Utente 149XXX
Gentili Dottori, vorrei chiederVi un chiarimento tecnico: in presenza di analisi di sangue ed urine ottimi, nonché di urinocoltura e spermiooltura negative, con solo le seguenti alterazioni: Uricemia 9,3 (poi rientrata dopo una settimana di dieta a 7,8), azotemia 40 poi scesa a 36, creatininemia ad 1,53 poi scesa ad 1,41, ma sempre al di sopra del limite di 1,30, si può sospettare una pielonefrite? I distrubi che accuso sono bruciore post minzionale, un certo dolore renale alla spinta della pipì e da qualche giorno un indolenzimento in corrispondenza del rene sinistro. 20 gg. fa il medico, anche sulla base di ecografia completa all'addome che non aveva segnalato nulla e di ennesima visita urologica che conferma lo stato ottimo della prostata, mi aveva prescritto levoxacin 500 una/die per 10 gg. Tuttavia gli alti valori di creatinina e uricemia (forse anche dovuti ad un eccessivo uso di antibiotici in agosto, assunti da me senza controllo nel timore di MST) mi hanno fatto desistere dall'assumerli. Il medico diceva, infatti, che il rischio di una nefrite c'è anche se gli esami di urine, liquido seminale e sangue non evidenziano alcuna infezione. Ieri sera, dopo che i doloretti alla schiena erano via via maggiori ed il bruciore uretrale più costante, ho deciso di assumere tale antibiotico. Oggi mi sembra che vada meglio, ma.. da un lato non vorrei che 10 gg di levoxacin possano compromettere i reni; dall'altro mi domando se non si tratti di mero effetto placebo e se, appunto, una pielonefrite batterica, che mi auguro lieve, possa essere compatibile con quei valori, tutti buoni tranne quelli sopra riportati, dei miei esami. Mille grazie per la pazienza che avrete nel leggermi e, spero, nel rispondermi.
[#1] dopo  
Dr. Paolo Piana
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La pielonefrite è rarissima nel maschio adulto, praticamente inverosimile in assenza di fattori predisponenti (es. calcoli, malformazioni, ecc.). I suoi sintomi dovrebbero essere valutati attentamente, spesso il problema è prostatico ed il fastidio tende ad irradiarsi al dorso ed alla regione lombare. Non deve stupire che la percezone dei disturbi non trovi riscontro in alterazioni rilevabili dall'ecografia od addirittura dalla visita stessa, questo accade in una buona parte dei casi. In assenza di esami colturali positivi, la prescrizione di antibiotici è sempre discutibile, considerandone gli effetti collaterali, in particolare a livello intestinale.
[#2] dopo  
Utente 149XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio, Dottore, per la Sua risposta ed, in effetti, probabilmente a causa di questo eccessivo uso di antibiotici è da circa un mese che la diarrea mi tormenta. Peraltro devo dire che nell'uso degli stessi ho trovato un giovamento e non so come spiegramelo scientificamente, dal momento che, appunto, gli esiti degli esami dal punto di vista batteriologico sono tutti negativi.

Cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Paolo Piana
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Gli effetti collaterali intestinali degli antibiotici sono purtroppo sempre controproducenti per le vie urinarie. Pertanto il loro utilizzo deve essere essere improntato sempre ad una notevole parsimonia.