Utente 398XXX
Gentili Dottori ortopedici o neurologi,

da diversi anni soffro di un dolore notturno (ma non necessariamente) localizzato D8-D9-D10, che compare dopo circa 4-5 ore di posizione orizzontale, sia supina che in decubito laterale. Il dolore, di tipo lancinante, si diffonde con scosse dolorose lungo le costole anteriori, migliora assumendo la posizione verticale e tende a scemare con il trascorrere della giornata.
Dalle radiografie risulta una lieve inversione del rachide cervicale e una lieve cifosi dorsale.
Io soffro di iperlassità legamentosa generalizzata e di spondiloartite e vorrei sapere se la posizione orizzontale può accentuare eventualmente una instabilità vertebrale, provocando così uno stress della articolazione con conseguente dolorabilità delle radici nervose. Se si, potrebbe essere utile un tutore da indossare solamente la notte?
Ovviamente varie cure osteopatiche, farmacologiche e fisioterapiche sono risultate fallimentari, e il busto notturno sarebbe la mia "ultima spiaggia".
Vi ringrazio anticipatamente per una eventuale risposta.
Saluti
Veronica
[#1] dopo  
Dr. Konstantinos Martikos
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E sicuramente difficile, se non impossibile, offrire dei consigli precisi per via telematica soprattutto quando si tratta di quadri sintomatologici cronici, già valutati e trattati in ambito medico e fisioterapico. In linee generali e nella mia esperienza personale (senza preciso riferimento al suo caso), un quadro sintomatologico cronico che non trova beneficio dalle cure precedentemente eseguite potrebbe essere affrontato mediante eventuali approfondimenti diagnostici strumentali (ad esempio una risonanza magnetica) e provvedimenti terapeutici di natura diversa da quelli già eseguiti. Tali provvedimenti diagnostico-terapeutici possono essere definiti nell’ambito di una visita specialistica.
Sicuramente non si può parlare di "instabilità vertebrale" come ipotesi diagnostica generica. L’instabilità vertebrale, almeno in ambito chirurgico vertebrale, rappresenta un quadro radiografico ben preciso e si definisce dalla presenza di traslazione (oltre 2 mm) ed angolazione (oltre 10°) tra due vertebre adiacenti nelle radiografie eseguite in flessione ed estensione ed è maggiormente frequente nel tratto lombare e cervicale rispetto al tratto toracico dove può avvenire in condizioni particolari (fratture o lussazioni, lassità ligamentosa patologica, esiti post-chirurgici, ecc). Di conseguenza, l'utilizzo di un eventuale tutore dovrebbe essere valutato nell'ottica di un eventuale quadro muscolo-tendineo piuttosto che di un'instabilità vertebrale franca e sempre dietro consiglio e prescrizione medica.

[#2] dopo  
Utente 398XXX

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Gentile Dottore, la ringrazio per la Sua risposta. In effetti io avevo pensato ad una instabilità della colonna proprio perché ho una iperlassità ligamentosa patologica, tanto che degli specialisti stanno valutando una diagnosi differenziale per la Sindrome di Ehlers Danlos.
Nessuno però, prima di lei, mi ha mai informato circa la necessità di effettuare le rx della colonna in flessione ed estensione: le ho sempre eseguite in postura naturale.
In effetti il dolore si accentua a livello degli spazi D8-D9 e D9 -D10 proprio quando inarco e curvo la schiena.
A questo punto mi domando quale sia lo strumento giusto per riconoscere uno specialista in colonna vertebrale da un ortopedico generale. A chi mi devo rivolgere?
La ringrazio ancora del suo consiglio, pur nella consapevolezza che è molto difficile dispensare pareri medici senza la valutazione del paziente!
Cordiali Saluti
[#3] dopo  
Dr. Konstantinos Martikos
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Può scegliere lo specialista a cui rivolgersi tramite consiglio del suo medico Curante o altri medici, tramite consiglio di amici e conoscenti o valutando i curriculum dei vari specialisti.
Cordiali saluti