Utente 143XXX
Gentili dottori
Ho 26 anni, poca esperienza sessuale e vi parlo subito del problema che mi affligge: ogni volta che cerco di avere un rapporto sessuale penetrativo, nel momento in cui infilo il profilattico il pene perde rigidità e l'erezione scompare, l'unico modo per farla tornare è togliere il preservativo e tornare a toccare l'altra persona. Per il resto l'erezione è presente fin troppo spesso, è sufficiente uno stimolo anche breve da parte delal persona che mi piace per farla venire. Eppure non appena è il momento di inserire il profilattico sparisce, quasi come se avesse un effetto "anestetico".

Sto pensando che l'unico modo per risolvere questo problema è smettere di utilizzare i profilattici, ma ciò è pericolosissimo e non posso proprio contemplare questa possibilità, infatti non ho mai avuto una storia seria, solo incontri con gente di cui non ero interessato o incontri con gente di cui ero interessato con cui ho avuto brevi e frustranti frequentazioni scoprendo che erano interessate solo al mio aspetto fisico.

Ho anche il sospetto che alcune persone che ho frequentato non abbiano voluto più stare con me perché non ero stato abbastanza veloce nel risolvere questo problema. Adesso ho paura ad intraprendere relazioni perché non ho trovato ancora nessuna soluzione a questo blocco.

Secondo alcuni articoli si tratterebbe di ansia da prestazione, ma come si fa a farla passare? In effetti sono un po' insicuro e mi faccio molte paranoie, sono anche un po' orgoglioso e ammettere questo problema mi dispiace e mi imbarazza, comunque ci sto lavorando su e cercherò di essere meno insicuro e instabile.

Avendo un pene piuttosto superiore alla norma per dimensioni ho anche paura che i profilattici standard siano troppo stretti, ho preso quelli più larghi ma l'effetto è simile.

Essendo circonciso ho anche pensato che il problema fosse la diminuzione id sensibilità, ho quindi preso i profilattici sottili ma anche qui non cambia granché.

Ho perfino pensato di essere allergico al lattice, ma ho letto che la perdita di erezione non è un sintomo che rientra in questa allergia.

Che cosa posso fare per affrontare questo problema?
Grazie per l'aiuto.

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
concordo con lei sul fatto che molto verosimilmente si tratta di "ansia da prestazione", o più in generale si tratta della difficoltà di rilassarsi ed essere a proprio agio durante gli incontri sessuali. Cosa fare? Innanzitutto una valutazione andrologica diretta, per verificare se proprio sia così; il suo Andrologo saprà poi valutare se vi siano gli estremi per superare il problema mediante un percorso psicosessuologico.
[#2] dopo  
Utente 143XXX

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Gentile Dr. Pescatori,
Intanto grazie per la cortese risposta.

Non ho però precisato che anni fa, da ragazzino, ho subito un intervento per recurvatum e forse questo fatto potrebbe essere alla base delle mie insicurezze, infatti ho affrontato l'intera fase pre e post operatoria da solo, di nascosto, senza nessun sostegno, mentre successivamente ho letto che avrei forse dovuto chiedere anche un aiuto psicologico.
Avevo infatti paura di essere giudicato e ho fatto tutto da solo, ma ora a distanza di anni forse ho sbagliato a comportarmi così.
[#3] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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C'è sempre tempo per riprendere in mano le proprie redini, se lo si vuole. Non demorda; nel suo caso un percorso psicosessuologico potrebbe esserle di molto aiuto.
[#4] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
In sintonia con quanto detto dal dr. Pescatori, la invito a leggere questa lettura sugli aspetti simbolici della contraccezione e sul "difficile rapporto" tra uomini e preservativo.


http://www.medicitalia.it/news/psicologia/5766-lattice-viagra-nasce-preservativo-futuro.html

Se inoltre la sua genitalità è stata sede di interventi, forse dovrebbe fare pace con questa dimensione e renderla definitivamente sede di piacere e non di ansie e monitoraggio.

Anche io le dico che un percorso psico sessuologico sarebbe indicato
[#5] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

Spesso soggetti con pene di dimensioni superiori alla media possono avere problematiche vascolari venose che incidono sul grado di rigidità e sulla capacità a mantenerlo in assenza di stimolazioni fisiche dirette.( Dall'antichità esistono battute, lazzi, proverbi che associano un pene grande ad un pene non perfettamente rigido...)
Spesso soggetti con "pene curvo" giovanile hanno problematiche di tipo vascolare legate al sistema venoocclusivo cavernoso. Un corporoplastica può raddrizzare un pene curvo ma il grado di rigidità e mantenimento della stessa non viene cambiata. Chi opera tali pazienti può garantire un ottimale raddrizzamento ma non può garantire una ottimale rigidità del pene in erezione.
Un soggetto con tali problematiche riesce ad avere una buona rigidità solo fintanto che il pene sia stimolato dalle proprie dita, dalle dita o dalle labbra della partner o dalle pareti vaginali ma con caduta della rigidità nel tempo, anche breve, necessario per indossare il profilattico.
In questi casi si associa la "paura della cilecca, la paura di non farcela" e l'organismo comincia a produrre adrenalina (l'ormone dello stress) che tende a chiudere le arterie del pene con peggioramento ulteriore della situazione.
Lo psicologo dice di affrontare il problema cercando di diminuire l'ansia, il timore di non farcela, lo stress del rapporto
L'andrologo tende a lavorare per migliorare la qualità della erezione attraverso terapie farmacologiche varie (compresse, iniezioni, chirurgia....)
Personalmente mi colloco nel secondo gruppo di "organicistici".
ne parli con uno specialista e forse affrontando il rapporto sessuale non come una dimostrazione di enorme potenza e rigidità ma come un momento di piacere di coppia i suoi rapporti potrebbero migliorare
cari saluti
[#6] dopo  
Utente 143XXX

Iscritto dal 2010
Gentili dottori,
Grazie per le approfondite risposte.

La risposta del Dottor Pozza mi spaventa un po', tornare sotto i ferri per ridurre le dimensioni è una prospettiva estremamente angosciante.


Per rispondere alla Dott.ssa Randone e al Dottor Pozza in merito al "concepire il rapporto sessuale come un momento di piacere" purtroppo questo è impossibile, ma non per colpa mia, per colpa dell'altra persona. Anzi di tutte le altre persone. Ogni volta che sto per avere un rapporto capita sempre che nel partner si ingenerino delle aspettative fortissime nei miei confronti (nel senso che proprio me lo dicono esplicitamente di avere queste enormi aspettative, e io le percepisco palesemente) e la cosa mi crea una pressione psicologica insostenibile.
[#7] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Immagino il suo sentire

Quando, però, la sessualità si trasferisce nella stanza degli orrori o degli obblighi, traslocando dalla stanza dei giochi, la sessualità diventa un compito in classe!