Utente 794XXX
Gentili Dottori

vi chiedo con molta cortesia di voler leggere tutto quello che scriverò anche se non sarò breve. E' importante che io dica tutto poiché DEVE esistere una correlazione tra le cose che vi elencherò altrimenti io non so più veramente cosa pensare. Ho scritto nella sezione andrologia poiché mi sembra quella più attinente ma non ne sono sicuro, vi prego di indicarmi se ho sbagliato. La situazione attuale non mi consente di fare una vita normale e vi spiego perché.

Circa due anni fa o poco meno iniziai ad accusare dei dolori nella zona pubica. Avevo un dolore simile ad una tensione, come se avessi una "corda" lungo il lato destro del pube che mi dava fastidio. Questo a volte si sentiva anche a sinistra. Decisi con il parere del mio medico di andare da un andrologo anche perché, a volte, il dolore si faceva sentire ai testicoli.
L'esito della visita fu che probabilmente avevo un varicocele dx e sx e per valutare bisognava fare un eco-color doppler (o eco-doppler non ricordo). L'esame lo feci dopo pochi giorni e si scoprì la presenza del varicocele dx e sx.
A questo punto andai da uno specialista in varicocele, il quale mi visitò e mi disse che aveva forti dubbi che fosse quella la causa dei miei disturbi e che comunque non era un varicocele da operare. Mi chiese di fare un eco-doppler (o eco color doppler non ricordo) agli arti inferiori per valutare lo stato delle vene varicose. L'esame rivelò la presenza di vene varicose ma che non erano gravi, mi disse che quasi quasi era una cosa che avevano tutti. Insomma, " i dolori che hai non sono dovuti al varicocele ne a nient'altro che possa essere collegato" , queste furono le sue parole.
Intanto, mentre mi impegnavo a farmi visitare ed andare in giro per l'Italia cominciai stranamente ad avere "lievi" problemi di EREZIONE. La cosa non mi preoccupò più di tanto, quando mi capitava di"non riuscire" era perché avevo avuto altri rapporti durante la giornata (3 o 4). In ogni caso non era MAI successo prima. Il medico mi consigliò di smettere di fare sport, poteva essere qualcosa di muscolare (facevo pesi e piscina). Dopo tre mesi, ebbi piccoli miglioramenti che si ripresentarono però dopo un altro mese. Il mio medico mi indicò di andare da un urologo.
La visita da quest'ultimo non mostrò nulla di particolare, mi fu prelevato un liquido dal pene e lo si analizzò. Venne fuori che avevo un batterio, mi ordinò una cura di antibiotico (noroxin) per 12 giorni ma anche lui aveva dubbi che i dolori fossero dovuti a questo. Feci la cura, ma niente, non cambiò niente.
I miei problemi sessuali nel frattempo cominciarono a preoccuparmi, succedeva troppo spesso e non sapevo cosa pensare. Mi resi conto che il pensiero di avere qualcosa in quella "zona" mi disturbava a livello sessuale.
Tanto per migliorare le cose, mi spuntarono sul prepuzio e sul glande dei condilomi acuminati dovuti ad un virus che non so quale sia. Mi vennero prontamente eliminati con la crioterapia, feci tutti i controlli successivi... tutto ok. Per mio scrupolo personale, avendo il sospetto ma non la certezza su chi mi aveva trasmesso il virus, andai a fare due test hiv: uno dopo 30 giorni dall'ultimo rapporto, l'altro dopo 105 giorni, entrambi negativi.
Sembrava che questo calvario non finisse più, il dolore alla zona pubica era rimasto invariato, se provavo a fare anche una corsetta o una partita a pallone mi veniva un dolore che si estendeva sull'interno cosce e quasi fino all'ano.
Smisi di fare qualunque attività. Il mio medico non sapeva cosa pensare, mi disse di fare una cura con indoxen, io la feci ma eravamo punto a capo.
Presi coscienza che la mia attività sessuale aveva subito un cambiamento, improvviso, significativo. Riuscivo ad avere rapporti ma mi accorgevo che il pene non raggiungeva l'erezione massima. Non sapevo cosa fare.
Intanto si aggiunsero nuovi disturbi in quella zona: dolore e prurito interno ed esterno al glande, prurito sul canale urinario, intensificazione del dolore ai testicoli. Stavo per impazzire ma decisi di andare da un ortopedico, poteva essere una pubalgia ma ci credevo poco. Feci una radiografia del bacino e un’ecografia inguinale bilaterale... venne fuori che c’era qualcosa a livello di ossa e di muscoli ma queste cose non erano la causa del disturbo, (guarda un po’ che novità) influenzavano la cosa solo parzialmente. Dall'ecografia, però, quasi casualmente, venne fuori che avevo dei linfonodi ingrossati sugli inguini. Siamo arrivati ad oggi.
Andrò da un ematologo martedì prox.
Siamo arrivati alla fine? Sarà questa la cosa che mi disturba? Posso avere un parere?
Penso vi rendiate conto del disagio fisico ma anche psicologico che sto vivendo. La mia compagna non mi ha detto nulla ma sono sicura che se n’è accorta, la conosco bene.
Datemi una soluzione, non sopporterei di perdere la mia compagna per questa maledetta cosa e comunque, io ho bisogno di fare attività fisica, il lavoro che faccio è stressante e monotono, lo sport mi aiuta a scaricare tensione. Non resisto più in questo stato.
Se esiste un esame, di qualunque tipo, anche sconsigliabile perché invasivo o doloroso o non so cosa, vi chiedo di indicarmelo, io voglio uscire da questa situazione cominciando col sapere CHE COSA HO.
Ringraziandovi anticipatamente porgo
distinti saluti

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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lkettore,

ci sono alcni punti oscuri nella sua storia:
perchè teme di aver contratto l'HIV ?? con chi ha avuto rapporti sessuali ?
Chi le ha "regalato" i condilomi del pene?
Perchè lei sente così tanti medici e non cerca di concludere la sua storia con uno specialista solo?
Cerchi di trovare uno specialista, magari un andrologo ( a Bologna ne esistono di buoni) a cui confidare i suoi problemi?
cari saluti

[#2] dopo  
Utente 794XXX

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Grazie per la risposta,

per quanto riguarda HIV il mio è stato solo uno scrupolo. Non ho avuto rapporti con prostitute; per i condilomi penso sia stato un mio partner temporaneo (relazione di 3 mesi) ma, come lei sa, potrei avere avuto manifestazione clinica in quel momento per pura coincidenza. Magari l'infezione era latente.
Lei dice benissimo nel dirmi di concludere con un solo specialista, ma è proprio lo specialista che mi dice " non hai niente". Intanto , io sono due anni che ho questi disturbi. Ho visto, da parte di tutti coloro che mi hanno visitato, una tendenza a minimizzare, nessuno vuole risolvere il problema e non capisco perchè.
Io proporrò (anche se è assurdo, lo so)le soluzioni drastiche anche se so che troverò ostacoli:
1."toglietemi i linfonodi"
2."operatemi il varicocele"

vediamo cosa succede dopo... andiamo per esclusione, non vedo altra via.
Qualunque altro suggerimento da parte sua è gradito.
Grazie ancora
saluti
[#3] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

operare un varicocele ad un omosessuale ( che si presume non abbia alcun desiderio di procreare) mi appare sostanzialmente "inutile".
Certo, se i linfonodi continuano a persistere, la asportazione di uno di loro per avere un riscontro istologico, non sarebbe una cosa "assurda"
cari saluti
[#4] dopo  
Utente 794XXX

Iscritto dal 2008
Mi scusi dottore, ma io non sono assolutamente omosessuale. Sono etero al 100%. Io ho parlato di "compagna" non di "compagno".
In ogni caso la ringrazio per la risposta
saluti
[#5] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

lei parla " di un mio partner temporaneo".
Articolo, pronome e aggettivo maschili!
cari saluti