Utente 248XXX
Gentile Dottore, mio padre di 79 anni affetto anche da aritmia, il 10 dicembre è stato ricoverato per un pneumotorace spontaneo dovuto ad enfisema bolloso. Dopo drenaggio toracico e due infiltrazioni di sangue per chiudere il buco nel polmone, la situazione è lentamente migliorata ( nel frattempo si era anche gonfiata la faccia , tipo omino michelin, perché l aria è salita sottopelle) e dopo 20 giorni di ospedale è stato dimesso il 31 dicembre. Dal 31 dicembre ha contratto una bronchite acuta, i medici ci hanno suggerito di prendere x 5 giorni antibiotico e fare aerosol di clenil e fluibron. La tosse però non passa ed è molto grassa, ma mio padre non riesce ad espettorare il muco. Dobbiamo continuare con l areosol ? È il caso di farlo vedere da un pneumologo? Mio padre sta anche facendo la ginnastica respiratoria , soffiando con un tubo in una bottiglia con dell acqua , ma la tosse sembra aumentare. Infine il 7 gennaio ha tolto i punti dal buco del drenaggio toracico, ma la ferita continua a produrre molta fibrina gialla, i chirurghi che lo hanno curato dicono che non ce da preoccuparsi e va tutto bene, ma cosa dobbiamo fare con questa fibrina? Va rimossa dalla ferita ? per quanto tempo continuerà a spurgare? Quando dobbiamo allarmarci? Infine i medici ci hanno consigliato di fare inalazioni solfuree con acqua di Tabiano ( abbiamo in casa il diffusore specifico) ma le inalazioni vanno fatte ora o una volta passata la bronchite e la tosse? Grazie mille per la gentile risposta

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[#1] dopo  
Dr.ssa Maria Letizia Vita
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Suo padre probabilmente ha un enfisema bolloso che gli ha provocato questo pneumotorace con perdita aerea che si è manifestata con la presenza di aria nei tessuti sottocutanei e conseguente rigonfiamento.
La presenza di fibrina non è l'indice che ci sia un'infezione, anzi è frequente nel punto in cui era stato introdotto il drenaggio. Basta mettere acqua ossigenata sulla ferita e se diventerà infetta se ne accorgerà perchè noterà un rossore intenso, associato a calore e sensazione di dolore che suo padre riferirà.
Altro discorso sono le tosse ripetuta con muco che suo padre deve necessariamente riuscire ad espellere .Le consiglio se non ci sono controindicazioni, di contattare il suo curante per verificare la possibilità di introdurre dei mucolitici, al fine di sciogliere ulteriormente le secrezioni che accumulandosi nel polmone possono provocare delle infezioni. È molto importante che sia ben idratato ed molto utile in questi casi la fisioterapia che suo padre puó fare anche a casa.
La visita pneumologica è comunque necessaria per curare la patologia in atto e soprattutto per prevenire episodi flogistici ricorrenti.