Utente 327XXX
Gentili dottori,
Come si può vedere dal precedente consulto richiesto ho 50 anni ed un ipogonadismo secondario trattato con nebid ogni 12 settimane da circa 2 anni con discreti risultati.
Anche prima di questa terapia ho sempre avuto il sospetto di qvere una forma di ginecomastia ed una recente ecografia a cui mi sono sottoposto ha confermato la cosa ed il rsuo ferto parla di componente ghiadolare che è maggiore di quella adiposa . Il radiologo mi ha detto che per ben 2.5 cm sotto il capezzolo si vede la ghiandola e a sua avviso è una forma molto avanzata di ginecomastia vera.
Il trattamento che mi è stato proposto è chirurgico ma viato il periodo di vacanza l'intervento potrebbe essere programmato per ottobre prossimo. Il mio endocrinologo mi ha proposto una terapia medica per questi tre mesi di attesa che consiste nel prendere nolvadex 2 cp da 20 mg al giorno per tree mesi e poi decidere se fare l'intervento.
Si tratta a Vs avviso di una strategia condivisibile?
Inoltre avendo una diognosi di giinecomastia vera si ha diritto all'intervento a cura del SSN?
Ed in tal casa dove poter effettuare l'intervento? Sono disposta a muovermi suntutto il territorio nazionale pir di accedere ad un centro di eccellenza che chiedo di indicarmi.
Grazie in anticipo per il Vs interessamento

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Iscritto dal 2007
Gentile lettore,
-il trattamento proposto è assolutamente condivisibile;
-il trattamento chirurgico può essere a carico del SSN; su dove effettuare il trattamento si confronti con il suo Endocrinologo.
[#2] dopo  
Utente 327XXX

Iscritto dal 2013
Dottore grazie per la velocissima risposta.
A suo avviso ci sono quindi possibilità di evitarmi l'intervento?
[#3] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Iscritto dal 2007
Se vuole risolvere l'aspetto estetico, è poco probabile.
[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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ROMA (RM)
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Iscritto dal 2000
ginecomastia è la persistenza di tessuto ghiandolare mammario in un maschio con un certo disagio estetico specialmente in età giovanile.
Se la ghiandola mammaria è significativa dovrebbe essere asportata con un semplice intervento di "mammectomia" previsto nel SSN.
Il tentativo di ridurre la "masserella ghiandolare" con terapia antiestrogena è. a mio parere, più teorico che pratico.
Se invece il disagio è prevalentemente di tipo estetico un intervento chirurgico dovrebbe comportare la asportazione delle ghiandole mammarie residue-persistenti e di tessuto adiposo circostante fino ad "appianare" il torace in maniera soddisfacente.
Questa "chirurgia estetica" non rientra nel prontuario del SSN ma spesso viene data una indicazione di asportazione delle ghiandole mammarie e durante l'intervento viene effettuata anche la parte "estetica"
Si tratta di "parlare chiaro" con il chirurgo coinvolto
cari saluti