Utente 187XXX
Buongiorno cercherò di essere sintetico.
Ho 38 anni, a seguito della separazione dopo la fine del mio matrimonio dopo circa un anno ho iniziato una relazione con. una nuova partner.
Dopo il terzo tentativo di rapporto sessuale andato a vuoto causa problemi di erezione sono stato da un andrologo per scongiurare eventuali problemi fisici.
Visita e analisi del sangue hanno dato esito negativo, riconducendo quindi il tutto ad un blocco psicologico.
Mi ha prescritto un dosaggio di cialis iniziale di 2,5 mg al giorno da ridurre poi nel tempo.
Il problema dell'erezione si è risolto anche se per un po' di tempo si presentava invece il problema di raggiungere l eiaculazione, insomma avevo rapporti fin troppo lunghi e anche faticosi.
La relazione con questa persona ora è stabile e dura ormai da un anno e mezzo, io continuo a prendere il Cialis con una frequenza di mezza compressa da 5 mg ogni 2-3giorni.
Piano piano il problema si è invertito, adesso la durata del rapporto è spesso molto breve, a volte non riesco a far raggiungere l orgasmo alla mia compagna, abbiamo rapporti con e senza profilattico,ma quest'ultimo facendomi perdere un po' di sensibilità mi aiuta un po' a prolungare la mia durata
Vorrei capire se continua ad essere solo un problema psicologico oppure se il cialis con i dosaggi che prendo può alla lunga provocare tali effetti.
Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

tutto quello che ci racconta fa proprio pensare ad un problema psicologico, forse relazionale ma ora deve risentire in diretta il suo andrologo di fiducia.

Nel frattempo, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su questa frequente disfunzione sessuale, le consiglio di consultare anche gl’articoli pubblicati sempre sul nostro sito e visibili agl'indirizzi:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/194-rapporto-finisce-eiaculazione-precoce.html

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/1253-news-pianeta-eiaculazione-precoce.html

ed ancora mi ascolti a questo link:

http://www.nostalgia.it/piemonte/articolo/lstp/10401/

Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Utente 187XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazioper ora, le farò sapere
[#3] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
Aggiungo qualche riflessione a quelle del dr. Beretta.
Se l'andrologo l'ha già visitata dovrebbe, a mio avviso , analizzare anche le cause psicogene che hanno contribuito all'insorgenza e soprattutto al mentenimento nel tempo di queste sue problematiche

Dopo una separazione capita spesso che le ambivalenze,il ginepraio di emozioni e di insicurezze, le sensazioni contrastanti ed un nuovo amore necessitino di un ascolto attenti ed empatico.

La natura multidimensionale della sessualità umana è tale da imporre un inquadramento e un ‘approccio terapeutico integrato’ al soggetto portatore di un disturbo sessuologico, sarebbe miope ed errato trattare soltanto la sintomatologia, senza la sua cornice psichica, relazionale, emozionale ed affettiva che correla con la sessualità.

Un approccio rivolto esclusivamente al sintomo, risulta orfano di un percorso più completo, capace di regalare emozioni e sensazioni....preziose sulla sua intimità e sessualità.

Provi a consultare queste letture

http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1225-deficit-erettile-problema-coppia-ruolo-partner.html
http://www.medicitalia.it/salute/disfunzione-erettile
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1593/Mancanza-d-erezione-
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/106/Dipendenza-psicologic
http://www.medicitalia.it/minforma/Psicologia/1225/Deficit-erettile-un-