male  
 
Utente 413XXX
Gentili dottori,
avevo quella che consideravo una sana abitudine di lavarmi i denti subito dopo aver pranzato e cenato, adesso invece ho letto su una rivista (e poi anche in rete) che strofinarli dopo aver ingerito cibi acidi (la stragrande maggioranza degli alimenti) danneggia lo smalto dei nostri
denti, scalfendone lo strato sottostante chiamato dentina.
Lo strofinio demineralizza lo strato superficiale dei denti e permette alle sostanze acide di attaccarli in profondità. Ad affermarlo è uno studio dell' Università di Gottingen. La soluzione sarebbe di aspettare circa mezz'ora per dare il tempo ai valori del ph della nostra bocca di ristabilirsi naturalmente.

Su internet: A sostenere che bisognerebbe attendere un bel po’ prima di lavarsi i denti è il dottor Howard R. Gamble, presidente della US Accademia di Odontoiatria Generale, in un’intervista al New York Times dove riferisce che specialmente dopo aver bevuto bibite gassate o aver mangiato cibi acidi, spazzolare i denti prima che sia trascorso un certo tempo può danneggiarli seriamente intaccando ancora più in profondità lo smalto, andando a bruciare o corrodere il livello sottostante chiamato “dentina”.

Secondo il dottor Gamble, l’effetto prodotto dallo spazzolino in realtà anziché rimuovere le sostanze nocive le farebbe penetrare ancora più in profondità, causando in questo caso una più rapida e seria corrosione.

Chiedo: anche voi siete dello stesso parere?
e ......... prima di lavarmi i denti d'ora in avanti farei bene ad attendere almeno mezz'ora?
Grazie


[#1] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio
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Quello che ha letto e' un qualcosa di ormai acquisito. E' necessario aspettare 20 minuti/ mezz"ora dall' assunzione di cibi e bevande prima di spazzolare i denti per consentire alla saliva di "tamponare" l'acidità di molte sostanze contenute in cibi e bevande che risultano dannose per i tessuti duri dentari.

Cordialità
[#2] dopo  
Utente 413XXX

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Grazie per la risposta gentile Dr. Di Iorio,
chiedo scusa però, dopo aver posto la domanda ho continuato a "documentarmi" leggendo in rete e ho trovato un articolo do ve si legge che:
"Spesso se ne sentono di tutti i colori e molti consigli non sempre sono affidabili.
Ad esempio, quello secondo cui prima di lavarsi i denti bisognerebbe aspettare circa mezz'ora per non creare troppi danni allo smalto. Smentisce il falso mito Nicola Esposito, Segretario Nazionale dell'Andi, l'Associazione nazionale dentisti italiani: “Spazzolino, dentifricio e filo interdentale vanno usati subito dopo i pasti, perché sono gli unici strumenti che ci consentono di ridurre i batteri che approfittano dei residui di cibo sui nostri denti per moltiplicarsi. Lo zucchero è un terreno di coltura eccezionale per i batteri. Il rischio di carie dipende proprio da quanto resta attaccato alla superficie. Semmai mezz'ora è il tempo limite per pulire i denti”.

Francamente ho ancora dei punti interrogativi, aspettare o non aspettare?
[#3] dopo  
Dr. Enzo Di Iorio
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Se il dottor Esposito ha condotto studi a riguardo e li pubblicherà avremo tutti noi modo d'imparare. In assenza di dimostrazioni scientifiche il suo e' un parere del tutto personale.
In rete può trovare tutto e il contrario di tutto. La verità il più delle volte e' nel mezzo ( o quasi).
La maggior parte dei pareri e della letteratura riguardo il quesito che lei pone va nella direzione che le ho indicato.
Se chiede a me cosa faccio le dico che dopo aver bevuto una spremuta d'agrumi di certo aspetto un po' prima di usare lo spazzolino pur senza stare con il cronometro alla mano ad aspettare che scocchi il 30' minuto. Probabilmente dopo aver mangiato una bistecca il lavarli subito o dopo un po' di tempo non fa grande differenza.
In sostanza molto dipende da ciò ch si e' mangiato o bevuto e dalla frequenza con cui si ripete una determinata azione.
Un po' di sano buon senso dovrebbe esser alla base di ogni comportamento.
In attesa degli studi del dott. Esposito la saluto cordialmente.
[#4] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente spesso accade che nel mondo della ricerca si pensi non già al vero valore della "scoperta" ma sopratutto all'impatto che questa può dare nei mezzi di informazione di massa, che assicurano più notorietà al ricercatore di quanto non facciano i veri ambienti scientifici.
Bene ha fatto il Dr Esposito, che rappresenta la più importante organo associativo dei dentisti a sottolineare che in buona sostanza alla sua domanda "lavarsi i denti fa male?" va risposto decisamente NO.
I danni da eccesso di igiene sono descritti in varie patologie, ma costituiscono un problema mediamente insignificante rispetto alla devastazione che risulterebbe del fatto che, al contrario, il lettore medio percepisca che, ad esempio, "lavarsi i denti fa male".
La capillare divulgazione dell'igiene orale, che 2 generazioni fa era del tutto trascurata, ha condotto ad un risultato epocale: la scomparsa della carie in vaste aree della popolazione. Oggi, infatti, alla maggior parte dei nostri bambini questa piaga che affliggeva l'intera popolazione fino a non molti anni fa è sconosciuta.
La "scoperta" che spazzolarsi i denti immediatamente dopo aver bevuto una spremuta di agrumi possa essere nociva é corretta, ma che impatto ha nella realtà e nella salute della popolazione? quante volte ciò accade in maniera non occasionale ma costante al punto de provocare davvero i danni che in teoria potrebbero verificarsi secondo lo "scopritore"? Cosa accadrebbe per contro se il lettore distratto recepisse che lavarsi i denti fa male?
Sottolineo che i danni da eccesso di igiene in odontoiatria sono ben altri e ben più frequenti e gravi, legati ad esempio, a manovre di spazzolamento sbagliate, all’uso di spazzolini inadatti e non cambiati al loro deterioramento, il che comporta spesso perdita di attacco gengivale, scopertura dei colletti dentali, loro abrasione e facile attacco del processo carioso.
La soluzione, a mio parere, non sta in grandi enfatizzazioni mediatiche di piccole e banali “scoperte”, ma nella frequenza periodica alle sedute di igiene orale presso il proprio dentista, dove un professionista preparato saprà fornire, oltre alle misure igieniche di base , utili e sufficienti al 99% della popolazione, anche un buon consiglio ad personam a chi pasteggia 3 volte al giorno a coca cola o mangia agrumi tutti i giorni, correndo subitissimo, ancora con l'ultimo boccone in gola, a spazzolarsi vigorosamente i denti.
Tenga conto con raziocinio della "scoperta"del dottor Howard R. Gamble:, ma continui tranquillamente a lavarsi i denti spesso, e sopratutto , segua i consigli del suo dentista.
Cordiali saluti.

[#5] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, ho pensato che avendo lei citato personalmente il Dr Esposito, la cosa migliore fosse dargli la possiboilità di risponderle. Gli ho girato quindi il suo quesito, e questa é la sua risposta, che le giunge mio tramite, più completa ma in fondo non dissimile dalla mia.
Cordiali saluti.

Gentile paziente
la sua domanda del 26 dicembre sull’effetto abrasivo dello spazzolino in seguito ad ingestione di cibi o bevande acide è interessante perché questo argomento è stato oggetto di molti studi pubblicati nella letteratura internazionale. Il suggerimento del Dr. Howard R. Gamble, ex presidente della Academy of General Dentistry (USA) scomparso il giorno di Natale del 2015, e pubblicato anche nell’intervista di Mail Online del 4 Giugno 2012 (Brushing your teeth too soon after meals can seriously damage them , warn dentists) costituisce un serio ammonimento a pazienti e dentisti che, tuttavia, richiede qualche precisazione. Il danno reale, sebbene non chiaramente riportato dall’intervista al dr. Gamble, è probabilmente costituito dall’usura dei denti (dental wear), cioè dalla perdita reale di massa del tessuto duro in seguito allo spazzolamento dopo i pasti. Secondo Martin Addy, oggi Professore emerito dell’Università di Bristol (UK), presso la Scuola di “Oral and Dental Sciences“, il “dental wear” non è ascrivibile alla “sola” abrasione esercitata dallo spazzolamento con dentifricio in condizioni normali: lo smalto, infatti, non viene attaccato, mentre la dentina viene abrasa solo modestamente ed in maniera proporzionale alla capacità abrasiva del particolare dentifricio usato. L’abrasione non è, tuttavia, l’unico processo usurante, poiché i denti sono sottoposti anche all’attrito (“attrition”), cioè alla perdita progressiva di tessuto duro determinata dalla masticazione e dal digrignare i denti, ed all’erosione, cioè alla solubilizzazione dei denti per attacco acido. Secondo la stessa fonte l’abrasione determinata dallo spazzolino aumenta il “dental wear” innescato dall’erosione acida e i dati disponibili indicano che l’erosione e l’abrasione agiscono additivamente, se non sinergicamente, sulla perdita di tessuto. Questo marcato aumento di suscettibilità allo spazzolamento dopo esposizione agli acidi può essere spiegato col processo di rammollimento che finisce per facilitare la reale perdita di massa (Addy M Tooth brushing, tooth wear and dentine hypersensitivity – are they associated? International Dental Journal 2005, 55, 261-267). L’accoppiamento esposizione acida-spazzolamento (erosione-abrasione) pone quindi il problema della tempistica dello spazzolamento rispetto al consumo di pasti e “snaks”. Secondo Addy, il miglior suggerimento è quello di utilizzare lo spazzolino prima dei pasti e probabilmente non dopo. Tale suggerimento non è tuttavia condiviso da Domenick Zero (Director of the Oral Reserach Institute and professor of Preventive and Community Dentistry at the Indiana University School 0f Dentistry. Indianapolis USA) che raccomanda di non usare lo spazzolino “immediatamente prima” di un’esposizione acida, tipicamente rappresentata da una bevanda acida, per non rimuove la pellicola acquisita che conferisce al dente protezione contro l’erosione: lo spazzolino, specialmente se usato con dentifrici molto abrasivi (per esempio sbiancanti), rimuoverebbe completamente la pellicola. Secondo gli stessi AA. si deve evitare anche l’uso dello spazzolino subito dopo l’esposizione erosiva per le stesse ragioni viste sopra e cioè per la maggior suscettibilità dello smalto, che rimane rammollito per oltre un’ora, all’usura meccanica abrasiva (Zero DT, Lussi A. Erosion-chemical and biological factors of importance to the dental practitioner. International Dental Journal 2005, 55, 285-290). Ci sembra che alcune osservazioni, riportate di seguito, possano contribuire a ridimensionare e soprattutto precisare, questi suggerimenti, peraltro espressi da autorevolissime fonti.
a) Pochissimi, o nessun esperimento, riportato in letteratura è ottenuto da prove “ in vivo”
b) L’esposizione acida erosiva (erosive challenge) è ottenuta dai vari Autori attraverso un’esposizione relativamente prolungata ad acidi , peraltro largamente utilizzati nel settore alimentare, quali l’acido malico, l’acido fosforico o l’acido citrico . Tali condizioni, relativamente estreme, non si verificano sempre e neppure con grande frequenza.
c) Il livello di acidità non è lo stesso per tutti gli alimenti : molte bevande, come i succhi di frutta o il tè freddo, hanno valori di pH intorno a 3, inferiori alla stragrande maggioranza degli altri alimenti. Per chi desideri approfondire in modo analitico, questo argomento si segnala la pubblicazione , disponibile online Approximate pH of food and food products ( US Food and Drug Administration (FDA) (http://www.cfsan.fda.gov/-comm/lacf-phs.html).
Si può così verificare che l’esposizione acida erosiva non è associata al consumo di ogni cibo, ma solo ad alcuni.
Altro elemento importante per la valutazione del potenziale acido erosivo di un alimento, solido o liquido, è la sua facilità ad essere neutralizzato, cioè la sua capacità tamponante: il tè freddo, ha pH 3.0, esattamente come il succo di mela, ma richiede quantità di sostanze neutralizzanti 3 volte inferiori per tornare ai valori di pH ( 6.5-7.0), innocui per l’erosione, propri della saliva. Ciò significa che il basso potere tamponante del tè rende l’azione neutralizzante della saliva 3 volte più efficace rispetto al succo di mela.
d) La demineralizzazione del dente è solo proporzionale all’acidità dell’insulto erosivo, ma anche alle concentrazioni di Calcio e di Fosfati liberati dall’erosione del dente (decalcificazione e defosfatazione). Lo Yoghurt di arancio libera dai denti concentrazioni di Fosfato e di Calcio rispettivamente 430 e 53 volte superiori a quelle del tè freddo. Un modo di limitare questo tipo di demineralizzazione è di aggiungere calcio e fosfati alle bevande erosive: nelle prove “in vitro” piccole aggiunte di sali contenenti questi elementi alle bevande, anche senza modificare il pH, si sono dimostrate sufficienti a ridurne di molto il potenziale erosivo “ in vitro”.
e) I fattori biologi capaci di modificare i processi erosivi dipendono anche da fattori individuali quali la composizione della saliva, cioè dalla sua capacità tamponante, dal la velocità di flusso salivare non stimolato, dalla composizione e dalla struttura del dente e dalla sua anatomia ed occlusione e perfino dal modo di deglutire.
f) Il pH del Dentifricio è un altro elemento estremamente importante - Dentifrici con valori di pH bassi, intorno a 4, possono essere considerati, in genere, maggiormente erosivi di quelli a pH 7, o superiore a 7 . Questi ultimi inoltre, proprio in virtù del loro pH, possono aiutare la neutralizzazione dell’insulto erosivo acido subito precedentemente dai denti.
E’ evidente che sia molto difficile, considerando il dental wear come un evento multifattoriale e complesso , fornire regole sicure per la sua prevenzione senza incorrere nel rischio di suggerire metodi che possano essere considerati esagerati od inutili per i singoli individui. Consultare il proprio dentista per verificare clinicamente la suscettibilità individuale all’erosione ed ottenerne i suggerimenti individualmente più calibrati, sembra essere il suggerimento più efficace.
In termini generali, alcune Istituzioni, quali British Dental Health Foundation e International Dental Health Foundation hanno pubblicato e raccomandato alcune sagge regole preventive (Oral treatments and Dental Health . Mouth conditions. Dental Erosion. The British Dental Health Foundation 2016).
- Limitare il consumo di bevande frizzanti o gassate al momento dei pasti, in modo da ridurre il numero di attacchi acidi ai denti.
- Bere rapidamente, senza mantenere a lungo la bibita in bocca oppure usare una cannuccia per evitare un contatto prolungato con i denti
- Finire il pasto con formaggio o latte per eliminare l’acidità
- Masticare del Chewing Gum dopo i pasti: aiuterà l’aumento del flusso salivare che neutralizzerà la reazione acida da parte dei cibi.
- Aspettare almeno un’ora per lavarsi i denti dopo aver mangiato o bevuto alimenti acidi. Ciò consentirà al dente il tempo di completare il processo di rimineralizzazione del dente.
- Spazzolare i denti come ultima operazione della giornata ed almeno un’altra volta durante il giorno.
Altri suggerimenti utili sono:
- Impiegare un collutorio rimineralizzante al Fluoro o neutralizzante (bicarbonato di sodio - backing soda) dopo un’esposizione erosiva.
- Evitare l’impiego di dentifrici con pH basso o con alto potere abrasivo.
- Prendere in considerazione il consumo di bevande con ridotto potere erosivo in luogo di quelle convenzionali.