Utente 402XXX
Gentili dottori,
premetto di essere una persona estremamente ansiosa, emotiva, perennemente stressata (sono universitario) e a tratti ipocondriaca (spero che quest'ultima precisazione non influenzi le vostre valutazioni). Sto scrivendo qui (la cosa per me è imbarazzante), perché non ho il coraggio di rivolgermi al medico di famiglia (anche questa cosa mi creerebbe un certo imbarazzo). Una preliminare "preghiera": vi chiedo di essere obiettivi. Ultimamente sto sperimentando un calo di libido e difficoltà a raggiungere e mantenere l'erezione. Fino all'anno scorso l'erezione per me era una cosa normale ed anche quotidiana, spontanea, poteva essere provocata da qualsiasi stimolo. Per intenderci: circa un anno fa mi bastava abbracciare la mia ragazza per provocare l'erezione. Adesso niente. Provo a stimolare la parte ma le erezioni sono deboli, anche al mattino. Devo aggiungere che praticavo anche autoerotismo (uso questo termine per pudore) con una certa frequenza e che da tempo immemore riscontro una curvatura del pene verso sinistra (il nome scientifico è recurvatio moderata se non erro, da non confondere con l'induratio penis plastica, se non erro). Le mie preoccupazioni sono due anzi tre: in primo luogo ho letteralmente paura che l'autoerotismo, praticato con una certa frequenza, abbia potuto alterare le strutture nervose locali provocando danni (anche se molti affermano che la masturbazione non avrebbe altri effetti collaterali se non quelli di natura psicologica); in secondo luogo ho paura che la causa del deficit erettile sia la recurvatio moderata (la recurvatio non mi ha mai dato alcun problema); in terzo luogo che la visione di pornografia possa avere alterato il sistema dopaminergico (anche se alcuni affermano che il cervello è plastico). Ho confidato queste problematiche a mio padre, il quale mi ha detto di non preoccuparmi: secondo lui il mio problema è di origine piscogena perché sono una persona estremamente eccessivamente ansiosa, emotiva, introversa. Ultimamente sono anche un po' depresso per via di alterne vicende personali come l'insoddisfazione legata all'andamento degli studi, la convinzione e, in un certo senso, la paura di restare solo e di non interessare ad alcuna donna, il fatto di essere stato lasciato dalla mia ragazza, il rimpianto cronico per il passato, per non aver saputo cogliere "l'attimo" dal punto di vista sentimentale... ma può il fattore psicologico essere così deleterio? Ho pensato che anche il mio stile di vita possa aver inciso sulla problematica: essendo uno studente universitario faccio una vita sedentaria e poca attività sportiva. Chiedo scusa se l'esposizione della mia problematica appare confusa, e forse contorta, ma sto vivendo male, a volte mi viene quasi da piangere. Ho paura di essermi, in qualche modo, danneggiato da solo in maniera non reversibile. In questo periodo sono totalmente deconcentrato a causa di questo problema: sovente penso di essere fallito e che la mia vita sessuale sia finita prima ancora di cominciare.

Grazie per l'attenzione che vorrete riservarmi!

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Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,é evidente come sia preda di un calo di autostima che non aiuta a
risollevare il morale.Ill rischio più frequente é di essere preda di uno stato depressivo/ansioso che va considerato come patologia psichiatrica,quindi di competenza medica.Conviene,a questo punto,piuttosto che ricercare nel web una soluzione,consultare un esperto andrologo che,con una diagnosi di primo livello,basata su di un esame obiettivo,raccolta dell'anamnesi e valutazione del quadro ormonale,possa porre un riferimento oggettivo e riproducibile per poi,eventualmente,permettere di usufruire dei benefici legati ad una terapia mirata.Cordialità.