Utente 384XXX
Gentili Medici,
mia nonna è una donna di 80 anni con una leucemia linfoide cronica a cellule B, per la quale non è mai stata sottoposta ad alcuna terapia essendo in uno stato quiescente, e nell'ultimo anno le è stata diagnosticata una demenza senile di tipo misto vascolare e degenerativa con vasculopatia cerebrale cronica. A seguito di una pancreatite acuta biliare con calcolosi della colecisti deve essere sottoposta ad un intervento di colecistectomia laparoscopica. L'anestesista e il chirurgo nonostante ritengano necessario l'intervento hanno parlato di un possibile peggioramento, a seguito dell'anestesia e dell'intervento, della demenza senile e un possibile "risveglio" della leucemia che attualmente è in uno stato di quiescenza. Quali sono i reali rischi di tali riscontrare tali peggioramenti?

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Dr. Anna Maria Martin
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Buona sera, i colleghi hanno fatto una analisi esatta dei rischi che la nonna corre per le patologie di cui soffre.
Si tratta di rischi reali e concreti, tanto più possibili quanto più l'intervento ed il decorso postoperatorio fossero lunghi.
Le avranno certamente spiegato come il trauma dell'intervento globalmente inteso possa determinare un abbassamento delle difese immunitarie e non solo, con risveglio della patologia leucemica da un lato, ed un aggravamento della demenza dall'altro, aggravamento quest'ultimo che può però essere anche transitorio.
Tenga inoltre presente che aggravamenti, anche transitori, di stati demenziali, o un delirio postoperatorio si possono manifestare in pazienti anziani e non solo, anche senza altre patologie, a seguito di interventi chirurgici o di traumi, o anche solo per lunghe degenze ospedaliere per patologie di tipo non chirurgico ma medico.
Spero di essere stata esaustiva, saluti