Utente 389XXX
Salve a tutti. Descrivo il problema:

10 giorni fa è erotto uno degli ottavi dell'arcata dentale inferiore in modo parziale, provocando un infezione. Per cui, il dentista mi prescrive Augmentin 2cpr/die per 6 giorni. Oltre a sintomi collegati al dente, avevo una leggera alterazione (37.3). Nell'arco del terzo giorno, la febbre sale a 39.5 e si formano delle placche alla gola. Premettendo che sono tonsillectomizzato, l'otorino mi diagnostica una faringite, per cui mi prolunga l'antibiotico da 6 a 9 giorni, e nel caso non scendesse la febbre di assumere Bentelan (che non ho assunto). Nella notte tra il quinto e il sesto giorno, dopo un picco di febbre a 39.8, comincia a calare progressivamente, e i sintomi vanno scomparendo. Oggi è l'ottavo giorno, e stamattina dopo l'assunzione della pillola di antibiotico noto un piccolo sfogo sul braccio, ma che mi sembra sfogo da sudore e quindi ignoro. Giusto in mattinata, sono andato in visita di controllo dall'otorino che mi ha confermato l'eradicazione dell'infezione ( se non per qualche rimasuglio di pus, a suo dire) e che avrei dovuto continuare oggi e ovviamente domani con l'antibiotico. Verso ora di cena, noto che lo sfogo si è espanso su tutto il braccio, più precisamente nella parte inferiore della pelle (quella più chiara, per intenderci) e sul palmo della mano. Lo sfogo è formato dachiazze rosse circolari di piccolo diametro, senza prurito. Il medico di base mi ha detto di stoppare immediatamente l'antibiotico poichè dovrebbe essere una reazione allergica, per cui non ho assunto la compressa. (ne mancherebbero altre 3 a detta dell'otorino)

L'allergia regredirà da sola?
Rischio concretamente l'insorgenza di una ricaduta resistente dell'infezione?
Posso cautelarmi in qualche modo? Grazie a chi risponderà.

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[#1] dopo  
Dr. Paolo Fancello
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Gentile utente, intanto bisognerà verificare se è stata una "allergia", o se è stato un rush cutaneo dovuto alla stessa infezione per cui prendeva l'antibiotico ( prendeva solo l'antibiotico o anche un antinfiammatorio?), e per questo dovrà sottoporsi a test cutanei e sierologici. Se la manifestazione è dovuta all'antibiotico può regredire da sola, i cortisonici e gli antistaminici accelerano la risoluzione.
Certo la visita allergologica e i test per i Betalattamici o penicilline e cefalosporine le daranno una risposta :allergia oppure no, quindi in questo caso potrà riassumere quegli antibiotici, che rappresentano una parte importante delle armi che si hanno per combattere le infezioni. Se invece dovesse essere allergico, si dovrà ricorrere ad un antibiotico alternativo alle "penicilline", mediante un test di tolleranza orale, da praticarsi in ambiente protetto (ospedale), e da parte di un allergologo esperto nella gestione delle reazioni avverse ai farmaci.
[#2] dopo  
Utente 389XXX

Iscritto dal 2015
Prima di tutto, grazie mille per la risposta.
Alla fine nella notte immediatamente successiva a quella in cui postai il consulto, la reazione allergica si espanse su tutto il corpo. L'indomani mattina andai dal dermatologo in ospedale, che dopo una "fugace" visita (magari non c'era niente di particolarmente anormale da diagnosticare) mi ha confermato la diagnosi di reazione allergica da farmaci e mi ha prescritto Bentelan 2cpr/die per 4 giorni, poi solo 1cpr per 3 giorni, in più un antistaminico alla rupatadina per i 7 giorni di cura, da prendere prima di andare a letto.
Quindi, secondo lei la reazione allergica regredirà da sola? A suo avviso la terapia ha senso prolungarla oltre i 7 giorni di prescrizione, se lo sfogo non è regredito? O potrei evitare di assumere cortisonici per lunghi periodi (non tollero benissimo gli effetti collaterali nei lunghi periodi)?
In ogni caso, provvederò una volta rimessasi in sesto la situazione, a eseguire prove allergiche. C'è qualche prova allergica particolarmente efficace, che possa darmi risultati veramente attendibili?

Per rispondere alle sua domanda, ho assunto solo tachipirina ad occorrenza, nessun FANS.
[#3] dopo  
Dr. Paolo Fancello
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Ribadisco che non sappiamo se c'è stata una reazione allergica. Bisogna dimostrarlo.La terapia si può prolungare oltre 7 giorni senza problemi per quanto riguarda gli antistaminici, invece per i cortisonci dopo 9 giorni di assunzione bisogna fare una scalata lenta. I test allergologici per i betalattamici si effettuano a livello sierologico, a livello cutaneo con prick e intradermo reazioni, con i patch test, e con i test di esposizione. Più si combinano le metodiche, maggiore sarà la sensibilità e la specificità dei test e dunque della diagnosi.
[#4] dopo  
Utente 389XXX

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Mi scusi, ho omesso di dirle che la mattina in cui andai dal dermatologo in ospedale mi fece fare un prelievo al pronto soccorso, il quale ha mostrato una conta degli eosinofili alta (circa 15, a detta del foglio). In ogni caso, ribadisco la mia perplessità: se entro questi 7 giorni di cura le macchie non regredissero, posso smettere il cortisone con la sicurezza che regredirà da solo, o secondo lei è necessario continuare?
Grazie
[#5] dopo  
Dr. Paolo Fancello
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Certo la presenza di eosinofia e' suggestiva di una reazione di ipersensibilità al farmaco. La certezza che interrompendo il cortisone non ci sia più la dermatite non gliela posso dare ma io ci proverei , tenendo naturalmente l'antistaminico