Utente 402XXX
Buongiorno, sono un ragazzo di 30 anni, ho subito in età infantile un intervento per varicocele e verso i 16 anni una frenulectomia.
Non ho mai avuto una attività sessuale particolarmente frenetica (e probabilmente per questa ragione arrivo con tanto ritardo a porre il mio quesito) ma ultimamente le cose sono cambiate in questo senso (senza eccessi, ad ogni modo). Ebbene, da ormai più di un anno ho problemi a mantenere l'erezione, mi sono rivolto quindi al mio Medico di famiglia perchè mi prescrivesse le visite necessarie a far luce sulla vicenda, e dopo analisi ormonali ed ecocolordoppler penieno dai risultati ottimali, un mese di trattamento con integratori a base di L-Arginina le cose non sono affatto migliorate.
Preciso che non ho alcun calo del desiderio ed ho sempre provato attrazione per le persone con cui ho avuto rapporti, e non ho nemmeno complessi legati alle dimensioni, peraltro sopra la norma.

Oltre al ruolo guida del mio Medico di base sto cercando di capirci qualcosa anche per conto mio, documentandomi e leggendo tutto ciò che possa risultare di mio interesse in questo senso.
Il mio più grande dubbio ora riguarda la frenulectomia da me subita in adolescenza: fino ai 20 anni non ho avuto rapporti, a 16 chiesi chiarimenti al mio Medico di allora in merito alla leggera curvatura (a destra) dell'asta, senza comunque riferire alcun problema nello scoprire il glande. Fu così che mi prescrisse la frenulectomia.
La mia preoccupazione sorge in merito al fatto che per me è stata un'operazione ESTREMAMENTE dolorosa (nonostante l'anestesia effettuata tramite iniezione), e non è seguita alcuna visita di controllo, anche se non ho riscontrato particolari complicazioni nell'immediato (apprezzabili a vista). Oggi leggo invece che praticamente tutti coloro che hanno subito questo intervento non hanno sentito assolutamente nulla, e la cosa mi fa preoccupare. Mi chiedo quindi se il Chirurgo che mi ha operato abbia potuto in qualche modo compromettere nervi, arterie o vene presenti in sede.
L'intervento, ripeto, è stato eseguito PRIMA che iniziassi ad avere rapporti, quindi non ho mai avuto un termine di paragone, ma ho il fortissimo dubbio che i miei problemi siano iniziati in quel momento, anche se mi è difficile chiarire qui il tutto.

Ad oggi noto una scarsissima (o assente) sensibilità del glande (che spesso appare bianco, e freddo allo stato flaccido) e, nonostante riesca a raggiungere l'orgasmo (con la masturbazione) mi è praticamente impossibile fare lo stesso durante un rapporto sessuale, non riuscendo a mantenere la rigidità per il tempo sufficiente. Il corpo spongioso in particolare non assume una consistenza propriamente "rigida".
Le mie domande sono:
_quali esami/analisi potete suggerirmi per escludere o confermare l'ipotesi da me formulata, o comunque per approfondire?
_se dovesse essere come io sospetto, esistono terapie (anche chirurgiche) in grado di risolvere la situazione?

Grazie infinite per la Vostra attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro utente,va sa de che,dopo 15 anni,risulta quantomeno singolare che si possa pensare ad un danno pregresso che,a naso,ritengo fantasioso e figlio di una ansia montante.Onde evitare ulteriori fughe in avanti,consiglierei un consulto andrologico che,con l'esame obiettivo,l'anamnesi,i dosaggi ormonali e l'ecocolordoppler penieno,potrà,finalmente,fare luce sulla portata del disagio sessuale che ci trasmette.Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 402XXX

Iscritto dal 2016
Grazie per la velocità della Sua risposta.
Come ho scritto, il mio Medico di base mi segue, con l'appoggio di visite andrologiche (SSN) attraverso le quali ho GIA' fatto esami di dosaggio ormonale ed ecocolordoppler, che hanno restituito risultati ottimali.
In merito all'operazione di frenulectomia da me subita ricordo con chiarezza che prima non ho mai avuto problemi di erezione o di sensibilità del glande, oltre ad avere anche erezioni mattutine che ho poi "perso".
Purtroppo però a quell'età la mia consapevolezza era decisamente insufficiente, ed avevo piena fiducia delle persone che mi seguivano, nonostante il tutto fosse stato gestito in maniera estremamente sbrigativa (ripeto, non mi è stata nemmeno prescritta una visita di controllo).
Il mio timore in sostanza è che in quell'occasione sia stato innescato un meccanismo che abbia portato allo stato di patologia che accuso ora, e la mia domanda, ripeto, è:
_se esistono esami che possano sondare integrità e responsività (ad esempio) di nervi ed altri apparati che possano essere stati danneggiati con l'operazione al frenulo.
(stimolazione per impulsi? monitoraggio erezioni notturne? ecografie specifiche?)
_se in tal caso esistono terapie (immagino chirurgiche, di tipo ricostruttivo) per recuperare la funzionalità, e di che tipi di interventi si parla.

Sperando di essere stato abbastanza chiaro, ringrazio nuovamente.
[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...credo che non sarà il web a chiarire il suo disagio.Ricordo solo che le erezioni spontanee non hanno alcun valore prognostico e diagnostico,se non in casi estremi quando non si ha mai alcun tipo di erezionequadro clinico,,in genere,caratteristico in Pazienti gravemente dismetabolici (es. diabete).Cordialità.
[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

non vedrei alcuna correlazione tra il frenulo, la frenuloplastica ed il suo problema erettile mentre, invece, il fatto di avere avuto un varicocele ( patologia del sistema venoso) una laterodeviazione dell'asta ( che talora-spesso si associa ad una insufficiente veno-occlusione cavernosa) possono far nascere il sospetto che la sua difficoltà ad avere una ottimale rigidità dell'asta e la difficoltà a mantenere la rigidita per un tempo aadeguato alla penetrazione ed al rapporto sessuale possano essere dovuti ad un insufficiente meccanismo vascolare veno-occlusivo che non può essere confermato da dosaggi ormonali, da valutazioni eocolordoppler ( che valutano prevalenetemente la funzione arteriosa).
un esame Rigiscan potrebbe definire meglio il problema
si affidi ad uno specialista andrologo
cari saluti
[#5] dopo  
Utente 402XXX

Iscritto dal 2016
Grazie per il Suo parere, Dott. Izzo, e grazie mille anche al suggerimento del Dott. Pozza, che mi ha inoltre chiarito un particolare aspetto del quale non ero a conoscenza. Mi chiedo allora se l'assenza di sensibilità nel glande possa essere anch'essa dovuta a problematiche legate alla circolazione venosa? Non sarebbe più legato al sistema nervoso? Esistono degli esami per sondare anche questo campo?
Grazie