Utente 390XXX
Mia madre (età 68 anni) è stata sottoposta circa tre mesi fa ad un intervento di ablazione per l'eliminazione di una tachicardia parossistica di cui è affetta fin dall'età giovanile. Nonostante l'intervento, la tachicardia si è ripresentata più volte nel corso di questi ultimi tre mesi. Ed ora mia madre soffre anche di pressione alta ( mai sofferto in precedenza in vita sua). I medici del centro specializzato in aritmologia che la hanno operata , dopo aver giudicato l'interlvento perfettamente riuscito, cihanno ora detto che l'intervento non ha risolto il problema e che mia madre dovrebbe di nuovo fare l'operazione. Mi chiedo come questo sia possibile, visto che l'intervento di ablazione è risolutivo nel 99 per cento dei casi. Non è che questi hanno sbagliato l'intervento? Cosa mi consigliate a questo punto di fare per tentare di risolvere questa patologia? Grazie per le risposte.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
48% attività
20% attualità
20% socialità
LATINA (LT)
Rank MI+ 88
Iscritto dal 2012
Gentile utente
in effetti non è proprio 99% di successo (nel senso che questa percentuale è intercettabile per le tachicardie parossistiche con una o due procedure...). Il successo con una è comunque molto alto, ma dipende da una serie di fattori (come l'età della paziente, la concomitanza di malattie cardiovascolari e soprattutto la sede delle alterazioni responsabili della tachicardia). Se il centro che ha operato sua madre è, come dice, di eccellenza si affidi pure per la seconda procedura e vedrà che con molta probabilità risolverà il problema.
Cordialmente