Utente 632XXX
Buongiorno,
il 15 novembre (quindi una decina di giorni fa) mi recavo al PS a causa di un dolore retrosternale forte, irradiato alla schiena (anzi, prevalentemente localizzato nella schiena). Occorre dire che soffro di un dolore simile da almeno un paio di anni, sporadicamente (può capitare una volta al mese ma a volte non si ripresenta anche per più mesi), tanto che ho sempre pensato a un problema vertebrale, ma poi vista l'esiguità dei sintomi ho sempre rimandato un approfondimento della cosa. Ultimamente, però, il suddetto dolore è peggiorato e, prima di andare al PS, mi era già successo un paio di volte di dover ricorrere a un paio di confetti Moment per attenuarlo. Così insomma questa volta, visto che il dolore sembrava ancora più forte e temevo potesse trattarsi del cuore o dell'aorta, sono andata in ospedale. Lì mi hanno eseguito rx torace (con risultato nella norma) ed ecocardio (sia il medico di PS che un cardiologo il mattino dopo prima di dimettermi) dal quale è risultato un versamento pericardico posteriore piccolo (2,8 mm) che mi è stato detto poter essere dovuto ad una pericardite o anche semplice grasso epicardico. Mi sono stati eseguiti anche due prelievi di sangue, a distanza di circa 5 ore l'uno dall'altro, in cui l'unico valore che sembra aumentare è quello dei leucociti (che passano da 13 a 16 x10^3) mentre la troponina è stabile a quota 3 (range normale 4-14 ma presumo non sia un problema se è ancora più bassa) e la PCR è normale (0.1, range 0-0,5). Gli eritrociti sono pochissimo alti (passano da 5,11 a 5,26 con range normale 3,9-5), le piastrine erano a 417 appena entrata in PS e scendono poi a 381, rientrando nella normalità ma restando un po' borderline. Il resto è a posto, purtroppo non vedo la VES oltre alla PCR ma ci sono creatinina, D dimero, CK-MB massa, AST, ALT ed elettroliti tutti OK. Al mattino vengo dimessa con una prescrizione di indometacina 25 mg 2 volte al giorno e la raccomandazione di ripetere l'ecocardio dopo una decina di giorni.

Oggi ho fatto il nuovo ecocardio e il versamento è sostanzialmente invariato. Ho chiesto se continuare o meno l'indometacina ma mi è stato risposto testualmente "dipende se è pericardite o no, chieda al curante" quindi nel dubbio proseguo, ma confrontando questo ecocardio con quello che feci 2 anni fa per controllare un lieve prolasso mitralico, ho notato che la frazione di eiezione è drasticamente calata (era del 75% e adesso risulta solo del 75%) mentre la parete posteriore del ventricolo sinistro, che misurava 6mm due anni fa, ora è spessa ben 11mm e la cosa non mi sembra molto normale. Devo preoccuparmi? Potrebbero essere i residui di una miocardite? (Non so se possa c'entrare ma ho da anni un dente del giudizio cariato che ho paura di togliere e l'anno scorso ha avuto più ascessi e inoltre in questi due anni, ahimè, ho preso oltre 20kg di peso).

Grazie infinite per l'aiuto.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Francamente sono un po' stupita dal fatto che chi le ha fatto l'ecocardiogramma (presumibilmente un cardiologo) l' abbia rimandata al medico curante per decidere se sia o no pericardite.

In base agli esami che ha eseguito, non ci sono criteri diagnostici per pericardite, con una PCR normale. Non riporta se si sentissero sfregamenti pericardici e se l' elettrocardiogramma mostrasse alterazioni della ripolarizzazione. Quindi la diagnosi di pericardite -con questi elementi- sembra improbabile.

Quanto alla miocardite, non c' è nesso col dente del giudizio e con gli ascessi, visto che di solito è di origine virale.

Non ho capito di quanto di è ridotta la frazione di eiezione all' eco (lei scrive da 75% a 75%).
Comunque l' ispessimento della parete posteriore non è indice di esiti di miocardite e può benissimo essere dovuto a uno (o due) errori di misurazione: forse il primo ecocardiografista ha sottostimato (6 mm sono pochi) e il secondo ha sovrastimato).

Nel complesso, l' ipotesi diagnostica più probabile è quella di dolori di origine parietale (intercostali), e la terapia è anti-infiammatori fino ascomparsa del dolore.

[#2] dopo  
Utente 632XXX

Iscritto dal 2008
Gentile dottoressa Lestuzzi,

sono rimasta abbastanza di sasso anche io alla risposta della cardiologa (e sì, lo era perché mi ha firmato il referto come "medico cardiologo"). Oltretutto io sono stata mandata lì dal PS, mica da un altro cardiologo privato, quindi non comprendo chi, secondo questo medico, dovrebbe decidere. Sul serio, il medico di base? Oltretutto questa cardiologa mi ha anche accennato che i FANS per la pericardite vanno sospesi "a scalare" ma non mi ha spiegato come (e il mio medico di base sono ragionevolmente certa che non lo saprà...)

Per quanto riguarda la FE, è scesa al dal 75% al 57% (prima ho invertito le cifre scrivendo 57%). Sulle immagini dell'eco fatta dal cardiologo venuto in PS però si legge 63% (sul referto non ha riportato cifre ma solo scritto che il minimo spazio ecoprivo posteriore non era attribuibile con certezza a pericardite ma poteva essere grasso epicardico, mentre il resto era sostanzialmente normale, stessa cosa detta a voce a me). Ho ripescato anche il primo ecocardio della serie, fatto nel 2011, e ai tempi la FE era del 65% (e poi sarebbe aumentata fino al 75% nel 2014, possibile?)

Anzi mentre sono qua riporto direttamente i referti...


ECOCARDIO n.1 OTTOBRE 2011

ventricolo sx
diametro telediastolico 44 mm (35-57mm)
spessore setto iv 8 mm (5-11mm)
spessore parete post. 8 mm (5-11)
acc % diametri (fs%) 35% (>30%)
frazione d'eiezione 65% (>50%)

atrio sx
diametro anteroposteriore 27 mm (20-40mm)

aorta
diametro del bulbo 27 mm (20-37mm)

Nel referto è tutto normale (ventricoli, atri, funzione diastolica, radice aortica tutti OK e nessun versamento pericardico significativo). L'unica cosa non nella norma è questa: lembi mitralici ridondanti, non mixomatosi, con minimo prolasso telesistolico. Flussimetria color-doppler: insufficienza mitralica di grado lieve 1+/4+ telesistolica senza significato emodinamico.


ECOCARDIO n.2) FEBBRAIO 2014

ventricolo sx
diametro telediastolico 44 mm (35-56mm)
spessore setto iv 9 mm (5-11mm)
spessore parete post. 6 mm (5-11)
acc % diametri (fs%) 43% (>30%)
frazione d'eiezione 75% (>55%)
massa (ASE) 112 gr

atrio sx
diametro anteroposteriore 28 mm (19-40mm)
diametro superoinferiore 40 mm (<52mm)

aorta
diametro del bulbo 26 mm (20-37mm)
ascendente 26 mm (20-34 mm)

Referto: ancora ventricoli, atri, bulbo aortico e tratto di aorta toracica visualizzabile, valvole tutto normale. Valvola mitrale: minimo prolasso del lembo anteriore mitralico associato a lievissima insufficienza telesistolica.


ECOCARDIO n.3 al PS 10 gg fa

quesito diagnostico: pericardite?

risposta:
atrio sx e radice AO di normali dimensioni
VS non dilatato, normale funzione sistolica
valvola AO tricuspide, regolare flussimetria
valvola mitrale con regolare escursione
sezioni destre mal visualizzate
non visualizzate masse endocavitarie al TT
minimo spazio ecoprivo posteriore (2,8 mm) non certamente attribuibile a versamento pericardico (possibile grasso epicardico)


ECOCARDIO n.4 (OGGI)

atrio sx 33 mm (20-40mm)
radice aortica 33 mm (20-38mm)

ventricolo sx
diametro telediastolico 43 mm (25-57mm)
diametro telesistolico 32 mm (25-40mm)
spessore setto 11 mm (5-11mm)
spessore parete post. 11 mm (5-11mm)
frazione di eiezione 57% (50-75%)
accorciamento frazionale 26 (27-50%)

sezioni destre normali

mitrale, aorta, tricuspide normale morfologia

polmonare non c'è scritto niente

doppler: trascurabile insufficienza mitralica

conclusioni: ventricolo sx di normali dimensioni, spessore e cinesi, nella norma le altre volumetrie.
minimo scollamento dei foglietti pericardici posteriori, senza significato patologico.


...E questo è tutto. Grazie ancora per il suo tempo!
[#3] dopo  
Utente 632XXX

Iscritto dal 2008
Ah dimenticavo di riferire del dolore. E' scomparso per conto suo durante la notte al PS, affievolendosi da solo. Successivamente, è tornato altre 3 volte, era sempre lui, intenso come le ultime volte ma è durato solo uno o due minuti. In uno di questi 3 casi,il dolore è arrivato immediatamente dopo aver bevuto (per errore ovviamente) un sorso di una cioccolata troppo calda, quindi il medico di base mi ha prescritto anche una gastroscopia, per sicurezza (in effetti a volte è stato concomitante con pasti pesanti...)
Però ecco, a parte quella notte non ho mai avuto dolore fisso come mi pare di capire debba essere quello della pericardite...è proprio passato, a parte quelle 3 velocissime fitte.
[#4] dopo  
Utente 632XXX

Iscritto dal 2008
E ho dimenticato anche di rispondere su ECG e sfregamenti, chiedo scusa! Dunque, l'ECG è stato eseguito e c'è scritto ritmo sinusale 80 bpm, asse intermedio, atipie aspecifiche del recupero. Di sfregamenti pericardici il referto non parla e non l'hanno fatto nemmeno i medici, il cardiologo che mi ha fatto il primo ecocardio in PS mi ha auscultata e ha detto che era tutto normale.
[#5] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Per la frazione di eiezione c' è una grande variabilità interosservatore.
Gli esami sono stati fatti evidentemente in posti diversi (il primo riporta come normale una FE >50%, il secondo >55%, il terzo 50-75%) e questo già può spiegare una discrepanza.

Passare da 65% a 75% a 57% negli anni fa sospettare un errore di misurazione. Bisogna anche vedere COME è stata calcolata: ci sono diversi metodi (monodimensionale, bidimensionale monoplano, biplano e triplano) con percentuale di errore diversa.
Ci sono anche variazioni individuali nel tempo, e una modificazione di + o - 5% in esami diversi è considerata normale.

Il primo eco ha misure monodimensionali abbastanza normali (spessori di parete, dimensioni della cavità). Il secondo forse ha sovrastimato un po' la FE. Quello di oggi ha spessori di parete aumentati rispetto agli altri: le misure in diastole sono prese in sequenza (setto-cavità in diastole- parete posteriore) e sta all' operatore decidere dove mettere il misuratore, includendo o no nella parete lo spessore del rivestimento interno del cuore (l' endocardio) con variazioni che possono arrivare anche a 2 mm; e quello che viene aggiunto alla parete viene tolto alla cavità. Se per esempio lo spessore di setto e parte posteriore risultasse in realtà essere 9 invece che 11 mm, e il diametro telediastolico quindi 47 invece che 43, la % di accorciamento risulterebbe 31%.

Non è possibile giudicare a distanza quale esame fosse giusto; ma non si possonoi confrontare esami eseguiti da persone diverse in posti diversi. In base a quello che riporta, mi fido del I e del terzo eco, e penso che il secondo sovrastimi e il quarto sottostimi la FE.

Per quel che riguarda la terapia a scalare, secondo le ultime linee-guida la dose dell' indometacina è di 25-50 mg ogni 8 ore, per due settimane; per sospendere, ridurre di 25 mg al giorno ogni settimana.
Nel suo caso, ha fatto una dose molto bassa (25 mg ogni 12 ore), quindi basta prendere 25 mg una volta al giorno per 3-4 giorni e poi smettere.

Comunque sempre più penso che lei non abbia avuto nessuna pericardite!
[#6] dopo  
Utente 632XXX

Iscritto dal 2008
Grazie infinite per la consulenza e le esaurienti spiegazioni! Sì, a questo punto dubito anche io che si sia trattato di pericardite...domani vedrò il medico di base e presumo che mi dirà anche lei di smettere con il farmaco, che scalerò come indicato dalle linee guida.

A dire il vero più che per la pericardite in sé mi ero preoccupata per la FE, perché prima di inviare la richiesta di consulto avevo fatto una ricerca tra i consulti precedenti e ne avevo letto uno in cui il medico definiva "non brillante" una FE proprio del 57% come la mia e domandava al paziente (anche lui con versamento pericardico posteriore) se era certo di non aver avuto una miocardite che poi avesse interessato anche il pericardio (da cui il versamento). Ad ogni modo per essere sicuri vedrò di ripetere tra un po' di tempo l'ecocardio (magari nell'ospedale universitario della mia città per poter confidare nella maggiore esperienza dell'operatore).

Approfitto solo per un'ultima domanda...tanto per non farmi mancare nulla, ieri sera mi sono procurata uno strappo alla schiena, una cosa minima ma fastidiosa anche nei movimenti più banali della giornata...posso usare il voltaren emulgel (il classico diclofenac all'1%) anche se sto ancora assumento l'indometacina? Sui foglietti illustrativi c'è sempre scritto di non assumere più FANS contemporaneamente ma magari essendo solo un'applicazione topica si può (e la mia schiena ringrazierebbe!)

Grazie ancora per tutto quanto :)
[#7] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
16% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2012
Sì, il Voltaren topico si può usare.
[#8] dopo  
Utente 632XXX

Iscritto dal 2008
Grazie ancora per tutto! Non mi era arrivata la notifica dell'ultima risposta! :)