Utente 675XXX
Gentile Dottore, a mio padre 80enne (cardiopatico infartuato di vecchia data e diabetico di tipo 2 insulinodipendente) era stato prescritto il tareg 80 (nel perieodo estivo tareg 40) per il controllo dell'ipertensione. Ultimamente gli è stato sostituito con il Triatec ritenendo che quest'ultimo abbia un effetto protettivo maggiore nei confronti del cuore. Il dosaggio del Triatec varia dai 2,5 mg.in estate, dove la pressione si abbassa notevolmente, agli attuali 5 - 7,5 mg. necessari in questo perieodo dell'anno.
Tuttavia in concomitantaza col maggior dosaggio si sono verificati episodi di ipoglicemia lontano dall'iniezione di insulina (Humulin R) e dall'assunzione del Triatec. Tali episodi non si erano mai verificati prima ed io ho letto sul bugiardino che tale farmaco potrebbe portare a situazioni del genere.

Domnada: visto che col dosaggio minore di 2,5 mg non aveva mai avuto tali fenomeni, potrebbe associare l'assunzione del Triatec 2,5 mg. con quella del Tareg 40 mg per non perdere del tutto la maggior protezione del Triatec? Ci potrebbero essere delle controindicazioni? Ringrazio per l'attenzione concessami. Giovanna


P.S.
Riporto di seguito la diagnosi di cardiopatia rilevabile da una recente cartella clinica:
"Toni cardiaci validi e ritmici ECG: Ritmo sinusale F.C.62 bmp. Emiblocco anteriore sinistro. Pregressa necrosi anterosettale.

Ventricolo sinistro discinetico, con ridotta F.E. 40% ed alterato rilasciamento. Lieve ricurgito mitralica. Atrio sinistro dilatato.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
al momento non ci sono evidenze scientifiche su un reale beneficio della associazione sartani-ACE inibitori, che pertanto va sconsigliata. Circa le crisi ipoglicemiche indotte dal Triatec, trattasi di un evento raro ma contempleto tra gli effetti indesiderati del farmaco nei pz insulino-dipendenti. Visto che il valsartan (Tareg) è un farmaco che ha indicazione come il Triatec (ramipril) nel trattamento del pz post-infartuato ma non provocherebbe alterazioni glicemiche le consiglierei di ripristinare la terapia precedente.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 675XXX

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Egregio Dottore, la ringrazio per la risposta e ne approfitto per un ulteriore domanda. Proprio oggi riesaminavo la situazione con mio padre e non avevamo preso in cosiderazione un altro nuovo farmaco che da pochi giorni sta assumendo, si tratta di un antidepressivo: il Daparox (20 mg/Die). In effetti leggendo il bugiardino di quest'ultimo anche egli potrebbe essere in grado di instaurare crisi ipoglicemiche. Potrebbe essere la paroxetina la vera responsabile del problema? Cordialmente. Giovanna
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Lo ritengo altamente improbabile, sarebbe più opportuno invece valutare se la terapia insulinica necessiti di qualche eventuale modifica (sempre in accordo con il collega che Vi sta steguendo).
Saluti
[#4] dopo  
Utente 675XXX

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Gent.mo Dottore, vorrei aggiornarla riguardo le improvvisi ed imprevidibili crisi ipoglicemiche di mio padre. Sono ormai ca. 15 gg. da quando mio padre ho sospeso sia il Daparox che il Triatec (sostituito dal Tareg) e il controllo glicemico è rientrato nei parametri normali che erano quelli prima della introduzione dei due farmaci. Non sono un medico ma devo desumere che quasi sicuramente il problema era dovuto ad uno dei due. Devo solo dire che c'è stata ancora qualche improvvisa ipoglicemia nei 2-3 gg. successivi alla sospensione ma poi nulla più. Può darsi che ciò fosse dovuto alla residua scia d'azione di uno dei due farmaci? Ed in questo caso, tale indizio sarebbe più da imputare al Triatec o al Daparox?

In rete ho letto che l'amitriptilina è un antidepressivo che trova spesso indicazione nei soggetti diabetci ma il geriatra di mio padre ne ha sconsigliato l'uso ritenendolo pericoloso per un soggetto cardiopatico. Qual'è il suo pensiero in merito? La ringrazio. Giovanna
[#5] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Sebbene non abbia una forte esperienza sull'utilizzo di tali farmaci, debbo confermarle che l'amitriptilina è un antidepressivo che può provocare diversi disturbi nei soggetti cardiopatici, quali improvvisi sbalzi pressori, tachicardia e in taluni casi induzione di aritmie; inoltre l'amitriptilina avendo una lunga emivita può, in particolar modo nel soggetto anziano, avere effetti indesiderati più prolungati che non in un soggetto giovane.
Spero di esserLe stata d'aiuto, cordiali saluti.