Utente 606XXX
Gent.mi medici,

dopo un episodio di Tia, ad agosto scorso, durato fortunatamente solo pochissimi minuti senza lasciare alcuna traccia a livello cerebrale (risonanza ed angio negative), mi è stato diagnosticato un aneurisma mobile del setto interatriale. L'episodio si è verificato mentre prendevo l'aspirinetta, ma per altri motivi.

L'ecodoppler transcranico ha evidenziato uno shunt severo con manovra di Valsalva.

Mi è stato suggerita la chiusura con ombrellino del Pfo.

Nel frattempo ho consultato un ematologo specialista in trombosi ed emostasi. Ho eseguito uno studio completo sulla trombofilia dal quale risulto portatrice di doppia eterozigosi per fattore V di Leiden e per variante fattore II. Anche il d-dimero è risultato mosso (780 su massimo di 500).

Alla luce di questi dati, dell'episodio di Tia e del Pfo, lo specialista mi ha consigliato terapia anticoagulante con Coumadin. Terapia che, a suo giudizio, dovrei seguire comunque a vita, a prescindere se mi sottoponga o meno alla procedura di chiusura del Pfo.

La domanda che, però, mi pongo e Vi pongo è proprio questa: dovendo seguire la terapia anticoagulante a vita, è comunque necessario eseguire la chiusura del Pfo? Oppure il coumadin mi dà comunque una copertura tale da poter evitare la procedura?

Grazie anticipatamente per l'attenzione che Vorrete accordarmi.

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Dr. Alessandro Durante
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Cara Signora,
i dati sulla chiusura del PFO sono ancora contrastanti e seppur appaia dagli studi recenti un trend verso una riduzione della recidiva degli eventi con la chiusura credo che la decisione sul da farsi debba essere individualizzata, sia su eventuali altri problemi (come la trombofilia nel suo caso) che sulle caratteristiche anatomiche e funzionali del PFO.
Le consiglierei alla luce del quadro attuale e di tutti i dati acquisiti una rivalutazione da un cardiologo che possa consigliarla ed anzi discutere con lei sul da farsi.

Cari saluti,
Alessandro Durante