Utente 401XXX
Buongiorno, mi trovo in uno stato di ansia nonchè di totale confusione dovuta a informazioni discordanti. Parto dal principio. Giugno 2013 pap test negativo, contestualmente chiudo una relazione fissa di 7 anni. Marzo 2015 attuale compagno, con cui per circa 5 mesi abbiamo rapporti sempre protetti e, per la prima volta, avverto bruciore durante il coito e successivamente durante la minzione post-coito. Il fastidio si presenta in maniera imprevedibile, alcuni rapporti si, altri no ( collego la cosa all'uso di una particolare marca di condom ).Premetto che non è un problema di secchezza vaginale. Inoltre, ho da sempre avuto un ciclo regolarissimo, mai avuto candida o infezioni di alcun genere, nè perdite maleodoranti se non qualche volta dopo il ciclo.Dopo 5 mesi circa decidiamo di non usare il preservativo. Contestualmente il fastidio durante il rapporto sparisce. Comincio, invece, a rilevare un forte odore degli umori vaginali ( simili alla fase di ovulazione, ma molto piu intensi )ma solo durante l'intimità,anche senza penetrazione, che mi creano forte imbarazzo, tuttavia al di fuori dell'intimità continuo a non avere perdite o cattivi odori. Faccio visita: ho una vaginosi ( probabilmente fomentata dall'allergia al lattice che scopro di avere per la prima volta). Curata nell'arco di 10 giorni, l'odore forte durante l'intimità sparisce, seppur permane, qualche volta, una particolare sensibilità delle pareti vaginali durante lo sfregamento. Settembre 2015 Pap test = anomalo. Novembre nuovo pap test+ tipizzazione = CIN 1 HPV 16. Gennaio 2016 colposcopia+biopsia portio h12 = CIN 2. Il ginecologo a voce mi dice che il realtà è già un CIN3 ( il referto dell'anatomopatologo però riporta CIN2 ). Propone conizzazione.
Ora,le mie domande sono:
1) La conizzazione incide sulla fertilità/capacità procreativa? Aumenta i rischi durante una gravidanza? Nel mio caso è l'unica via percorribile? Tra poco più di 1 anno vorremmo dei bambini, vado già per i 33...e un pochino il tutto mi mette ansia.
2) Leggo che il periodo di incubazione dell'HPV ad oggi è ignoto, tuttavia su alcuni ( anche autorevoli) siti si parla di 1-8 mesi, da cui possibile che il mio compagno ( con cui progettiamo futuro/bimbi ) possa avermi inconsapevolmente contagiata? La mia riflessione è dovuta al fatto che non ho mai avuto alcun problema di alcuna natura ( bruciori, perdite, allergie) se non da quando sto con lui, coincidenze?
3)Essendo un uomo di natura ipocondriaca, qual è il miglior modo per affrontare l'argomento senza creargli pensieri fuorvianti su di me? E' necessario un controllo da parte sua, se si, quale?
4) Dopo la conizzazione, se non uso il preservativo col mio compagno, rischio l'effetto 'ping-pong' ? Oppure essendo partner fisso posso vivere una sessualità serena con lui?
5) Qual è la percentuale di recidiva per un Cin3 HPV 16 una volta operato?
6) La diagnosi fattami, ha margini di errore? Se si, quanto?
Ringrazio e mi scuso per essere stata un po' prolissa.
[#1] dopo  
Dr. Nicola Blasi
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1. il termine CONIZZAZIONE viene molto spesso usato in modo improprio , per definire un trattamento con ANSA a radiofrequenza utile ad asportare sotto guida colposcopica la lesione presente sul collo uterino, si ricorre alla conizzazione se la biopsia riscontra una displasia grave /carcinoma in situ.
2.non si può conoscere il momento esatto del contagio , che può risalire a molti anni prima . Si può rimanere portatori per molti anni senza avere alcuna manifestazione . La maggior parte delle infezioni scompare spontaneamente , circa il 50% nel corso di un anno e circa l'80% in due anni.una persona rimane portatrice finchè l'infezione non va via..
3 nell'uomo non esiste allo stato attuale una indicazione a fare il test HPV perchè è molto complicato fare il prelievo , ma soprattutto perchè non è utile perchè il virus HPV molto raramente provoca manifestazioni nell'uomo.
4. dopo il trattamento delle lesioni il virus può andar via o , in qualche caso, rimanere . L'importante è continuare i controlli periodici, avere l' HPV non vuol dire avere una lesione nè tanto meno avere un tumore , vuol dire essere portatori di un virus da controllare nel tempo.
LA TERAPIA delle lesioni è molto efficace : in circa il 90% dei casi non si ripresentano.
saluti
[#2] dopo  
Dr. Cesare Gentili
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Le sue domande sono molteplici ed alcune di non facile risposta.
Provo a risponderle, di seguito ad ogni sua domanda, in lettere maiuscole

1) La conizzazione incide sulla fertilità/capacità procreativa? Aumenta i rischi durante una gravidanza?

L'ARGOMENTO È MOLTO DIBATTUTO. AL MOMENTO ATTUALE NON SEMBRA CHE LA CONIZZAZIONE EFFETTUATA CON L'ANSA DIATERMICA RIDUCA LA FERTILITÀ. SEMBRA INVECE CHE, SE LA ESCISSIONE È STATA MOLTO AMPIA , AUMENTI IL RISCHIO DI PARTO PRETERIRNE. SI SCONSIGLIA INVECE DI EFFETTUARE LA CONIZZAZIONE CHIRURGA CON LAMA FREDDA

2) Leggo che il periodo di incubazione dell'HPV ad oggi è ignoto, tuttavia su alcuni ( anche autorevoli) siti si parla di 1-8 mesi, da cui possibile che il mio compagno ( con cui progettiamo futuro/bimbi ) possa avermi inconsapevolmente contagiata?
L'HPV È UN VIRUS SESSUALMENTE TRASMESSO PER CUI È POSSIBILE UNA TRASMISSIONE DA PARTE DEL SUO NUOVO COMPAGNO

3)Essendo un uomo di natura ipocondriaca, qual è il miglior modo per affrontare l'argomento senza creargli pensieri fuorvianti su di me? E' necessario un controllo da parte sua, se si, quale?
NO, L’UOMO È UN PORTATORE SANO. NON SONO PREVISTI, NE' PORTANO UTILITA' ALCUNA
4) Dopo la conizzazione, se non uso il preservativo col mio compagno, rischio l'effetto 'ping-pong' ? Oppure essendo partner fisso posso vivere una sessualità serena con lui?
PUÒ VIVERE UNA SESSUALITÀ SERENA.
I PARERI NELL’ USARE O MENO IL PRESERVATIVO NELLA LESIONI CIN SONO CONTROVERSI .
SOLO UN PAIO DI STUDI EFFETTUATI TRA GIOVANI DONNE HANNO EVIDENZIATO UNA GUARIGIONE PIÙ RAPIDA DELLE LESIONI CIN . PERALTRO NON VI È ALCUNO STUDIO CHE TRATTI DELLA MATERIA TRA PERSONE OPERATE
5) Qual è la percentuale di recidiva per un Cin3 HPV 16 una volta operato?
LE PERCENTUALI DI GUARIGIONE, SE LA LESIONE È STATA ASPORTATA COMPLETAMENTE, SONO MOLTO ELEVATE(85%> )
6) La diagnosi fattami, ha margini di errore? Se si, quanto?
LE DIAGNOSI CISTO ISTOLOGICHE SONO VARIABILI E POCO RIPRODUCIBILI. COSÌ E' POSSIBILE CHE CI SIANO RISPOSTE DIVERSE DA LABORATORIO A LABORATORIO. PER AUMENTARE LA RIPRODUCIBILITÀ SI È CERCATO DI DIVIDERE LE LESIONI CERVICALI IN DUE CLASSI, CIN DI BASSO GRADO(CIN1) E CIN DI ALTO GRADO (CIN2-3). ANCHE CON QUESTI “ACCORGIMENTI” A VOLTE È DIFFICILE DECIDERE A QUALE DELLE DUE CLASSI LA LESIONE APPARTIENE.
PER QUESTO È IMPORTATE PER VALUTERE SE E QUANDO INTERVENIRE , OLTRE L’ETÀ DELLA PAZIENTE, UNA VALUTAZIONE CLINICA E COLPOSCOPICA