Utente 181XXX
Gentili dottori, vi scrivo per tentare di capire un po' meglio la mia situazione. Ho 27 anni, e ho iniziato ad avere problemi all'età di 23 anni. Sono quindi quattro anni ormai che soffro di tali disturbi. Riassumendo brevissimamente la mia storia posso sintetizzare che all'età di circa 23 anni ho avuta una forte infiammazione alla prostata e vie seminali (dovuta credo ad abitudini sessuali scorrette (coito interrotto), una elevata frequenza masturbatoria (in cui ritardavo l'orgasmo) di quel periodo in cui vivevo un momento personale difficile causato dalla fine violenta di una relazione, e probabilmente anche qualche causa batterica) che mi ha portato addirittura ad una compressione dei nervi che decorrono vicini alla prostata, tale che fintanto che non ho effettuato la prima visita dall'andrologo ( dopo qualche mese) mi era diventata impossibile l'erezione (che prima di allora era sempre stata ottima).

Durante la visita l'andrologo effettua l'esplorazione digitale della prostata (secondo lui non rilevando niente), ma non appena mi "tocca" la prostata mi sento scombussolato, ma subito ricomincio ad avere erezioni, come se l'andrologo toccando la prostata avesse "liberato" i fasci nervosi. Dopo questa visita avverto tutta una serie di sintomi mai avuti prima: febbre alta, brividi, senso di nausea, diarrea, ecc ecc.

Questo succede più o meno quattro anni fa. Da allora la situazione è andata via via stabilizzandosi (sono stato in cura da un altro andrologo) e da quattro anni praticamente sto "bene": mai più avute febbricole, né senso di stanchezza, ho inoltre adottato uno stile di vita sano, eliminando fumo e alcol, mangio bene, faccio regolarmente sport..Posso dire di essere diventato se non un atleta, di sicuro una persona in ottime condizioni fisiche. Tutto bene, tranne la funzione sessuale però. Tranne l'erezione infatti, che da dopo quella visita non mi è mai più venuta a mancare, da quattro anni tutta la mia sfera sessuale è completamente scombussolata: mi sento costantemente "otturato", le erezioni sono presenti ma non sono mai "libere", l'eiaculazione è scarsa, difficoltosa e spesso poco piacevole (e precoce). E in questi quattro anni ho avuto rari miglioramenti.

Ora mi chiedo: sono "normali" questi problemi? A volte mi convinco di avere avuto qualcosa di particolare, e non una semplice prostatite (soprattutto in riferimento al periodo in cui non riuscivo ad avere erezioni per via della compressione dei nervi).

Ho speranze di tornare ad una vita sessuale normale?

Ma soprattutto: sono questi sintomi ancora riferibili ad una prostatite, considerando che invece sono assenti tutti i disturbi minzionali di vario genere che leggo essere caratterizzanti di una prostatite? In definitiva io mi sento benissimo, in forma smagliante, pieno di forze, ho "solo" questi pesanti disturbi della sfera sessuale, soprattutto per un ragazzo della mia età.

Vi ringrazio molto per la disponibilità e l'eventuale attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

da tutto quello che ci ha già scritto, un vero romanzo russo, si può forse intuire che, prostatite a parte, la componente funzionale-psicologica abbia una parte molto rilevante e significativa nell'aver scatenato e nel mantenere attivi tutti i suoi attuali problemi sessuali e forse è questa la direzione terapeutica ora da battere.

Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Utente 181XXX

Iscritto dal 2010
Gentile dottore, intanto la ringrazio per la risposta. Dopo questi anni, in cui c'è stata anche, com'è naturale che sia, una maturazione personale forte passando dai 23 ai 27 anni, ero anche io giunto alla conclusione che la componente psicologica abbia giocato e giochi un ruolo importante nella questione. Le mie attenzioni sono ora tese, diciamo, a capire quanto c'è di psicologicamente indotto e quanto di fisicamente obiettivo (in quanto, dopo la mia storia clinica, credo comunque che siano anche presente delle problematica fisiche obiettive).

Ad ogni modo, sto piano piano recuperando una serenità di base, minata ogni tanto da dei dubbi che mi si presentano di volta in volta. A tal proposito, le volevo chiederle se potrebbe essere così gentile da rispondere ad un quesito che mi pongo ormai da diverso tempo, non concernente però la tematica oggetto di questo post, per evitare così di aprirne un altro, dato che, come giustamente mi ha fatto notare, ormai i miei interventi stanno assumenti carattere enciclopedico.

La ringrazio come sempre per l'attenzione.
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

come non condividere le sue osservazione generali, tenga comunque i contatti sempre con il suo urologo od andrologo di riferimento.

Ancora un cordiale saluto.