Utente 215XXX
Buonasera, sono un ragazzo di 37 anni e in questo momento non pratico sport.
Da settembre ho un un dolore all'anca destra .
Inizialmente comparso in zona glutea, successivamente in zona laterale e inguinale.
Eseguita RX , con esito negativo , su indicazione del mio medico di famiglia ho effettuato ciclo di tecaterapia , manipolazioni fasciali , esercizi di stretching con scarso successo.
Mi sono rivolto cosi ad un medico ortopedico che all'esame obbiettivo non ha riscontrato nessuna patologia all'anca. Ha ipotizzato bosite o sindrome del tensore della fascia lata. Ha posto indicazione per una risonanza magnetica.
Porgo alla vostra attenzione l'esito dell'esame diagniostico appena eseguito :
" Entesite inserzionale del grande trocantere , in assenza comunque di distensione bursale con versamento peritendineo , aspetto ispessito dei tendini.
Regolare la testa femorale , senza alterazioni del profilo corticale nè irregolarità edematose ossee.
Iniziale osteofitosi del tetto acebolare , soprattutto rappresentata sul versante posteriore, riduzione della rima articolare soprattuto posterioremente , sede di conflitto.
Attuale scarso versamento articolare .
Regolare il trofismo della muscolatura glutea e adduttoria. "

Con fiduci attendo un vostro parere sulla terapia indicata in tale caso.
grazie mille.
Marco
[#1] dopo  
Dr. Andrea Angelini
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Gentile utente.
Dal referto della RMN sembra trattarsi di una entesite in corrispondenza del gran trocantere. Questo tipo di patologia è legata ad un sovraccarico o sforzi che hanno determinato una infiammazione dell'inserzione del muscolo gluteo in quella regione (ed è compatibile con la clinica che descrive).

Dovrebbe essere molto facile identificare il punto maggiormente doloroso, dove consiglio di effettuare una infiltrazione locale (ripetibile dopo 7 giorni) di cortisonici e lidocaina, in assenza di allergie o controindicazioni.

Occorre evitare sollecitazioni (yoga, contrazioni muscolari prolungate, dormire sul lato affetto) per almeno 15 giorni.

Non ritengo che tecarterapia o altre terapie fisiche locali siano efficaci, così come terapie antinfiammatorie per via orale.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 215XXX

Iscritto dal 2011
grazie per la risposta.
Nel frattempo mi sono recato da un ortopedico il quale con tutti gli esami alla mano e dopo aver raccontato a lui di aver fatto nella zona del trocantere ( LASER-TECAR-ONDE D'URTO ) senza risultati ha ipotizzato che questo dolore possa derivare dalla schiena e mi ha prescritto una cura di cortisone per via orale per 21 giorni partendo con la prima settimana con 16 mg al giorno a scalare.
Ho gia fatto 7 giorni di cortisone ma non ho riscontrato nessun beneficio.
Secondo lei se il cortisone per via orale non è in grado di arrivare a curare la mia patologia ma serve delle infiltrazioni in locali ?
[#3] dopo  
Dr. Andrea Angelini
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Di solito il problema è legato ad una vascolarizzazione insufficiente a livello dell'inserzione tendinea, e per mia esperienza, una terapia cortisonica per via orale deve essere prolungata (appunto circa 3 settimane) con possibili effetti collaterali sistemici. Può essere valida se il problema deriva dal rachide (ad esempio una infiammazione in sede di ernia discale), ma insufficiente se si tratta di enterite del gran trocantere.

Se ha eseguito una RMN del bacino, non è possibile visualizzare il rachide lombare, tuttavia dalla descrizione del radiologo ritengo che si debba considerare in prima ipotesi la patologia infiammatoria in quella sede (dato che è repertata all'imaging) prima di avanzare altre ipotesi.
Cordiali saluti