Utente 392XXX
buona sera dottore, le scrivo per chiederle informazioni riguardo una frattura composta del metacarpo. sono dovuto andare al s. carlo di milano.il medico che mi ha visitato ha detto che la frattura avrebbe potuto scomporsi durante il gesso,dopo 30 giorni ho rimosso il gesso e risultava scomposta in fase di calcificazione. dopo 2mesi emmezzo mi trovo con una"gobbetta" sulla mano e non riesco a chiuderla perfettamente , sento come se il mignolo spingesse verso l'anulare e la nocca è quasi sparita, al san carlo dicono che posso tenerlo così ma preferirei chiedere un parere a qualcuno di più esperto. abito a Milano e so che probabilmente per Riottenere il pieno utilizzo della mano sarà necessaria un operazione con fili di K e fissatore. sa indicarmi una struttura in cui sicuramente troverò personale altamente qualificato? ci tengo molto a recuperare completamente la funzionalità della mano, grazie per la disponibilità . cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

credo proprio che non le convenga pensare a un intervento chirurgico: forse la cosa più saggia sarebbe concentrarsi sulla kinesiterapia quotidiana, specie in flessione, per sbloccare l'attuale rigidità.

Buona notte.
[#2] dopo  
Utente 392XXX

Iscritto dal 2015
dottore ringrazio per la veloce risposta.il fatto è già da due mesi sto cercando di sbloccare un po il mignolo con una pallina di gommapiuma ma mi fa molto male e non riesco a tirare su nessun peso . il metacarpo risulta deviato a forma di ponte e va a congiungersi con la nocca che è rientrata un po verso l interno. lei cosa intende per kinesiterapia?
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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La pallina è controproducente....non deve avere nulla in mano, anzi...!

Deve fare, almeno 3 volte al giorno, la flessione del dito in modo lento ma progressivo, aiutandosi con l'altra mano, fino a raggiungere un livello di dolore limite; a questo punto, si ferma mantenendo la posizione acquisita per 3-5 minuti, fino alla scomparsa del dolore.

Poi ricomincia, ecc.