricovero Ospedaliero per proseguire la lunga terapia antibiotica.

Immagino che tale strategia sia stata scelta in accordo con l'equipe chirurgica che ha effettuato l'intervento, che deve monitorare in modo seriato le condizioni della ferita e valutare la necessità di un eventuale trattamento con medicazioni avanzate (VAC) o di courettage chirurgico se necessario.

Ci vuole pazienza.

In bocca al lupo

GI