Utente 393XXX
Buonasera.
Riassumo il più brevemente possibile la situazione in cui si trova mio padre per la quale vorrei, se possibile, un consulto.
Uomo di 75 anni con storia clinica passata abbastanza tranquilla, nessun altro intervento mai fatto prima.
A fine agosto viene operato per l'innesto di 3 bypass coronarici on-pump.
Operazione riuscita seppure con qualche difficoltà per la presenza di numerose placche sulle coronarie.
Dopo 5 giorni di ricovero in ospedale viene trasferito in una struttura di riabilitazione.
Dopo 3 settimane di riabilitazione fruttuosa stabiliscono la data di dimissione ma un paio di giorni prima di essa ha un collasso.
Tramite ecocardio vedono un severo versamento pericardico e lo riportano d'urgenza in ospedale dove subisce d'urgenza una pericardiocentesi.
Trascorsi 4 giorni in terapia intensiva coronarica viene dimesso e rimandato in clinica riabilitativa avendo constatato che di versamento non ce n'era più.
Dopo una settimana di nuovo in clinica si ricomincia: nuovo versamento, nuovo ritorno in ospedale, nuova pericardiocentesi dopo qualche giorno di terapia per la pericardite che causava il versamento che non porta risultati.
Il versamento si riforma dopo nemmeno 3 giorni, così prendono in ipotesi di aprire una "finestra pericardio-pleura" ma prima decidono di mandarlo a casa qualche giorno per vedere se la terapia funziona meglio al domicilio (nel frattempo son passati quasi due mesi e mio padre ha sviluppato un po' di depressione per la situazione ospedaliera).
Lo dimettono venerdì con un versamento non tamponante di 4 cm ed una leggera tosse da qualche giorno.
A casa sta in completo riposo.
Sabato sera inizia a tossire un po' di più.
Domenica mattina ha 38 di febbre e nel catarro che espelle c'è sangue rosso intenso ed abbondante.
Ritorniamo immediatamente in ospedale e la diagnosi è polmonite bilaterale sostenuta da due batteri: quello della legionaria ed un altro ancora da identificare.
La situazione critica richiede un ritorno in terapia intensiva coronarica.

Mi chiedo e vi chiedo: ho sbagliato qualcosa io nelle 36 ore che è stato a casa?
Quante possibilità ha di farcela con un quadro clinico così critico?
Ha dormito una notte con mia mamma, 67enne con TAVI recente e BPCO: ora anche lei corre dei pericoli?

Grazie a chiunque vorrà rispondermi dandomi un parere.

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Dr. Riccardo Casabona
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Buongiorno, il versamento pericardico post-pericardiotomia è una complicanza relativamente frequente nei pazienti operati di bypass. Mi sembra che il problema sia stato trattato correttamente con pericardiocentesi e terapia adeguata.
La polmonite bilaterale è una grave complicanza (a due mesi dall'intervento non direttamente correlabile all'intervento) che richiede terapia intensiva adeguata. Non credo che ci sia alcuna responsabilità da parte dei parenti nelle poche ore che il paziente è stato a casa. In genere queste forme di polmoniti colpiscono pazienti immuno depressi (come quelli appena operati di un intervento importante come il bypass ao-cor). Se sua madre ha superato bene l'intervento di TAVI non dovrebbe correre il rischio di infezione polmonare.
Cordiali saluti