Utente 367XXX
Srivo per un consiglio.
All'età di 24 anni ho scoperto di avere una esostosi scapolare, sviluppatasi perpendicolarmente sulla faccia interna della scapola, di dimensioni (all'epoca)
di 2,5 cm. Ho sempre avuto la sintomatologia tipica della "scapola a scatto" con rumore e fastidio da sfregamento nel caso di movimenti della spalla. Avvolte dolore da fitta acuta, nel caso di movimenti particolari ma non ripetibili.

Mi è capitato diversi mesi fa, a seguito di un movimento particolare (o di una posizione assunta per lungo tempo, non ricordo bene), di lamentare un dolore localizzato e urente a livello della scapola, poi passato nel giro si 2-3giorni.

Da un paio di giorni, a seguito di alcune manovre di streching fatte con un mio amico, mi è successa piùo meno la stessa cosa, ovvero percepisco un dolore urente, come la sensazione di un "chiodo" piantato, che si manifesta o è esacerbato da determinate posizioni (per esempio scompare sdraiato).
Non sto prendendo antinfiammatori e il dolore sta regredendo da solo (purtoppo non posso stare totalmente a riposo...).

Ho letto che le esostosi possono degenerare in forme maligne. Nel mio caso, che tipo di controlli è eventualmente consigliabile fare? Quando sospettare una degenerazione o pensare ad una asportazione chirurgica?
In ultimo, il fatto che il dolore sia associato a situazioni rare e particolari, e rimettente con il riposo, può far pensare che sia riconducibile ad una infiammazione indotta e non determinato da un processo degenerativo dell'esostosi stessa?
Grazie
[#1] dopo  
Dr. Luigi Grosso
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La storia clinica che ha riportato è precisa e non lascia dubbi sulla strada migliore da intraprendere e cioè deve assolutamente consultare un Chirurgo della Spalla al fine di rimuovere (nei limiti del possibile) l'esostosi della scapola.
Mi rendo conto che affrontare un intervento chirurgico è sempre << difficile>> per il paziente ma alla sua giovane età è molto importante stabilire una precisa valutazione della patologia e affrontarla nei dovuti modi.
Auguri