Utente 393XXX
Salve,

chiedo il vostro parere per una situazione che va avanti da una decina di giorni ormai.
Una sera, dopo aver ascoltato per qualche ora musica con delle cuffie a volume non molto alto (riuscivo a percepire i rumori ambientali), ho iniziato ad avvertire un leggerissimo e costante fruscio nell'orecchio.
La mattina dopo il disturbo non si era ancora risolto, e la cosa ha iniziato a preoccuparmi.
Sono andato dal medico di famiglia che, dopo aver verificato lo stato di salute del timpano, ha detto che non c'erano danni evidenti e parlato di trauma acustico (come è possibile?).
Mi ha prescritto una cura di 7gg con microser, che ho prontamente iniziato, senza alcun risultato.
Nei giorni seguenti l'interno dell'orecchio ha iniziato a farmi male, sono diventato estremamente sensibile ai suoni e ho percepito una sensazione di ovattamento.
Cercando in giro su internet ho trovato notizie non molto rassicuranti, circa il fatto che il disturbo possa essere permanente (specialmente quando si presenta come costante e invariabile in intensità e frequenza).
Ammetto di essere stressato dalla situazione, non riesco a dormire più di cinque ore a notte e spesso mi addormento al mattino, il che certamente non aiuta.
Vorrei chiedere in quanto tempo generalmente regredisce il sintomo, e se dopo dieci giorni ormai la situazione è difficilmente recuperabile

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, credo che quello che dicono i Colleghi Otorinolaringoiatri, ai quali penso si sia già rivolto, cioé che "gli acufeni sono la loro tomba" rappresenti in qualche modo la realtà nel senso che si tratta di una patologia molto ostica al trattamento.
Mi incuriosisce però che nel suo caso, pur scatenato da un trauma acustico, si associ a dolore e ovattamento, pur in assenza di segni evidenti di sofferenza dell'orecchio.
Vale forse la pena di prendere in considerazione una possibilità spesso trascurata.
L'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM), che ne predispone l'insorgenza e che può essere scatenata da vari eventi : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere il problema anche per questa via: la presenza di "ovattamento" nel so caso potrebbe rinforzare questo sospetto.

Può trovare qualche notizia in più sul rapporto fra ATM e orecchio aprendo questo link:

http://www.studiober.com/patologie/patologia-dellorecchio/
N.B.: dopo aver aperto il link, deve clikkare su: "continua e apri

Il rapporto fra ATM e orecchio é un argomento non ancora ben chiarito sotto il profilo scientifico, ma, come conferma la letteratura scientifica, é giusto pensare ad un ruolo dell'ATM quando un problema all'orecchio non trova giustificazioni di pertinenza otorinolaringoiatrica: credo sia opportuno considerarlo (ed eventualmente escluderlo) anche nel suo caso..
La invito quindi a considerare se compaiono anche altri sintomi di disfunzione ATM (cefalea, cervicalgia, dolore auricolare e all'ATM, rumori articolari con i movimenti della mandibola, vertigini, russare notturno con apnee, ostruzione nasale ecc.), e di valutare la qualità dell'acufene: costante o con momenti di silenzio, intensità sempre uguale o variabile, tempo di insorgenza . Tenga infine presente che il trattamento prevede l’applicazione di una placca intraorale di riposizionamento mandibolare, opportunamente conformata ad hoc, simile ad un bite, da portarsi 24 ore al giorno (pasti esclusi) per un tempo congruo a poter trarre qualche conclusione sull’efficacia di questo trattamento (almeno 6 mesi, ma per l’acufene può essere necessario più tempo). In questi casi è importante valutare il risultato della terapia sugli altri sintomi eventualmente riferiti.
Le suggerirei di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1348/Acufeni-e-disfunzioni-dell-Articolazione-Temporo-Mandibolare-ATM
http://www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1898/Ceruminosi-e-tappo-di-cerume
www.studiober.com/pdf/Cefalea_Otite_Cervicalgia.pdf
N.B.: dopo aver aperto il link, deve clikkare su: "continua e apri il sito.