Utente 388XXX
Buon giorno, desidererei sapere se durante un'esame diagnostico per il quale è prevista la narcosi con propofol in respiro spontaneo (quindi senza curarizzazione e intubazione) cosa succede in caso di apnea da sonno. Normalmente in caso di sonno naturale il paziente si sveglia grazie ai sensori posti all’interno delle arterie carotidi; ma se il paziente è sedato con propofol (che impedisce il risveglio nonostante interventi endoscopici dolorosi) dubito che si svegli.
In questo caso che succede? Interviene l'anestesista sbloccando l'apnea? E in quale maniera? Oppure applica una mascherina con ossigeno al 100% a pressione piu' alta di quella ambientale? Come funziona insomma la gestione delle apnee nella narcosi in respiro spontaneo?

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[#1] dopo  
Dr. Otello Poli
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ROMA (RM)
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Buon giorno,
va detto come la sedazione durante una procedura diagnostica strumentale mediante Propofol (Diprivan) viene solitamente condotta dall' anestesista/rianimatore mediante piccoli boli di farmaco in infusione endovenosa.
La sedazione è leggera.
La azione di piccoli di piccoli boli di Propofol breve.
Durante la procedura il paziente deve essere monitorizzato dopo aver informato l'anestesista di essere affetto da OSAS.
Solitamente è sufficiente una semplice saturimetria continua durante la procedura.
Possono essere effettuate delle EGA (emogasanalisi) ed altri accorgimenti (IOM=monitoraggio intra-operatorio, assolutamente raramente necessari).
In ogni caso il paziente può serenamente contare sulla "buona perizia e diligenza" dell'anestesista in corso di breve sedazione con Propofol (NB: non si tratta di narcosi).

Cordialmente.
[#2] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Gentile signore, rispondo per precisare come il propofol debba essere somministrato solo e solamente da un anestesista ed in ambiente attrezzato per fronteggiare eventuali risposte indesiderate al farmaco (sempre possibili dato che il propofol ha un possibile effetto depressore sul cuore e sul respiro). La dose del farmaco somministrata dipende dalle esigenze della procedura da eseguire e dalla sua lunghezza e fenomeni di breve arresto respiratorio da farmaco o bradicardia ed ipotensione ( quindi indipendentemente dal fatto che il paziente soffra di apnee notturne) possono accadere, ma l'anestesista provvederà prontamente a correggere i disturbi con una assistenza respiratoria in maschera e/o la somministrazione di farmaci ove necessario.
Pertanto niente paura se c'è un anestesista, mentre la invito a diffidare ove questa presenza non sia garantita. E' una cosa che accade e per svariati motivi, ecco perchè credo il collega ha detto che "solitamente" il propofol è somministrato da un anestesista.
E un farmaco sicuro e maneggevole, ampiamente usato e che garantisce confort nella procedura unito ad un risveglio completo, ma pericoloso in mani non qualificate ed in ambiente non attrezzato.
Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Utente 388XXX

Iscritto dal 2015
Grazie per i chiarimenti.
Nella pratica, qualora il paziente sia addormentato con propofol ma in respirazione spontanea e in posizione supina per un esame endoscopico e le vie aeree si blocchino a causa dell'OSAS, l'anestesita presente come interviene? Alleggerisce il sonno dosando i farmaci oppure applica una mascherina con ossigeno sulle vie respiratorie? Grazie
[#4] dopo  
Dr. Sandro Morelli
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VELLETRI (RM)
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Egregio signore, lei chiede troppe cose per una narcosi di cui non sappiamo nulla, né per quale motivo la fa, né di cosa soffre il paziente, ne che tipo di intervento deve effettuare, diagnostico... terapeutico. Immagini che in genere noi anestesisti, a parità di tipo di procedura od intervento, assumiamo atteggiamenti anetesiologica diversi da operatore ad operatore. Sappia solo che l'anestesista ha il compito di non far sentir dolore nel miglior modo possibile e con il minimo rischio. Per la pervietà delle vie aeree usiamo varie metodiche che sarebbe troppo lungo ed inappropriato spiegare in un forum.