Utente 303XXX
Gentili Dottori,

scrivo per un problema di aritmie che purtroppo mi lascia poco tranquillo.
Premetto di avere un trascorso di attacchi di panico per fortuna superato con terapia farmacologica e psicoterapeutica.
Da qualche anno convivo con delle fastidiose extrasistole che avverto ormai quotidianamente, specie dopo i pasti, più o meno intensamente a seconda del periodo.
I numerosi esami effettuati in breve tempo (tre holter, vari ecg di base, due eco, test da sforzo e visita aritmologica) non hanno rilevato nulla di patologico, se non delle extrasistole ventricolari (1.500-2.000 ca. nelle 24h) monomorfe ed isolate, non precoci e non indotte dallo sforzo.
Le rassicurazioni sulla benignità mi hanno permesso di imparare a convivere con il fastidio.

Scrivo perchè in questi ultimi giorni, complice anche un periodo stressante, avverto tutte le sere un fenomeno che prima mi capitava molto più sporadicamente.
Quando mi distendo per andare a letto, a seconda della posizione che assumo (ad esempio in posizione supina, specie gonfiando la pancia ad esempio a seguito di un respiro profondo) si innesca ciò che può essere una tachicardia o una serie di extra consecutive che mi costringono a cambiare posizione. E' sufficiente cambiare posizione per interrompere la tachicardia, ma appena mi rimetto nella posizione di prima, ricomincia nello stesso identico modo il disturbo. E' un po' come "schiacciare un interruttore": posso "accendere" o "spegnere" la tachicardia solo mantenendo o lasciando una determinata posizione.
Ieri il problema si è presentato in modo più evidente per durata ed intensità, motivo per cui mi sono recato al pronto soccorso locale dove mi hanno eseguito un ecg. "Ovviamente" ormai il disturbo era passato, e non sono riuscito a ricreare la situazione descritta durante l'esame.
Il medico del pronto soccorso mi ha rimandato a casa dopo una rapida visita, chiedendomi se davvero valesse la pena perdere attendere tutta la notte per un inutile esame in più ed esortandomi a non rovinarmi la vita per un sintomo che non è una malattia.
Le stesse rassicurazioni mi sono state date dal mio cardiologo curante, che mi ha detto semplicemente di "fregarmene" anche in caso di queste tachicardie: al limite, assumere una mezza compressa di Rytmobeta 80 all'occorrenza per togliere il fastidio.

Devo ammettere che nonostante le rassicurazioni non riesco a convivere con questo pensiero anche perchè, so che non si dovrebbe fare, ho letto su internet che diverse extrasistole ventricolari consecutive potrebbero avere conseguenze fatali, anche se tutti i medici che mi hanno visitato hanno minimizzato questo aspetto. Mi preoccupa il fatto di non essere ancora riuscito a documentare il problema all'ecg o holter.

Vi chiedo pertanto se consigliate ulteriori indagini oppure se ritenete che possa davvero convivere con il disturbo ed essere sicuro della sua benignità, al limite assumendo una piccola dose di betabloccante all'occorrenza.

Ringrazio e saluto cordialmente.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
se tutti gli esami eseguiti e le visite cliniche effettuate non hanno riscontrato nulla di patologico, le sue extrasistoli sono innocue anche se si presentano in salve.

A mio modesto parere l'uso del Sotalolo, al bisogno e a dosaggio pediatrico non è utile: vista la dinamica della sua aritmia io valuterei la necessità di una EGDS perchè un'ernia iatale potrebbe essere un trigger quando si pone in decubito supino.

Ad ogni buon conto, un Holter ECG effettuato in questo periodo nel quale mi pare di capire che vi sia una quotidianità serale dell'aritmia, potrebbe chiarire molte cose e soprattutto rassicurarla.

Le EXV sono pericolose non quando sono a salve, ma in determinate condizioni e quando insorgono in tratti vulnerabili del processo di ripolarizzazione ventricolare: caratteristiche che evidentemente non sono state rilevate.

Dunque la invito a una razionale tranquillità o a riprendere la terapia farmacologica per l'ansia e il panico.

Cari saluti.
[#2] dopo  
Utente 303XXX

Iscritto dal 2013
Gentilissimo Dr. Caldarola,

la ringrazio molto per la rapida ed esaustiva risposta. Ho avuto modo di leggere altri suoi consulti e mi piace molto il suo approccio simpatico e rassicurante.

Sicuramente approfondirò con una EGDS anche perchè noto una netta correlazione tra l'insorgenza di extrasistole ed il periodo post prandiale, specie con determinati alimenti (pizza, birra, fritti, ecc.)

Se quindi anche lei non ravvede alcuna urgenza nell'effettuare l'holter (anche il medico del PS ne ha citato l'eventualità anche se, come affermato da lui: "io me ne fregherei altamente"), lo programmerei a settembre come da controllo annuale.

Cordiali Saluti,
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Carissimo,
l'esame non è affatto urgente.

Valuti in coscienza se l'ansia possa rovinarle l'estate: in tal caso l'esame lo faccia subito e si metta l'animo in pace.

Se davvero è sicuro di poter aspettare fino a settembre, senza cadere nella spirale dell'incertezza, programmi l'esame a settembre, mese in cui arriverà vivo e vegeto!!
:-)

Tuttavia una terapia antireflusso con un IPP e un gel di barriera da predere dopo i pasti e prima di mettersi supino a letto la consideri pure col curante.
Le aggiungo che il decubito laterale sn è quello più indicato nei portatori di MRGE.

Ottime cose!
[#4] dopo  
Utente 303XXX

Iscritto dal 2013
Carissimo Dottore,

Le sue rassicurazioni e quelle dei medici sono sufficienti a farmi trascorrere una serena estate, che auguro anche a lei con affetto.

Seguirò senza dubbio i suoi consigli sul MRGE e se le farà piacere la terrò aggiornata.

Cordialità,
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Volentieri!!
A presto e buona estate!
V.C.
[#6] dopo  
Utente 303XXX

Iscritto dal 2013
Carissimo Dottore,

Eccomi qua ancora vivo e vegeto come aveva previsto :)

Volevo aggiornare la mia situazione che magari potrà essere utile anche ad altri utenti che possano manifestare sintomi analoghi ai miei.

A seguito di un holter 24 h. In cui sono fortunatamente riuscito a procurarmi (volontariamente!) i sintomi che avevo descritto, abbiamo appurato che trattasi di brevi run di tachicardia sopraventricolare, scatenati soprattutto dopo i pasti specie se accompagnati da bevande leggermente alcoliche. Questo mi rassicura, e mi invita ad indagare con opportune visite gastroenterologiche nella speranza di riuscire perlomeno a limitare il disagio causato dalle stesse.

Ciò che invece mi ha sconfortato un po' è il vedere che le ectopie ventricolari risultano ancora stazionarie o leggermenre aumentate quando invece mi sembrava fossero diminuite (siamo a circa 2500 nelle 24h), ma soprattutto la presenza di una coppia ventricolare quando nei precedenti holter non ne era mai stata rilevata alcuna.

Volevo chiederle pertanto: questo depone per un oggettivo peggioramento del quadro aritmico o è un dato trascurabile? Il fatto che si sia presentata mentre avevo una frequenza media di circa 115 bpm può essere significante (la coppia è relativamente lenta, intervallo 350 ms)? E soprattutto la mia extrasistolia da semplice può ora definirsi complessa per la presenza di anche una singola coppia? Lo chiedo perchè ho letto la classificazione di Lown a riguardo e mi sembra pressochè allarmante...

Per completezza riporto che il medico ha assolutamente minimizzato il tutto esortandomi a vivera una vita normale e senza ip bisogno di assumere farmaci per questo epifenomeno.

In ogni caso per completezza effettuerò un nuovo test da sforzo (l'ultimo è di due anni fa) a dicembre, perchè ora vivo fuori città per lavoro.

La ringrazio ancora e se le farà piacere la terrò aggiornato!!

Max

PS: lei crede che sia un po' ipocondriaco o semplicemente "troppo" documentato e realista? :D
[#7] dopo  
Utente 303XXX

Iscritto dal 2013
Scusi se la disturbo Dottore volevo un parere sull ultimo holter effettuato grazie!