Utente 398XXX
Salve, mi chiamo Marco ho 32 anni, figlio di un padre deceduto per infarto all eta' di 35 anni. Sono affetto da ipercolesterolemia. Ho sempre sofferto tachicardia sinusale ma un anno e mezzo fa ho iniziato ad avvertire strani sintomi. Tachicardia ma con polso debole, pre sincope e sudorazione notturna, improvvisa con battiti fino a 200. Effettuo un holter delle 24 ore, non accuso sintomi ma viene diagnosticata tachicardia atriale della cresta terminale. Viene effettuato studio elettofisiologico, esito negativo. A distanza di sei mesi la situazione e' peggiorata. Accuso improvvise sudorazioni fredde sia notturne che diurne, con tachicardia, e non posso compiere alcuno sforzo, se lo faccio, soprattutto nella fase di recupero, parte una tachicardia incessante, battiti sui 100 anche per ore, con sintomi di svenimento ed affanno. Non faccio nessuna cura, assumo totalip da 20 mg e soffro di mal digestione e reflusso ( tachicardia presente dopo ogni pasto. Secondo I dottori che mi hanno sottolpsto allo studio elettrofisiologico, la causa non e' quella elettrica , che nn operano un cuore sanimmo ( non hanno fatto per questo l ablazione) e che al massimo potrei fare una coronarotac (spesso accuso fitte al petto che pero' non aumentano con lo sforzo).
Il mio medico ha detto che lo studio elettrofisiologico per la tachicardia atriale puo' dar un falso negativo e che la coronarotac e' controindicata in caso di tachicardia.
Insomma non so piu' cosa fare, spero di riuscire ad avere qualche consiglio utile.
Cordialmente.

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[#1] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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Considerata anche la familiarità mi sembra opportuno fare un test da sforzo, con cui si potrà documentare che tipo di tachicardia venga scatenata, e valutare se ci sia anche un problema di ischemia inducibile.
Oltre alla statina, comunque, per prevenire una cardiopatia ischemica è molto importante l' attività fisica aerobica da fare con costanza almeno 2-3 ore alla settimana. Attività che suppongo lei non faccia, vista la tachicardia a riposo che riferisce.

Se continuasse ad avere tachicardia nonostante l' allenamento (ci vogliono un paio di mesi per vedere l' effetto), potrebbe provare un trattamento con betabloccanti ( a meno che lei non sia ipoteso) o con ivabradina (per cui non serve più il piano terapeutico).

Quanto alla TAC coronarica, con una frequenza cardiaca elevata effettivamente l' esame non risulta di qualità ottimale.
[#2] dopo  
Utente 398XXX

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Grazie per la risposta...il mio dottore mi ha consigliato il loop recorder interno, secondo lei sarebbe utile?...detto questo, non ho capito cosa significhi non serve piano terapeutico per l ivabradina. Per la prova da sforzo dovevo farne una ma non e' stato possibile per via di tachicardia sopraventricolare 146 btm.
[#3] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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L' ivabradina poteva essere prescritta solo con un piano terapeutico fatto da un cardiologo; da qualche mese questo obbligo è stato tolto e chiunque la può prescrivere come gli altri farmaci, ma molti medici di base non lo sanno. Per questo l' ho specificato.
Il loop recorder è una buona idea se le aritmie sono molto rare. ma nel suo caso in cui sembra che siano frequentissime è molto più semplice fare un normale Holter.
[#4] dopo  
Utente 398XXX

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Bene, un ultima domanda, per tachicardia sopraventricolare cosa s intende, necessariamente atriale o anche sinusale??la ringrazio.
[#5] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
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Tutte le tachicardie che originano prima dei ventricoli (nell' atrio o nella giunzione atrio-ventricolare) sono a rigore sopraventricolari, quindi sono incluse quelle sinusali. Ma generalmente queste ultime vengono specificate come sinusali, e si chiamano sopraventricolari le altre.
Io faccio così, ma non posso escludere che qualcun altro si regoli in modo diverso.