Utente 388XXX
Buon pomeriggio.

Vi scrivo per cercare risposte e dati utili, cordialmente, da degli specialisti del settore; colgo quindi l'occasione di ringraziarVi in anticipo per l'attenzione prestatami.

Sono un ragazzo di 20 anni a cui è stata diagnosticata la sindrome di Peyronie, il referto ecografico riporta:

"Corpi cavernosi normoconformati, lieve predominanza volumetrica del corpo cavernoso di dx in assenza di lesioni focali. Presenza di placche calcifiche a livello del III medio-distale: la maggiore di 7mm di lunghezza.".

La terapia consigliatami è: Peironimev PLUS 1 cp al giorno per 3 mesi.

L'andrologo che mi ha visitato si è dichiarato positivo sulla possibile remissione della malattia dichiarando le mie placche estremamente "sottili". Basandosi sul fatto che io non provo dolore né in stato di flaccidità né in stato di erezione ha considerato il Peironimev sufficiente a trattare la sindrome per ora. Non presento curvatura peniena in corrispondenza della placca.

Volevo chiederVi indicazioni generali sulla malattia e sulla mia situazione, essenzialmente:

- è meglio lasciare il pene a "riposo" o continuare ad "utilizzarlo" (masturbazione e/o rapporti sessuali) ?

- trattandosi di una malattia a carattere infiammatorio può essere utile integrare nella propria dieta alimenti con effetti anti infiammatori (quali: tè verde, riso integrale, ecc ecc) ?

- sono consigliabili altre terapie precauzionali nella mia casistica?

- ho letto che un buon livello di testosterone può essere apprezzabile nel trattamento della malattia, è quindi consigliabile cercare di alzarne il livello? se sì: esistono metodi naturali per farlo?

- un peggioramento della malattia è sicuro o può avere decorso naturale o, diversamente ancora, stabilizzarsi senza portare curvamento e problematiche annesse?

Ringrazio nuovamente per l'attenzione!

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Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile lettore,
assumendo che la diagnosi di malattia di la Peyronie sia corretta (non dolore né curvatura; ma cosa ha fatto scattare gli accertamenti per la diagnosi?), in merito alle sue domande:
- è meglio lasciare il pene a "riposo" o continuare ad "utilizzarlo" (masturbazione e/o rapporti sessuali) ? Direi che lo può "utilizzare" in base ai suoi desideri, fatto salva la cautela nel non fletterlo in erezione;
- trattandosi di una malattia a carattere infiammatorio può essere utile integrare nella propria dieta alimenti con effetti anti infiammatori (quali: tè verde, riso integrale, ecc ecc) ? Male non fanno, ma non vi è documentazione solida scientifica di loro efficacia;
- sono consigliabili altre terapie precauzionali nella mia casistica? Lo lascerei al Collega che l'ha in carico;
- ho letto che un buon livello di testosterone può essere apprezzabile nel trattamento della malattia, è quindi consigliabile cercare di alzarne il livello? No, non vi è evidenza che sia utile
- un peggioramento della malattia è sicuro o può avere decorso naturale o, diversamente ancora, stabilizzarsi senza portare curvamento e problematiche annesse? Imprevedibile.