Utente 392XXX
Sono un uomo di 43 anni e da circa tre mesi soffro di eiaculazione precoce. Questo problema, di cui in precedenza non avevo mai sofferto, mi comincia a creare anche qualche timore di non avere delle erezioni prima dei rapporti sessuali. Mi sono recato da un andrologo il quale mi ha prescritto delle analisi e svolto delle prove che hanno totalmente escluso una componente di tipo organico. Mi ha detto che si tratta di "ansia da prestazione". Inoltre durante la masturbazione ho un'ottima erezione e non eiaculo mai precocemente, riuscendo a mantenere l'erezione anche per 30-40 minuti. Solo quando ' penetro una donna eiaculo dopo uno o due minuti. Così l'andrologo mi ha consigliato di rivolgermi ad uno psicologo sessuologo per iniziare con lui una terapia di tipo psicologico. Cosa che sto facendo, ma il problema non si è risolto anzi sembra quasi che da quando abbia deciso di affrontarlo, poi le cose durante i rapporti sessuali siano peggiorate e che la mia eiaculazione precoce si sia ancora più accentuata. Durante uno dei miei ultimi rapporti ho assunto (per la prima volta in vita mia) una dose minima (25 mg) di Viagra ed il rapporto sessuale è andato molto bene, senza eiaculazione precoce e con mia totale soddisfazione. Sembra quasi che il viagra abbia un effetto positivo anche per la mia eiaculazione precoce e mi renda più sicuro nel vedere il mio pene piu eretto. A questo punto non so che fare. La terapia psicologica non funziona, il viagra si. Vorrei un consiglio dai medici di medicitalia. Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Matteo Giglio
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Buongiorno.
Le influenze psicologiche possono avere un ruolo sia per la genesi dell'eiaculazione precoce che del deficit erettile (anche se sono fenomeni completamente diversi).
In alcuni casi l'eiaculazione precoce può essere causata direttamente dal deficit erettile: si tratta di persone con erezione non completa che aumentano il ritmo del rapporto per cercare di "migliorare" l'erezione e provocano in questo modo l'eiaculazione.
In ogni caso sembra che Lei abbia già risolto il problema. I farmaci in questione (come viagra o analoghi) funzionano (molto bene) anche quando la natura del problema è psicogena. Garantendo un'erezione completa indipendentemente dallo stato psicologico del soggetto --> consentono di allontanare le varie ansie da prestazione che rappresentano spesso la causa del problema. Lei, in particolare, ha utilizzato un dosaggio molto basso del sildenafil. Il consiglio potrebbe essere quello di proseguire per qualche mese con l' "aiuto" dei farmaci per poi provare senza. Prenda comunque ogni decisione sempre in accordo con il Suo andrologo (e psicologo).

Alcuni dettagli in più sui rimedi possibili per l'eiaculazione precoce potrà trovarli a questo link:
http://www.urologo-genova.it/articoli/eiaculazione-precoce-rimedi-terapia-priligy.htm

Cari saluti

[#2] dopo  
Utente 392XXX

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Gentile Dottor Giglio, La ringrazio per gli utili consigli. Anche io sarei dell'idea di continuare per un po' con l'assunzione di una dose minima di sildenafil (25mg o anche meno) prima di ogni rapporto. Sarebbe la soluzione da me più gradita e che mi farebbe stare più sicuro e tranquillo. Ancora due domande e poi non la disturbero' più: vi sarebbe il rischio di una assuefazione dal farmaco e, nel caso, di non poterne più fare a meno e di non essere poi piu' in grado di interromperne la somministrazione? Nel caso, troverebbe clinicamente sbagliato che a 43 anni io assumessi per tutto il resto della vita una dose minima di sildenafil ogni volta che io abbia un rapporto sessuale?
Grazie ancora, cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Matteo Giglio
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In sintesi:
1) Nessun rischio di "assuefazione".
2) non c'è nulla di "clinicamente sbagliato" nell'assunzione di questi farmaci anche per lunghissimi periodi. Esistono terapie simili che prevedono l'assunzione quotidiana di farmaci vasoattivi per la terapia del deficit erettile (il tadalafil a basso dosaggio): si tratta quindi di terapie "croniche" esattamente come accade per la cura dell'ipertensione o del diabete.

Nel suo caso è molto probabile che dopo un primo periodo di "assestamento" possa tranquillamente fare a meno di queste medicine.

Buona giornata
[#4] dopo  
Utente 392XXX

Iscritto dal 2015
Grazie dottor Giglio. Molto esaustivo. Buona giornata.
[#5] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
Aggiungo qualche nota a quelle del dr. Giglio.

l'eiaculazione precoce, è una disfunzione sessuale della fase dell'orgasmo e va diagnosticata dall'andrologo, step che lei ha già vissuto.

Fatto questo bisognerebbe capire l'etiologia, cioè le cause, la terapia si stabilisce di conseguenza.

Vi sono svariati tipi di e.p:
anteportas,
intrapostas( fuori o dentro l'ambiente vaginale),
primaria,
secondaria,
assoluta,
situazionale.

Sarebbe opportuno conoscere lo IELT( tempo di latenza eiaculatoria intravaginale) e le emozioni associate alla sfera della sessualità e della sua dimensione di coppia, di cui lei non ci parla, ma immagino le avrà analizzate a fondo con la terapia psico/sessuologica.

È stata di coppia?
O individuale?

In psico/ sessuologia inoltre, la prima tappa è porre una diagnosi, poi una prognosi ed infine un protocollo terapeutico: il farmaco va benissimo ma integrato in un approccio più ampio.
Consideri che effettuando una diagnosi differenziale, d.e. Ed e.p possono essere l'una causa dell'altra, d il protocollo d'intervento cambia di molto.

Sarebbe un errore - o meglio in vero peccato - amplificato da una "miopia clinica", ricorrere a farmaci, sicuramente molto efficaci, ma sintomatici, se non si rispetta la scaletta diagnostico-terapeutica.
E, giustamente, lei pensa al dopo...
Dovrà assumere per sempre la terapia...?
Sono domande logiche e sensate.

La terapia, solitamente, non può essere " organo/ focalizzata", anche perché non sarebbe risolutiva.
È indispensabile poi, ai fini diagnostici e prognostici, conoscere:
il tempo di latenza dell’eiaculazione intra-vaginale (due o tre spinte o, fuori dall’ambito vaginale), l’esperienza soggettiva della capacità di controllo
L' esperienza di soddisfazione del paziente e della partner
La variabile associata alla preoccupazione ed ansia ed alle dinamiche della relazione di coppia.
Lo storico sessuale del paziente.
La sua memoria corporea disfunzionale.
E tantissimo altro...

Per quanto riguarda le cause, in ambito sessuologico, si parla di multifattorialità:
vi sono diverse cause, a vari livelli (personali, di coppia, iatrogeni, da cattivo apprendimento sessuale, generali, psicologici, intrapsichici), che interagendo tra di loro, producono e, soprattutto "mantengono" il disturbo clinico.


Le allego svariate letture ed un canale salute redatto a quattro mani con un Collega andrologo.

canale
http://www.medicitalia.it/salute/eiaculazione-precoce

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/3854/Si-http://www.medici
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1358/Eiaculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1190/Eaiculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/963/Eiaculazione-precoce-
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/3220/Eiaculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/libri/9-eiaculazione_precoce_riflessioni_e_st

[#6] dopo  
Utente 392XXX

Iscritto dal 2015
Gentile dottoressa Randone, la mia EP è di tipo secondario e situazionale. Eiaculo dentro l'ambito vaginale dopo circa uno o due minuti dall' inizio della penetrazione. Attualmente non vivo una vita sessuale di coppia e il problema si è venuto a creare da circa tre mesi durante rapporti sessuali con una partner che non e' la mia ragazza. Questo forse mi genera ansia ed essendo rapporti non frequenti, anche ancora scarso affiatamento sessuale con la mia partner che, peraltro, critica le mie performances sessuali. Quando, fino a qualche anno fa, avevo una regolare vita di coppia, non avevo mai sofferto né di EP né di deficit erettivo. Quando oggi mi masturbo ho una ottima erezione e non eiaculo mai precocemente. Di conseguenza la terapia psicologica che sto svolgendo con uno psicologo -sessuologo è di tipo individuale. Ma il problema è che da quando ho iniziato questa terapia il problema sembra peggiorare invece che migliorare. Ed e come se, parlandone con uno psicologo, lo avessi ingigantito invece che ridimensionato. Cordiali saluti.
[#7] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Non dovrebbe trattarsi semplicemente di "parlare" ma di risolvere.

Spesso le cure passano anche da momenti di sofferenza, ne discuta con chi ha il piacere di seguirla

Ha consultato il materiale? Si è ritrovato?
[#8] dopo  
Utente 392XXX

Iscritto dal 2015
Esatto dottoressa Randone, io non voglio solo "parlare", ma risolvere. Il problema è che al momento parlo solo e non risolvo. Anzi peggioro. E sono riuscito ad avere ottimi tempi solo con una dose minima di viagra. Grazie per il materiale molto interessante! Mi ci ritrovo ma molti consigli li'contenuti, già sto cercando di metterli in atto.