Utente 390XXX
Mia madre (età 68 anni) è stata sottoposta circa tre mesi fa ad un intervento di ablazione per l'eliminazione di una tachicardia parossistica di cui è affetta fin dall'età giovanile. Nonostante l'intervento, la tachicardia si è ripresentata più volte nel corso di questi ultimi tre mesi. Ed ora mia madre soffre anche di pressione alta ( mai sofferto in precedenza in vita sua). I medici del centro specializzato in aritmologia che la hanno operata , dopo aver giudicato l'interlvento perfettamente riuscito, cihanno ora detto che l'intervento non ha risolto il problema e che mia madre dovrebbe di nuovo fare l'operazione. Mi chiedo come questo sia possibile, visto che l'intervento di ablazione è risolutivo nel 99 per cento dei casi. Non è che questi hanno sbagliato l'intervento? Cosa mi consigliate a questo punto di fare per tentare di risolvere questa patologia? Grazie per le risposte.
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Dr. Mariano Rillo
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Gentile utente
in effetti non è proprio 99% di successo (nel senso che questa percentuale è intercettabile per le tachicardie parossistiche con una o due procedure...). Il successo con una è comunque molto alto, ma dipende da una serie di fattori (come l'età della paziente, la concomitanza di malattie cardiovascolari e soprattutto la sede delle alterazioni responsabili della tachicardia). Se il centro che ha operato sua madre è, come dice, di eccellenza si affidi pure per la seconda procedura e vedrà che con molta probabilità risolverà il problema.
Cordialmente