Utente 888XXX
Buonasera Dottori,
sono una donna di 32 anni, non soffro di particolari patologie e conduco una vita abbastanza sana.
Durante quest'anno ho avuto due episodi, a distanza di alcuni mesi l'uno dall'altro, con caratteristiche molto simili.
Il primo episodio è avvenuto in primavera.
Ero appena rientrata in ufficio dopo la pausa pranzo quando ho avvertito una forte fitta alla pancia, come un attacco di colite; sono andata in bagno ma, nonostante lo sforzo, non mi sono liberata. Mentre salivo le scale per tornare nella mia stanza ho cominciato ad avvertire un senso di debolezza e vertigini e immediatamente dopo un forte senso di nausea. Una volta seduta davanti al pc ho iniziato a sudare freddo e a sentire sempre più intensamente la sensazione di svenire, la vista era annebbiata e anche l'udito era come "ovattato". Sono riuscita a chiamare all'interno un mio collega convinta che sarei svenuta a breve; quando lui è entrato in stanza sono riuscita appena a dirgli che stavo per svenire e che mi veniva da vomitare, lui mi ha avvicinato il secchio dell'immondizia e io ho rimesso. Nel giro di qualche secondo mi sono subito sentita meglio e non ho avuto alcuno strascico.
Il secondo episodio è avvenuto un mesetto fa.
Erano le due di notte ed ero in un pub, ero uscita fuori a fumare una sigaretta e dopo una decina di minuti ho cominciato ad avvertire un forte senso di nausea. Premetto che non avevo bevuto nulla e mi sentivo benissimo.
Man mano che aumentava il senso di nausea ho cominciato anche a sudare freddo, e a sentirmi sempre meno "stabile"; mi sono allontanata per andare in bagno pensando di rimettere ma non sono riuscita ad arrivare alla porta, mi girava tutto, sentivo le voci molto lontane e temevo, come al solito, di svenire a breve.
Per fortuna l'amica che era con me mi ha vista, mi ha fatto sedere e mi ha buttato un pò di acqua sui polsi e dietro la nuca. Piano piano sono tornata in me e sempre nel giro di pochi minuti mi sono ripresa completamente come se nulla fosse.
In pratica, in nessuno dei due casi sono svenuta, anche se ci sono andata molto vicina.
Secondo il vostro parere, questi episodi potrebbero configurarsi come sincopi?
In caso mi consigliate di fare qualche analisi specifica?
In passato ho sofferto di attacchi di panico e attualmente sono ancora in cura con la paroxetina (seppure una dose minima, 10 mg)
Grazie e cordiali saluti

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Dr. Chiara Lestuzzi
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Si definisce sincope solo la perdita di coscienza completa, di solito improvvisa e senza prodromi. Quelle che ha avuto lei sono lipotimie, probabilmente da stimolazione del nervo vago per il dolore addominale.