Utente 299XXX
Gentili Dottori,

ho un ascesso provocato da fistola sacrococcigea. Nel giro di 5 mesi si è formato tre volte l'ascesso, la terza volta (cioè ora) l'ascesso è molto piccolo e non ha provocato dolore ne' alcun fastidio. Ho consultato diversi medici, tutti con pareri discordanti. Al momento sto seguendo i consigli del mio dermatologo, cioè temporeggiare ed aspettare che la situazione si stabilizzi prima di vedere il da farsi, in base anche alla recidività dello stesso. In questi 5 mesi infatti è come se non si fosse mai disinfiammato del tutto. L'ascesso si è sempre rotto autonomamente, tuttavia stamattina, dopo essermi procurato bisturi, garze e betadine (tutto rigorosamente sterile) ho effettuato una piccolissima incisione nello stesso punto in cui è sempre fuoriuscito il pus, in realtà è bastato sfiorarlo. Questa volta è fuorisuscito esclusivamente sangue, forse misto a pus, ma in quantità molto minore rispetto alle altre volte.

Chiedo consulto per il seguente motivo: quando il foro risulta essere troppo piccolo per inserire all'interno una garza, non è possibile effettuare il drenaggio come si deve? Il drenaggio si può fare solo attraverso incisione o esiste anche un altro metodo che permetta di inserire la garza all'interno del foro?

Ciò che sto facendo attualmente è iniettare, con una siringa sterile, dell'acqua ossigenata all'interno dell'ascesso per disinfettare la cavità interna.
Il tutto in completa autonomia essendo uno studente di medicina al primo anno, fuori sede.

Dolori atroci che a nessuno auguro di infliggersi autonomamente.

Vorrei dei consigli sui procedimenti che sto utilizzando. Oltre ad una risposta al suddetto quesito.

Cordialmente

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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CON I LIMITI DI UNA VALUTAZIONE A DISTANZA

Gentile Utente (futuro collega),
intanto Le sconsiglierei di trovare soluzioni autonome: per quanto l'incisione di un ascesso sia una procedura molto semplice, risulta estremamente difficoltoso praticare su stesso una incisione sufficientemente ampia che sia in grado di garantire il corretto drenaggio: l'apertura deve essere AMPIA e va posizionato uno zaffo.
L'applicazione di borsa calda è un rimedio molto efficace al fine di ottenere la completa evoluzione della suppurazione.
Terminata la fase acuta Le consiglio vivamente di rivolgersi a un Chirurgo (che è lo Specialista di riferimento) per il definitivo trattamento della fistola.
[#2] dopo  
Utente 299XXX

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Gentile Dottor Piscitelli,

innanzitutto La ringrazio per la celere risposta. Ho fatto le cose in autonomia solo per una questione di "emergenza", sicuramente quando tornerò a casa mi farò visitare da uno specialista. Sono sotto esame e non volevo sacrificare una mattinata di studio.

Ne approfitto per chiarirmi qualche dubbio (con i limiti di una valutazione a distanza come ha, giustamente, specificato).

Il mio dermatologo, quando l'ascesso si è formato per la secondo volta, mi sconsigliò di agire con intervento in quanto, a suo parere, è sempre meglio aspettare e "sperare" che lo stesso guarisca autonomamente.

Tuttavia, essendosi infiammato 3 volte nel giro di 5 mesi, è necessario, secondo lei, l'intervento?

E' più efficace il metodo chiuso o aperto?

Inoltre, su internet, ho letto di un ulteriore metodo mini-invasivo cd tecnica EPSIT. Tale metodo annulla i disagi post operatori che invece sono classici dei metodi tradizionali. Pare, inoltre, che questo metodo venga utilizzato solo al San Camillo di Roma da un medico in particolare. Tuttavia non mi fido molto di ciò che leggo su internet, e spesso alcuni medici sono solo più bravi a "vendersi" rispetto ad altri (parere personale).

Lei ne ha mai sentito parlare di questa tecnica?

Cordialmente







[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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"Il mio dermatologo, quando l'ascesso si è formato per la secondo volta, mi sconsigliò di agire con intervento in quanto, a suo parere, è sempre meglio aspettare e "sperare" che lo stesso guarisca autonomamente. "

L'ascesso guarirà sempre, ma la condizione tornerà a ripresentarsi finché non verrà rimossa la causa, che è rappresentata dalla cisti coccigea fistolizzata.

A fenomeni infiammatori regrediti va sempre tentata la chiusura per prima intenzione.

Non ho personale esperienza della metodica che descrive.