Utente 388XXX
Buongiorno volevo porre una domanda in seguito ad un fastidio che dura ormai da mesi. Ad aprile di quest'anno ho avuto un senso di pienezza dell'orecchio per cui mi sono recato dall'otorino che dopo visita mi ha risposto che il mio orecchio era sano ma che se avessi voluto stare più' tranquillo avrei potuto fare una rmn encefalo con mdc tanto da tranquillizzarmi. Così ho fatto e ad aprile ho effettuato l'esame completamente negativo. Dietro l'orecchio già da un anno e mezzo avevo un dente del giudizio incluso con sacca di infezione che non mi faceva male ma mi aveva ingrandito la gengiva al che' ho deciso di toglierlo nel mese di maggio. Ad oggi la gengiva non si è ancora rimarginata completamente e soprattutto in quel punto quando passo lo spazzolino da denti mi sanguina leggermente e la avverto più gonfia rispetto alla parte destra. Inoltre da agosto in quel l'orecchio mi è comparso un fischio simile a quando torni il giorno dopo da un concerto, di nuovo il senso di pienezza nell'orecchio e bruciore in alcuni momenti con pizzichi al lato sinistro della testa e dolore in alcuni momenti in un punto preciso proprio della testa. Ho eseguito Tc cone beam nella norma e esame audiometrico anch'esso nella norma . Volevo chiedere se quanto riferisco può essere indagato più specificamente e se può essere riconducibile ad una grave patologia dato che tali sintomi mi incominciano a preoccupare è soprattutto mi sembra peggiorino. Grazie e scusate la lungaggine ma sono in ansia
[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, l’acufene è un problema che, quando insorge , viene sottovalutato: all’inizio spesso concede ampie remissioni spontanee, il paziente è portato a credere che “passi da solo”.
Purtroppo , una brutta volta, non passa più, e diventa un problema serio.
Credo che quello che dicono i Colleghi Otorinolaringoiatri, ai quali si è già rivolto, cioé che "gli acufeni sono la loro tomba" rappresenti in qualche modo la realtà nel senso che si tratta di una patologia molto ostica al trattamento.
Vale forse la pena di prendere in considerazione una possibilità spesso trascurata.
L'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere il problema anche per questa via.
Può trovare qualche notizia in più sul rapporto fra ATM e orecchio aprendo questo link:

http://www.studiober.com/patologie/patologia-dellorecchio/
N.B.: dopo aver aperto il link, deve clikkare su: "continua e apri il sito.."

Purtroppo l'acufene, se non la tomba, è di certo la bestia nera non solo degli Otorinolaringoiatri, ma anche dei dentisti che si occupano di ATM, perché individua un punto di probabile non ritorno di questo aspetto della disfunzione ATM. Anche se l'acufene è monosintomatico , di solito il discorso non vale: è difficile che la disfunzione ATM provochi SOLO un acufene e non altri sintomi.
La invito quindi a considerare se compaiono anche altri sintomi di disfunzione ATM (cefalea, cervicalgia, dolore auricolare e all'ATM, senso di pienezza , rumori articolari con i movimenti della mandibola, vertigini, russare notturno con apnee, ostruzione nasale ecc.), e di valutare la qualità dell'acufene: costante o con momenti di silenzio, intensità sempre uguale o variabile, tempo di insorgenza . Tenga infine presente che il trattamento prevede l’applicazione di una placca intraorale di riposizionamento mandibolare, opportunamente conformata ad hoc, simile ad un bite, da portarsi 24 ore al giorno (pasti esclusi) per un tempo congruo a poter trarre qualche conclusione sull’efficacia di questo trattamento (almeno 6 mesi, ma per l’acufene può essere necessario più tempo). In questi casi è importante valutare il risultato della terapia sugli altri sintomi riferiti, come ad esempio sul senso di pienezza da lei riferito.
Le suggerirei di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1348/Acufeni-e-disfunzioni-dell-Articolazione-Temporo-Mandibolare-ATM
www.studiober.com/pdf/Cefalea_Otite_Cervicalgia.pdf
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[#2] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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Gentile utente,
l'acufene rientra fra i sintomi dei disordini dell'articolazione temporo-mandibolare.
Può avere naturalmente altre origini.

La probematica che lo genera (nei casi che sia di origine orale) è la perdita di altezza dei denti posteriori che determina una compressione dei condili della mandibola.
I condili sono, semplificando, le sfere che collegano la mandibola al cranio, e l'orecchio è subito dietro.

La terapia è in genere uguale a quella di tutti gli altri sintomi della disfunzione che ha ben elencato il collega.

Io la attuo con un riprogrammatore di movimento (sostanzialmente un bite con una forma particolare) da portarsi solo esclusivamente di notte, e da regolare progressivamente mano a mano che solge la sua funzione regolatrice.
Non poche volte la scomparsa dei sintomi (acufeni compresi) è molto rapida.