Utente 845XXX
Gent.mi Dottori, ho deciso di porre anche a Voi un quesito che ultimamente mi tormenta. Sono un ragazzo di 34 anni, un caso atipico a detta della stragrande maggioranza dei medici ( e sono tanti, purtroppo) che negli ultimi anni mi hanno visitato e curato. La mia anamnesi è la seguente: nell' 86 ( all' età di 12 anni ), manifestai un' allergia ai pirazoloni e derivati, allergia che si manifesta con la sindrome di Stevens-Johnson. Il problema è che il pediatra di allora non capì di che si trattava cosicchè l' allergia si manifestò 4 volte ( ogni volta in forma esponenziale ), finchè una dermatologa si disse certa di aver capito aggiungendo che il quinto episodio potrebbe per me essere fatale... Negli anni immediatamente successivi subii n.4 casi di invaginazione intestinale, risolti fortunatamente senza intervento chirurgico. Nel 1994 fui operato di varicocele bilaterale e fissaggio testicoli bilaterale. Nel 1996 mi ammalai di mononucleosi: 23 giorni consecutivi di febbre oltre i 39°, anche in quel caso il medico non capì chi che si trattava e mi imbottì di antibiotici che succesivamente seppi non essere per niente utili trattandosi di un virus. Avevo la milza talmente gonfia che rischiava di scoppiare e dovetti stare n.2 mesi a riposo assoluto. L' anno successivo, ogni n.2 mesi di calendario, mi sorbivo 3 o 4 giorni di febbre a 39°-40°. Nel 2003 fui colpito da prostatite attiva, una volta guarito fui operato di stenosi uretrale perchè iniziai ad aver problemi nella minzione. Problemi che non cessarono con l' intervento di stenosi e che, dopo circa 4 anni di esami e visite, mi portarono ad essere operato di neuromodulazione sacrale nel 2007. Nel frattempo, nel 2004 mi fu riscontrato un reflusso gastroesofageo che curo a tutt' oggi con una pastiglia al dì di esomeprazolo e nel 2005 mi furono rilevate 2 lievi insufficienze cardiache che, ad oggi, non destano preoccupazione. Adesso credo di avere le difese immunitarie di un criceto ( permettemi la battuta per favore ) perchè ad ogni starnuto di un familiare o di un collega vengo colpito da febbre, mal di gola e mal di testa. E' da settembre u.s., ad esempio, che mi arrabatto con influenza e raffreddore ( adesso ho la febbre a 38°). Il quesito che mi tormenta è: tutti i miei guai possono dipendere dalla mononucleosi? Un dottore, prima dell' intervento di neuromulazione sacrale, mi disse che sì, potrebbe esserci una relazione. Ultimamente soffro anche di gocciolamento post-minzionale e dal 2006 (quasi dimenticavo di dirVelo) sono allergico all' Aspirina ( mi provoca un' orticaria acuta paurosa...). Tutti questi problemi possono essere il principio di una patologia ben più grave, invalidante o peggio? Cosa posso fare per non ammalarmi ad ogni starnuto altrui? Vista la lunghezza del messaggio spero che siate ancora svegli ( permettetemi anche questa...) e Vi ringrazio anticipatamente per le risposte che con fiducia attendo. Ogni Vostro consiglio sarà per me importantissimo.
Grazie

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[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
La mononucleosi e' una malattia infettiva e quindi l'esperto in merito e' piu' l'infettivologo. Il virus si incorpora nel genoma dei linfociti e si replica con loro, quando i linfociti, facendo il loro mestiere, vanno in proliferazione controllata per rispondere alle infezioni.

In alcuni casi la risposta indotta dal virus nei linfociti e' cosi' violenta che causa una perdita della capacita' di controllo della proliferazione linfocitaria e la' dove il virus ha attaccato (in gola) si formano tumori (linfoma di burkitt e carcinoma nasofaringeo).

Fin qui la scienza.

Da qui in poi iniziano le suggestioni sul virus elusivo, sul virus imboscato, sul virus infiltrato che siccome non si sa esattamente e puntualmente cosa fa, ma -come da ricerche biologiche- qualcosa sicuramente fa ed e' associato a una serie di anomalie immunologiche, allora puo' essere accusato in modo presuntivo di ogni danno, specie se per quel danno non abbiamo spiegazioni migliori. Non a caso se ne sono prontamente impossessati i medici "alternativi".

Potrebbe essere stato il virus briccone? Certamente, manco chiedere, in medicina la domanda "E' possibile che...?" ha sempre una risposta affermativa.

Rispondo a lei per informare tutti che, a seguito di una serie di fatti interni a questo sito, che attengono piu' alla sociologia della medicina che alla pratica terapeutica, la mononucleosi e' ormai un argomento (scusi il francese) sputtanatissimo ed esistono grosse ritrosie a ritornarci sopra per discuterlo.

Per favore non chiedeteci piu' la mononucleosi, leggetevi la monografia di Baraldi e quinci sian le vostre viste sazie.

Il suo caso e' molto complesso e allo stato correlarlo con una e una sola infezione virale giovanile, oltretutto comunissima, e' possibile, ma su base puramente congetturale e senza supporto di evidenze.

[#2] dopo  
Utente 845XXX

Iscritto dal 2008
Gent.mo Dott. Bianchi, la ringrazio per il tempo da Lei dedicato a rispondere al mio quesito.
Mi permetta di farLe notare, però, che prima di postare il mio messaggio ho letto tutti i consulti inerenti la mononucleosi senza trovare una, dico una, risposta che potesse in qualche modo essere equiparata al mio caso.
Il mio caso, come da Lei specificato, è molto complesso e mi creda se Le dico che non è facile vivere in queste condizioni, con tutti i problemi che Le ho elencato nel post originario a condizionarmi la vita di tutti i giorni e con il tarlo nella testa che mi fa pensare: " e adesso, quale sarà il prossimo? ".
Questo per dirLe che la mia richiesta di chiarimenti riguardo le possibili conseguenze della mononucleosi non sono riconducibili ad una morbosa curiosità personale, ma sono piuttosto il sintomo di un malessere generale che cerca qualche "spiraglio" di luce per capire e farsene una ragione.
Questo "spiraglio" dovrei forse chiederlo al mio meccanico, alla mia panettiera sotto casa, o è più giusto porre la domanda ad un medico?
E quale occasione migliore che sfruttare le potenzialità della rete e di questo sito a dir poco eccezionale?
Inoltre dal Suo sfogo non ho avuto una risposta per me fondamentale: posso fare qualcosa per aumentare le mie difese immunitarie, ormai palesemente in difficoltà a detta anche del mio medico curante?
Concludo sottolineando il fatto che credo fermamente nella Medicina Ufficiale, ho enorme rispetto verso i medici come Lei che svolgono secondo me una passione,e non un lavoro, e mai, dico mai, mi sono rivolto o mi rivolgerò ad un medico "alternativo".
La ringrazio nuovamente e spero di aver chiarito, per non essere più frainteso, la posizione in merito al quesito da me formulato.

Cordiali Saluti
[#3] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
1) la monocucleosi di dieci anni fa, alla luce delle conoscenze condivise dalla medicina ufficiale, non puo' spiegare le sue patologie, peraltro scorrelate fra loro, e se anche le spiegasse, non conosco una cura che "eradicando l'EBV", togliesse la terra sotto i piedi alle altre patologie. Puo' darsi che raffreddori, gastriti, anomalia neurologica abbiano una causa comune, ma dubito sia l' EBV.
Lei perche' ha pensato proprio a quello?

2) "alzare le difese immunitarie" e' un modo di dire, ma non esiste un farmaco che alza o abbassa il livello come girando la manopola. Questo perche' la difesa dalle infezioni non passa per un meccanismo solo ma attraverso la cooperazione di neutrofili, monociti, linfociti, IgG (G1, G2, G3, G4) IgM IgA, midollo, tessuto linfatico associato alle mucose ecc. ecc. e di cose che possono andar storte ce ne sono tante. Occorre individuare -se c'e' se se si riesce- il singolo problema e vedere se si riesce correggerlo (es. citokine per stimolar ei granulociti midollari). Altrimenti se il problema sono le infezioni, si dice a uno di stare riguardato e se poi le infezioni arrivano lo stesso, si curano mano a mano che arrivano, il che e' comunque un passo avanti rispetto a quando di infezioni si moriva.

I farmaci cosiddetti "immunomodulanti" sono spesso vaccinazioni occulte e la stimolazione con citokine delle linee cellulari si fa quando uno e' in odor di aplasia, non per i raffreddori.