Utente 661XXX
Scrivo x conto di mio padre che attualmente si trova ricoverato in ospedale da circa un mese x un endocardite che ha compromesso gravemente la valvola aortica meccanica. Era da più di un anno che soffriva di iperpiressia, dolori, affaticamento, affanno etc etc...tutti sintomi di questo problema. E nonostante mille esami clinici, di tutti i tipi (dall'emocromo completo, all'ecocardio fino ad arrivare al trans-esofageo), nessuno, e ripeto NESSUN MEDICO,ha avuto l'accortezza di ipotizzare un problema del genere. Io non riesco a capacitarmi del perchè. Ho letto che i sintomi erano chiarissimi, dunque mi chiedo: è veramente possibile che nessuno abbia preso sul serio l'ipotesi di una grave infezione alla protesi aortica??
I cardiologi dell'ospedale l'hanno sottoposto a terapia antibiotica. La settimana scorsa ci hanno detto che avrebbero proseguito con questa terapia x altre 3 settimane, ma oggi, come un fulmine a ciel sereno, ci hanno comunicato che lunedì procederanno direttamente con l'intervento. Non posso non chiedermi se sia troppo presto...è possibile che la situazione sia cambiata nel giro di una settimana? non è rischioso operare così presto? Inoltre è molto debilitato sia dal cuore affaticato che dalla terapia...
Ma non è finita, perchè il nostro medico di famiglia, ricevuta la comunicazione dell'imminente intervento è rimasto perplesso: a suo parere forse è troppo tardi, e perciò comunque troppo rischioso.
Ho bisogno che qualcuno mi chiarisca la situazione, stò quasi impazzendo! Nessuno ci spiega nulla: prego qualcuno di voi illustri medici di dirmi cosa devo aspettarmi. Grazie di cuore.

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[#1] dopo  
62314

Cancellato nel 2008
L'endocardite su protesi è una complicanza rara ma grave dopo un intervento cardiochirurgico. Quasi sempre è necessario un reintervento per sostituire la protesi infetta: in genere si preferisce operare dopo un tempo variabile (2-4 settimane) di terapia antibiotica endovena ma a volte, in caso di sepsi o grave scompenso, si rende necessario un intervento in emergenza. L'intervento è rischioso ma credo che non sia differibile. Per quanto riguarda la sua perplessità a proposito della diagnosi, a posteriori è intuitivo pensare ad una possibile endocardite in un paziente portatore di protesi cardiaca affetto da febbre persistente, astenia, mancanza di fiato, aumento dei globuli bianchi, ecc...: l'esame dirimente è l'ecocardiogramma quasi sempre transesofageo (l'eco transtoracico spesso non basta): la presenza di distacchi parziali della protesi e/o di vegetazioni è indicativa di endocardite. Esistono però situazioni in cui non è possibile formulare una diagnosi certa nemmeno dopo tali esami...
I miei migliori auguri, sia ottimista.
[#2] dopo  
Utente 661XXX

Iscritto dal 2008
Dott Bardi la ringrazio infinitamente.
Mio padre ha subito l'intervento lunedì (9 ore...).
Nonostante abbia solo 60 anni,gli sono state impiantate valvole Homograft: il chirurgo ci ha detto che le protesi meccaniche sia della valvola aortica che della mitrale si erano quasi completamente staccate. Nonostante tutto si è detto molto soddisfatto dell'intervento ma ha sottolineto che ora è necessario sperare che non ci siano ceppi di infezione che non erano stati indiviuati prima dell'intervento. Non ci ha voluto dire quali sarebbero le conseguenze in questo caso....
Lei pensa che le 4 settimane (in realtà 34 giorni) di terapia siano stati sufficenti? Quante probabilità ci sono che possa avere altre infezioni latenti?
Potrà comprendere che assieme alla gioia x l'intervento riuscito (che non era scontato, tant'è che mio padre da quando è sveglio continua a chiedere se è andato bene e se stà andando bene, perchè penso che nemmeno lui abbia realizzato ancora di avercela fatta!) dicevo, assieme alla gioia si accompagna l'inquietudine per questa variabile...
Inoltre le vorrei chiedere: allo scadere dei 15 anni (che pare sia la durata massima di queste protesi), avrà di nuovo problemi di scompenso? E soprattutto: Non si potrà fare niente?
Grazie per la gentilezza e la disponibilità, da parte mia e del resto della mia famiglia.
[#3] dopo  
62314

Cancellato nel 2008
Ottima la scelta di impiantare valvole homograft: sono vere valvole cardiache e non protesi, meno suscettibili alle infezioni.
La terapia antibiotica verrà sicuramente protratta per molte settimane (spesso fino a 4-6 mesi), in genere fino alla normalizzazione degli esami del sangue (VES, PCR, globuli bianchi, fibrinogeno,..); prepari suo padre ad un decorso lungo e impegnativo ma, alla fine, l'importante è stato superare l'intervento e non presentare una recidiva dell'infezione (probabilità bassa).
Non pensate a così lunga scadenza: se tra 12-15 anni le valvole fossero degenerate (non è certo), sarà possibile sostiuirle con altre protesi biologiche.

Cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 661XXX

Iscritto dal 2008
Ha ragione: ora non è il caso di pensare al futuro in quel senso...ma sà, siamo rimasti tutti traumatizzati.
Ci hanno consigliato di affrontare, assieme a nostro padre (che è molto restio) una terapia con uno psicanalista, come parte integrante della riabilitazione. Pensa possa essere utile?
Questa è l'ultima domanda con la quale la disturbo, perchè è stato molto chiaro, ci ha sciolto moltissimi dubbi e soprattutto ci ha rassicurato tantissimo. Per questo la ringraziamo veramente di CUORE!
Cordialmente, fam. Lorico.
[#5] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Gentile parente, io spero che la degenza stia proseguendo bene e con esito favorevole. In tal caso chiedo un attimo di attenzione per discutere questa affermazione:

"nonostante mille esami clinici, di tutti i tipi (dall'emocromo completo, all'ecocardio fino ad arrivare al trans-esofageo), nessuno, e ripeto NESSUN MEDICO,ha avuto l'accortezza di ipotizzare un problema del genere."

Attento: non e' vero che nessun medico ha pensato all'endocardite ("ha avuto l'accortezza di ipotizzare"). L'endocardite e' stata ipotizzata eccome. Senza andar lontano, nel consulto precedente a questo, se vorra' rileggerlo, io stesso ho nominato a suo padre l'ipotesi che si attaccasero vegetazioni batteriche alla valvola e ho approvato l'idea della emocoltura, proposta da un altro collega che evidentemente ci pensava anche lui.

Il punto e' che non basta pensarci, occorre anche _dimostrare_ che l'endocardite e' in corso, ascoltando suoni alterati (perche' la valvola non chiude piu' bene), dimostrando immagini ecografiche fluttuanti e evidenziando una emocoltura positiva in alta carica.

Se questi esami vengono fatti e non danno riscontro (il papa' sara' stato auscultato, le ecografie sono state fatte ecc.), o siamo davanti a operatori menomati (cardiologo sordo, ecografista cieco) oppure i fenomeni, al momento degli esami, non erano ancora palesi.

Capita spesso che i fenomeni biologici abbiano un andamento non lineare, evolvano lentamente per mesi restando sotto la soglia di percezione, poi superino improvvisamente questa soglia e infine diventino rapidamente imponenti e allarmanti. Quello che col sennno di poi sembra ovvio e clamoroso, per mesi era stato magari cercato e non trovato. Anche suo padre, in quel consulto precedente, del resto focalizzava la ns. attenzione altrove e non riferiva neanche di essere a rischio in quanto protesizzato.

Questa diagnosi improvvisa che in una settimana diventa emergenza non e' malasanita', questa e' la natura non lineare ed "esponenziale con soglia" di moltissimi processi e fenomeni biologici, di cui dobbiamo essere informati per giudicare correttamente l'operato di chi con essi si confronta.

Speriamo di rileggere presto direttamente il papa' su queste pagine per dargli un cordiale "bentornato".
[#6] dopo  
62314

Cancellato nel 2008
Può essere utile un aiuto da parte di uno psicologo durante la fase di riabilitazione.
cari auguri di rapida guarigione
[#7] dopo  
Utente 661XXX

Iscritto dal 2008
Gentile dott. Bianchi
Innanzitutto non posso che ringraziare anche lei per il suo contributo, vorrei però risponderle, se me lo concede. Io ho solo 25 anni e nessuna nozione scientifica, questo lo devo premettere! Il suo consulto ha data 12/08/08 (parliamo di un mese fa):
-che fosse protesizzato è scritto nel profilo, che credo vedano tutti medici di questi sito, quindi non è vero che non ne avesse accennato.
- fino a quel momento nessun medico, come ha sottolineato lui, gli aveva prescritto un esame specifico quale l'emocoltura, è questo il problema.
- focalizzava l'attenzione su quel batterio perchè lui non è un medico, e pensava fosse quella la causa del suo malessere...
Inoltre il suo stesso cardiologo aveva sottolineato più volte il fatto che i gradienti fossero alterati e che fosse necessario effettuare un transesofageo.
Mio padre ha fatto avanti e indietro dall'ospedale non sò quante volte l'anno scorso, con in mano ogni documentazione di ogni specialista: perciò chiunque lo visitasse aveva di fronte a se un quadro più che completo. Eppure il fatto che avesse la febbre alta DA PIU' DI UN ANNO, che soffrisse di dolori lancinanti, e fosse visibilmente affaticato....ha portato un medico dell'ospedale Brotzu di Cagliari del reparto di medicina, alla conclusione che mio padre aveva una TONSILLITE ACUTA (le posso mandare il foglio di dimissione via mail se non mi crede)e l'ha rispedito a casa dopo un giorno, senza nemmeno considerare che non aveva nemmeno mal di gola!(io soffro continuamente di tonsillite e non si può certo dire che sia indolore). E senza aspettare l'esito degli esami fatti in giornata e basandosi solo sul referto del tampone faringeo e soprattutto nonostante il fatto che, dal pronto soccorso, l'avessero ricoverato con un codice giallo e con la lettera del nostro cardiologo di fiducia. Questo è successo esattamente una settimana prima del secondo ricovero, che l'ha poi portato all'intervento.
Ora, io ho letto tutto quello che potevo leggere sull'endocardite e nella mia ignoranza, mi pare sinceramente impossibile che nessuno si sia "preoccupato" seriamente, tenendo conto di tutto quello che gli è successo...
Di malasanità io non ho parlato. Io parlo di persone comuni ed ignoranti che per 20 volte o più vanno in ospedale perchè sanno che li c'è chi li aiuta....e invece si ritrovano, tutt'ora, in pericolo di vita. Mi dica lei cosa devo pensare.




Dott. Bardi
Ancora infiniti grazie! Ma un altro dubbio mi tormenta, se posso approfittare ancora della sua pazienza e gentilezza. Le cose procedono bene....il fatto che non presenti febbre è un buon segno? Se ci fosse ancora l'infezione, presenterebbe già sintomi o si verificherebbero più in là?
[#8] dopo  
62314

Cancellato nel 2008
L'assenza di febbre, nel postoperatorio, è un buon segno; d'altro canto l'eventuale presenza di febbre non è sempre indicativa di infezione. Purtroppo l'endocardite su protesi può essere una complicanza, oltre che precoce, anche tardiva. Al momento però mi pare che non cisia alcun motivo per preoccuparsi.