Utente 397XXX
salve dottori vi porgo una domanda alquanto vaga e forse superficiale ma voglio togliermi un dubbio. Oggi girando per la mia città un ragazzo diversamente abile (chiaramente e inconfondibilmente affetto da ritardi mentali) mi si siede senza apparte vicino e nel parlarmi mi mette un braccio sulle spalle (portava il giacchetto) e comincia a parlarmi a 20 forse 15 CM dal viso . sono abbastanza sicuro che non mi abbia (scusate il termine colorito) sputacchiato ne sulla bocca ne sul viso. Ora, detto questo, la domanda è...in caso mi abbia "sputacchiato in faccia e non me ne sono accorto o il semplice alito... Può esser stato veicolo di qualche germe o qualsiasi cosa che possa avermi "infettato" di qualcosa di grave? lo stesso giacchetto che mi ha toccato può essere un vettore? dato che poco dopo mi sono grattato il viso e la bocca con la manica del mio giacchetto? Scusate la domanda apparentemente esagerata...spero possiate rispondere al piu presto.
[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Salve,
io al posto suo mi vergognerei a porre una domanda del genere solo perchè il ragazzo con cui ha parlato e che le ha toccato il giubbino è un "diversamente abile"!
Si è posto il problema se non abbia potuto trasmettergli Lei qualche malattia toccandolo e parlando con lui. Il fatto che lei sia "normalmente abile" non la qualifica necessariamente come un soggetto che è incapace di trasmettere malattie.
L'unica attenuante a questa domanda, dal sapore discriminatorio, è che lei è affetto da un D.O.C. per il quale è necessario rivolgersi a uno specialista.
Arrivederci,
Caldarola.
[#2] dopo  
Utente 397XXX

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Dottore io sinceramente tutto questo retrogusto di discriminazione non lo vedo. Forse non dovevo scendere a particolari dicendo che era un diversamente abile ma era per giustificare o per render più chiaro il perchè si sia creata una situazione simile. Per quanto riguarda la D.O.C. probabilmente ha ragione perchè ogni settimana vado da uno psicologo per mettere un freno alle mie paranoie. Naturalmente la domanda sarebbe stata uguale se fosse successo con uno sconosciuto qualsiasi. La mia domanda è stata posta perchè le condizioni igieniche di quest'ultimo erano rivedibili (se si può così dire) ma non per la sua disabilità...da un punto di vista oggettivo. Lo conosciamo tutti nel mio paese frequenta sempre la piazza. La sua risposta sarebbe stata oltre che utile in questa situazione ma anche educativa per un futuro.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Caldarola
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Ascolti,
spesso cercare di rigirare le frittate rende la situazione ancora peggiore.
Lei ha esordito con il termine di "ragazzo diversamente abile" cioè handicappato e affetto da ritardo mentale.
Che lo conosciate tutti nel paese è faccenda che non mi interessa.
Può essere che non si lavi o che si lavi poco e che non abbia un odore gradevole.
Anche questa è umanità che merita rispetto e aiuto inteso a migliorare le proprie condizioni.
Se arriva in P.S. un "barbone" perchè sta male e puzza, non lo si rimanda indietro dicendogli "sei una potenziale bomba biologica"!
Io spero che lei non sia Cattolico, anche se avrebbe l'attenuante di una malattia, il D.O.C., che farebbe bene a portare all'attenzione anche di uno psichiatra per una terapia farmacologica idonea.
Cosa vuole che le risponda che non ha rischiato nulla perchè in effetti non ha rischiato nulla? Non ha rischiato nulla!
Sa che rischia molto di più quando prende i mezzi pubblici affollati?
Evito di elencarle le malattie che rischia e che noi tutti rischiamo.
Stia a sentire: non aspetti a curarsi, anche farmacologicamente, perchè diversamente la qualità della sua vita sarà molto scadente.
Buon lunedì,
Caldarola.