Utente 394XXX
Buon giorno ,
può un fortissimo spavento causare a distanza di tempo l'infarto o danni (anche piccoli) al cuore ? E' successo a mia madre che ha 62 anni e 6 mesi e fuma molto. Le ha fatto male?
Grazie mille in anticipo!

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
48% attività
20% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
Rank MI+ 88
Iscritto dal 2012
E' il fumo che le ha causato l'infarto, non lo spavento....
Fatela smettere, IMMEDIATAMENTE
Saluti
[#2] dopo  
Utente 394XXX

Iscritto dal 2015
Le è successo lo spavento fortissimo e non l'infarto. Comunque a causa del primo potrebbe vivere di meno o stare male in vecchiaia? E se si quanto ?
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
48% attività
20% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
Rank MI+ 88
Iscritto dal 2012
Guardi, allora deve esprimersi più correttamente per evitare fraintendimenti...comunque è semplicemente assurdo quello che chiede...
Cosa vuol che possa creare sul cuore e a distanza di tempo un semplice spavento ????
E' il fumo che può causale seri danni al cuore. Da buon intenditor poche parole...
[#4] dopo  
Utente 394XXX

Iscritto dal 2015
Mi sono espresso un po male nella prima domanda,chiedo scusa. Mia madre si è spaventata cosi già altre 5 volte. In tutto negli ultimi anni gli spaventi sono sei non uno per essere precisi. E' possibile che le abbiano indebolito il cuore (anche lievemente)? Comunque inoltre ho letto che "Il sistema nervoso autonomo utilizza l' ormone adrenalina , un neurotrasmettitore o messaggero chimico, per inviare segnali alle varie parti del corpo per attivare la risposta di lotta o fuga. Questo prodotto chimico è tossico in grandi quantità ; danneggia gli organi viscerali ( interni) come il cuore , i polmoni , fegato e reni . Si ritiene che quasi tutte le morti improvvise sono causate da danni al cuore. Non c'è quasi nessun altro organo che fallirebbe cosi velocemente da causare improvvisa morte" e "La paura in termini fisiologici si traduce in liberazione di noradrenalina e adrenalina, ormoni che influenzano l'apparato cardio circolatorio.
Se gli stress, e quindi le paure sono ripetute, nel lungo termine potrebbero portare a ipertensione, e di conseguenza a patologie come aritmie, ipertrofia cardiaca, fino, peggiorando ancora la situazione, ischemia e infarto.
Cioè una mancata ossigenazione al cuore, causata da un lavoro stimolatorio eccessivo (paura) con mancanza di ossigeno porta inevitabilmente a deteriorarlo." e "Davanti ad una forte emozione il cuore si può paralizzare, ma ciò accade solo alla donne. Sembra un infarto ma non lo è, e fortunatamente non si muore anche se recentemente sono stati segnalati due decessi dalla letteratura internazionale. La stranezza è che ciò accade solo alle donne e soprattutto in menopausa. ''Mi si è fermato il cuore'', dice tanta gente ad una brutta notizia giunta all'improvviso o ad una paura. Si è sempre ritenuto che fosse una semplice espressione popolare, senza alcun riscontro scientifico. Invece è proprio così. La situazione italiana fino ad ora poco nota sta diventando sempre più evidente, tanto che i più noti centri di cardiologia registrano dai 15 ai 20 casi in poco più di un anno. ''Si è constatato nel tempo - dice la professoressa Eloisa Arbustini, direttore del Centro per le malattie genetiche cardiovascolari dell'IRCCS, Fondazione Policlinico San Matteo, Pavia - che alcune donne, colpite da una crisi cardiaca, venivano ricoverate in ospedale con il sospetto di infarto. C'erano tutti i sintomi. Invece, ad un accertamento preciso si scopriva che non era infarto. In pratica il cuore si era paralizzato. Le donne colpite da questa sindrome dicevano di essersi sentite male davanti ad uno spavento o alla notizia della morte di un congiunto o assistendo ad un evento drammatico come una rapina. In pratica una forte emozione estremamente stressante. Si è visto che, in modo ancora da accertare, una parte del ventricolo sinistro, quella antero-apicale, la parte nobile del cuore, che ha la funzione delicata di pompa, si paralizza. Il ventricolo non si contrae come dovrebbe .In sintesi è il contrario di quanto avviene in una coronaropatia ischemica". ''Non è una sindrome da sottostimare'' dice Maria Grazia Modena presidente del 67mo Congresso SIC. ''Quando una donna lamenta sintomi acuti come dolore al petto, difficoltà a respirare, nausea, una fortissima stanchezza dopo un evento estremamente doloroso e scioccante che in genere colpisce la sfera affettiva -in cima a tutti la morte di un figlio- è necessario interpretarli come possibili campanelli d'allarme e chiedere aiuto ad un medico". ''Per una donna - aggiunge Eloisa Arbustini - con la sindrome tako-tsubo, non c'è bisogno di alcun intervento come può avvenire per un infartuato, ma solo una terapia con betabloccanti. E' una crisi grave, fortunatamente non letale, ma che comunque non fa bene al cuore che non può sopportare stress acuti e pesanti. Non si sa di preciso perché la sindrome colpisca la donna e soprattutto quella in menopausa. E' questo il compito della ricerca che si sta svolgendo anche in Italia". La professoressa Arbustini dice che è in corso la redazione di un registro per conoscere la realtà di questa sindrome. Secondo alcune fonti la sindrome colpirebbe due donne su cento colpite da una crisi cardiaca. Il dato sembra però eccessivo rispetto ai riscontri attuali."
[#5] dopo  
Utente 394XXX

Iscritto dal 2015
ho letto anche: "Se il cuore è sano resiste bene agli spaventi. Certo che sottoponendosi a stress vari, ripetuti e forti, allora potrebbe risentirne. "
[#6] dopo  
Dr. Mariano Rillo
48% attività
20% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
Rank MI+ 88
Iscritto dal 2012
.....esiste una patologia che ha nome Sindrome di "Tako Tzubo" che corrisponde al vecchio "crepacuore"....è chiaro che lo stress non fa bene al cuore e che i pericoli maggiori possonoverificarsi durante lo stress, ma anche l'ansia cronica può portare a somatizzazioni......
ma tutto questo non ha nulla a che fare con i danni da fumo di sigarettta e con le sue dissertazioni sulla sanità...
La mia consulenza termina qui.
Cordialmente