Utente 988XXX
Salve, sono un ragazzo di 29 anni che da sempre pratica palestra non agonistica. Nel 2004 a seguito di forti dolori nella sacca scrotale il mio medico di base mi fece fare un'ecocolordoppler scrotale dal quale emerse un varicocele di 4 grado con discreto reflusso già in condizioni basali (senza fare nessun sforzo). Lo spermiogramma non evidenziava sofferenza testicolare (con 180 milioni di spermatozoi prodotti) ma le velocità erano compromesse. Ad luglio 2004 sono stato operato con scleroembolizzazione sulla vena spermatica sx ed ora a distanza di 1 anno e mezzo mi sono tornati nuovamente i dolori quasi come allora. Ho rifatto nuovamente lo spermiogramma (spermatozoi 160 milioni ma velocità peggiorate). Ho sentito parlare dal Prof. Rando di Milano di varicectomia radicale associata alla legatura alta come unico vero intervento risolutivo della patologia, in particolare il varicocele infiammatorio come il mio avrebbe prodotto una congestione pelvica che starebbe alla base dei problemi di deficit erettile guardacaso proprio da quando mi è venuto il varicocele. Noto inoltre che la situazione peggiora esattamente quando sforzi in palestra o al lavoro, con infiammazione nella parte sinistra della sacca scrotale e marcata difficoltà a manternere l'erezione. Non penso che il varicocele generi direttamente D.E. ma che sia la congestione pelvica associata provocata dal varicocele a generare D.E. inoltre da un'ecocolordoppler che ho voluto fare su consiglio di Rando ho notato (come lui aveva ipotizzato) di avere una consistente area di fibrosi della prostata e congestione prostatica marcata (gli esami colturali sono negativi). Quello che non mi spiego è perchè molti medici si ostinano a non volere praticare la varicectomia radicale delle vene dilatate - per varicoceli che superano il 1 grado - quando le evidenze scientifiche dimostrano che il solo intervento di legatura alta è fallimentare dal punto di vista della congestione pelvica generata a lungo termine, anche in totale assenza di reflusso, dimostrabile soprattuto da spermiogrammi che fanno notare le compromissioni prostatiche col persistere di valori di mobilità rettilinea progressiva compromessi o leggermente compromessi. Mi sapete dire chi pratica la varicectomia radicale? Grazie e cordialissimi saluti

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[#1] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore 9888,

se lei è convinto o crede che le teorie del dottor Rando siano corrette, allora si rivolga a lui per risolvere i suoi problemi.
Sappia che migliaia di chirurghi che operano il varicocele in tutto il mondo non sono d'accordo con tali teorie.
L'idea, poi, della congestione pelvica, della fibrosi prostatica e della congestione prostatica , mi creda mi appare quantomeno seplicistica e fuorviante se detta a chi conosce l'ABC della medicina
cari saluti
cari saluti
[#2] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
occorre premettere che:
1) le terapie di correzione del varicocele sono diverse.
2) ognuna riconosce precise e tassative indicazioni e controindicazioni.
3) tutte hanno percentuali variabili di persistenza del varicocele (non è corretto usare il termine di recidiva).
4) le percentuali di persistenza variano essenzialmente in funzione della correttezza della diagnosi e della capacità ed esperienza dell'Operatore.
5) un varicocele di alto grado come era il Suo ha invariabilmente una componente extrafunicolare che va sempre debitamente considerata nello scegliere il tipo migliore di approccio terapeutico.
Non ho ben compreso dalla Sua mail se Lei considera fallito il primo intervento di scleroembolizzazione delle vene spermatiche interne (cosa dice il referto ecocolorDoppler?) e quale sarebbe quello che Lei chiama intervento di "varicectomia radicale". E' chiaro che tutti gli Operatori che pongono indicazione all'intervento di correzione del varicocele lo intendono nel senso di "terapia radicale", altrimenti è meglio che braccia robuste tornino alla coltivazione dei campi. Fermo rstando, come ho già detto, le possibilità più o meno alte di persistenza della patologia.
Quindi volendo concludere e per rispondere alla Sua domanda specifica, TUTTI praticano l'intervento radicale e curativo.
Auguri affettuosi per la risoluzione del Suo problema e e cordialissimi saluti.
Prof. Giovanni MARTINO
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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tali teorie del collega non trovano assolutamente riscontro in letteratura !!!!!
cosa vuole dire varicectomia radicale? stiamo parlando di un intervento oncologico? mah....
che rapporto ha la congestione prostatica, la fibrosi prostatica (ma che cos'è?) con il varicocele?c'e' una base anatomica di quello che si dice?