Utente 837XXX
ho 26 anni e da quando ne ho 16 ho un problema di calvizie: pettinandomi con la scriminatura centrale presento un diradamento e assottigliamento dei capelli. ho anche un problema di acne su viso, collo, spalle, dorso e petto, anche se non grave. mia madre ha avuto una forte caduta diffusa su tutta la testa in seguito a un lutto e una grave depressione, mentre mio padre presenta un po' di calvizie androgenica manifestatasi però in età matura.
a 16 anni in seguito a questi problemi mi hanno diagnosticato ovaio micropolicistico, e sono stata curata con diane per 6 mesi, poi gracial per un anno e entrambi i problemi erano decisamente migliorati. successivamente la ginecologa ha voluto cambiare pillola sostenendo l'eccessiva epatotossicità di quella, somministrandomi yasmine e altre pillole a basso dosaggio che però hanno fatto comparire di nuovo sia l'acne sia l'alopecia. sospese le pillole anticoncezionali tutti e due i problemi si sono aggravati. per anni ho sospeso ogni terapia. un anno fa ho provato la yasminelle che però ha peggiorato entrambi i problemi. da sei mesi sono di nuovo in cura. ho ripreso Diane per 6 mesi senza vedere alcun miglioramento nell'alopecia (ma l'acne é scomparsa). la dermatologa che mi segue ha chiesto un consulto endocrinologico e mi hanno immediatamente sospeso Diane, sostituito con aldactone 100 uno al giorno per tre mesi.la dermatologa mi ha inoltre prescritto il minoxidil. sto seguendo questa nuova cura da pochi giorni e non so valutare gli effetti ma le mie domane sono:

1)perchè il diane ha funzionato una volta, e la seconda volta é stato inutile? può significare che la mia alopecia non é androgenodipendente? o significa che ormai quei capelli che ho perso non ci sono più e quindi non cresceranno mai più?

2)se non risponde agli antiandrogeni nè al minoxidil, ipotesi che secondo la mia ginecologa é realistica visto che non ho avuto miglioramenti col diane, é plausibile che peggiori, o ragionevolmente se ne rimarrà come é ora?

3) é vero che l'autotrapianto di follicoli nelle donne non é possibile?

inutile sottolineare il disagio che mi comporta questo problema, ma soprattutto la cosa che più mi abbatte é il fatto di sentirmi continuamente rispondere che non ho chissà quale problema deturpante e che in menopausa peggiorerà moltissimo.

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[#1] dopo  
Prof.ssa Elisa Cervadoro
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Gentile Utente,
dato il quadro clinico intrecciato e multifattoriale le consiglio di affrontare il problema con un Dermatologo tricologo in collaborazione con un Endocrinologo. La situazione va vista e seguita nel tempo con molto tempo a disposizione , in questo ambito diventa difficile darle indicazioni senza vedere il diradamento, se vi sono aree cicatriziali o bulbi atrofici e chiusi ed altre caratteristiche valutabili con un tricogramma ed una visita tricologica con esami impostati di tutto l'assetto ormonale e tiroideo.
Si faccia seguire dalla dermatologa con cui ha iniziato o valuti anche un altro consulto, ma se possibile reale e non virtuale.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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Gent.le pz ,
certamente bisognerebbe effettuare una visita accurata e valutare gli esami ,specialmente ormonali ,le ecografie ovariche e molto altro.Da ciò che riferisce (acne,seborrea,alopecia ci si può certo orientare su una androgenetica , che merita nella donna trattamenti specifici.
Non sono in linea con quanto effettuato finora dai colleghi ...veda anche (uno su tutti )il consulto allegato, e non comprendo la demonizzazione di effetti collaterali di un antiandrogeno importante e stra conosciuto come il ciproterone acetato(nel DIane).
Purtroppo l'autotrapianto nella donna non ha gli effetti positivi che ha nell'uomo,anche se lo abbiamo gia fatto talvolta con risultatidiscreti;ma son certo che con terapie opportune migliorerà senza chirurgia..

http://www.medicitalia.it/02it/consulto.asp?idpost=38420
cordialità
[#3] dopo  
Utente 837XXX

Iscritto dal 2008
nella mia precedente e-mail ho omesso dati importanti: gli esami ormonali sono sempre risultati in ordine, ho fatto anche esami degli ormoni tiroidei che sono perfetti.ho fatto ecografie pelviche che hanno evidenziato solo ovaie micropolicistiche. il tricogramma fatto poche settimane fa, senza minoxidil ma mentre prendevo il diane, é risultato normale.
la mia dermatologa sostiene che l'unica possibilità per migliorare é che io abbia dei bulbi silenti che quindi con il minoxidil si possano riattivare.
la mia attuale ginecologa e la dermatologa volevano proseguire con il diane, é stato l'endocrinologo a voler cambiare terapia. dice che la sostanza tossica é l'etinilestradiolo (o come si chiama) e che ormai non si usa più.
il fatto che sei mesi di diane non abbiano sortito il minimo effetto sui miei capelli ha anche aiutato la decisione di sospenderla.
sia la ginecologa, sia la dermatologa, sia l'endocrinologo mi hanno detto che probabilmente non vedrò nessun miglioramento nei capelli con l'aldactone.
sottolineo che ho un problema oggettivamente non deturpante. non ancora. ma ho paura che se smetto di curarmi andrà sempre peggio, visto che così è stato negli anni.
[#4] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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Gent.le pz
Il problema, già affrontato in passato in vari interventi, è che verosimilmente vi è una "sensibilità" ,su base genetica, dei recettori a livello pilosebaceo nei confronti di alcuni androgeni.
La produzione di questi androgeni è di origine ovarica e surrenale, ma è molto importante anche il metabolismo a livello tissutale (cioè la loro attività specifica sulla pelle, in parole povere).
L'idea terapeutica quindi potrebbe essere una "iperfemminilizzazione" eliminando per antagonismo recettoriale (chiedo scusa ,cercherò di semplificare in seguito)l'azione degli androgeni di cui sopra, che talvolta, anche se sono nei "range"normali a livello ematico, a livello del recettore sono comunque "troppi" e dunque "tossici".
Si usa come potente antiandrogeno il ciproterone acetato, che viene legato all'etinilestradiolo (ormone-non tossico di per se)per confezionare ,oltre alla azione propria ,anche una pillola anticoncezionale (e' chiaro che ,se rimanesse incinta di una maschietto ,avrebbe gravi malformazioni fetali).
Adesso, e sono anni, il Diane non viene più registrato come pillola anticoncezionale ,ma, come può leggere solo per patologie cutanee.
Le altre pillole moderne sono ottime come anticocezionale ,e mettono a riposo l'ovaio, ma per il resto sono controproducenti per i loro effetti "androgenizzanti"specialmente locali.
Diverso il caso in cui viene associato "androcur",e qui si parla di ciproterone ad ALTO dosaggio, talvolta necessario per sbloccare la situazione.
quindi direi che se vuole una pillola anticoncezionale non "si usa più il Diane" ,se invece vuole un farmaco per acne e defliuvium su base a.g. allora "si usa ancora" ed anche associato ad alte dosi di ciproterone.
Esistono anche altri antiandrogeni,ma meno efficaci a mio parere.
Concordo sul minoxidil, ma ovviamente tutto andrebbe rivalutato da chi realmente la segue, che solo può avvalorare tutto il discorso terapeutico e diagnostico.
Cordialità
[#5] dopo  
Utente 837XXX

Iscritto dal 2008
la ringrazio per le tempestive ed esaurienti risposte. tra l'altro ho finalmente compreso come funziona il Diane.
mi sembra di capire, dal modo in cui lei parla, che qualche possibilità di miglioramento c'é, ma quello che davvero non riesco a capire é per quale motivo un antiandrogeno valido come quello contenuto nel Diane non abbia avuto nessunissimo effetto sui miei capelli nell'ultimo ciclo di 6 mesi che ho seguito.
ho letto gli altri interventi pubblicati e chi ha usato diane ne parla come di un farmaco risolutivo...almeno per il tempo in cui si assume. possibile che l'unica a cui non ha fatto nulla sia io?
insomma, quello che mi chiedo é:

1)se non mi fa nulla il diane per 6 mesi, l'aldactone sarà ancora meno efficace, o sbaglio?
ho paura che a forza di farmi fare cure inutili, e soprattutto a forza di interromperle nel nome di un "se non rispondi alla cura tanto vale non farla" col passare degli anni il mio problema diventerà davvero deturpante. perchè non ho mai visto una donna con l'AGA migliorare, nè restare uguale nel tempo, se non si cura.

2)secondo lei devo chiedere altri consulti? e come mi consiglierebbe in caso di scegliere il medico a cui rivolgermi? la ringrazio ancora.
[#6] dopo  
Dr. Giampiero Griselli
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Gent.le pz
secondo me il cardine di una buona "relazione terapeutica" sta in questi punti.
-Scegliere uno specialista Dermatologo di fiducia con cui impostare un percorso che potrebbe anche essere lungo, ma da condividere.
-arrivare ad una diagnosi precisa (da cui dicende ovviamente la terapia)ed ad una obiettivazione del quadro clinico precisa.
-Scegliere una linea terapeutica tra varie possibili e portarla avanti senza troppi "ondeggiamenti" se non emergono controindicazioni "in corso d'opera".La costanza e continuità sono fondamentali

Pensi quante volte una pz che ho in cura con Diane ,magari da mesi e mesi, mi telefona dicendo che altri specialisti vorrebbero cambiare questo farmaco con una "pillola anticoncezionale più moderna",nonostante la efficacia e la MANCANZA di effetti collaterali(!)(e non capisco perchè!!!).
Rispondo no frequentemente, come frequente sarebbe l'effetto rebound, cioè "rimbalzo" che si avrebbe alla "ripartenza ovarica", che mi obbligherebbe a ripartire non da zero ,ma da una condizione di svantaggio rispetto a prima.
Quindi credo che abbia compreso quale sarebbe il mio atteggiamento, che però ,essendo una visita telematica , deve necessariamente lasciare il passo alla visita del suo dermatologo"reale".
Cordialità
[#7] dopo  
Utente 837XXX

Iscritto dal 2008
credo di aver capito che gli "ondeggiamenti" di cui parla sono i continui cambi di terapia che mi stanno facendo fare. anche io ero un po' scettica, infatti mi sono rivolta qui. La cosa che più mi preoccupa è che tutti (ginecologo, endocrinologo, dermatologo)vogliono sospendere tutto se nemmeno l'aldactone funziona.e credo di aver capito che anche secondo lei non é una buona strada.
la ringrazio per le risposte... spero che qualcosa migliori!